Hermann Nitsch – Foto Biagio Ippolito 2020

Testo di Lorenzo Madaro —

Dal 1974 sono compagni di strada, in un percorso che coniuga impegno e progettualità, rischi in anni di militanza e oggi conferme in termini di storicizzazione e sistematizzazione di un percorso. Sono l’artista Hermann Nitsch e Peppe Morra, che in realtà è un vulcano – d’altronde la sua storia nasce e si sviluppa a Napoli, con tangenze internazionali da diversi decenni –, indefinibile, perché dopo essere stato gallerista e collezionista coraggioso, ma soprattutto complice di artisti e storie ineffabili, da qualche anno porta avanti un percorso continuativo di mostre in una città complessa e sfaccettata.
Sì, Napoli ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’arte, grazie a nomi come Lucio Amelio e lo stesso Morra, insieme a Lia Rumma, la città sin dagli anni Sessanta-Settanta è stata teatro di incontri formidabili. In questi giorni Nitsch e Morra hanno ribadito il loro antico legame con una performance del maestro dell’Azionismo viennese e un riallestimento della collezione del museo a lui dedicato, ormai oltre il suo decimo anno di vita. Sinfonia Napoli 2020, una performance che si è tenuta nei giorni scorsi, ha ribadito la forza generatrice di ritualità ancestrali e di spazi d’azione estremi che il maestro indaga e progetta da tempi immemori.
Con la Nuova Orchestra Scarlatti diretta da Andrea Cusumano e presto fruibile on line, l’azione è stata un condensato di corpi, suoni, sinestesie, ma anche di equilibrio nella composizione, armonia dei corpi in movimento, spazi aperti della visione.

Hermann Nitsch – Foto Biagio Ippolito 2020
Hermann Nitsch – Foto Biagio Ippolito 2020
Hermann Nitsch – Foto Biagio Ippolito 2020

Apparentemente appartato, Nitsch, 82 anni, ha coordinato con lucida concentrazione, e con la fondamentale assistenza del figlio, l’intera azione durata quasi tre ore: un rito di spasmi e incontri tra corpi e movimenti, ma anche – per noi spettatori – di odori e sussulti. Sangue, uva, pomodori, sudore: tutto è entrato nel vortice corale di una performance coinvolgente. È stata l’occasione per osservare le nuove opere pittoriche-materiche realizzate nei giorni precedenti la performance – colori vivaci, cromie dense di energia –, ma anche – comunicano dal museo, “Una costellazione di ‘sismografie vitali’ che rappresenta esemplarmente il lavoro di Nitsch come uno sforzo ostinato verso la liberazione della sensibilità dalla disciplina di una civiltà anestetizzante, una pratica di affermazione della vita attraverso il continuo rimando di corrispondenze olfattive, tattili e visive del colore”.
Musealizzare un artista contemporaneo, è possibile? Sì, se un museo – come in questo caso – è soprattutto un laboratorio, uno spazio plurale capace di cambiare pelle e di volta in volta reinventarsi per ospitare nuove opere – insieme a quelle storiche, oltre a un denso archivio memorabile –, nuovi sguardi sulla storia – e il presente – di questo maestro.
Merito dell’impegno di Morra, che in questo momento a Napoli pare essere tra i pochi avamposti – ancora una volta – dell’arte contemporanea, tra l’altro in una fase in cui il Madre è in riallestimento mentre ospita – ahimè – una mostra di fotografie di Carlo Verdone. Sì, proprio lui. 

HERMANN NITSCH
Sinfonia Napoli 2020
Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch Napoli
Fondazione Morra
25 settembre 2020 – 24 settembre 2022

Hermann Nitsch – Foto Biagio Ippolito 2020
Foto Amedeo Benestante 2020
Hermann Nitsch – Foto Amedeo Benestante 2020
Hermann Nitsch – Foto Amedeo Benestante 2020