Antonio Grulli – Marina Angelotti – Emanuele Guidi

***

Si brancola nell’ignoto spazio profondo parlando del futuro. Poi se ci si mette a parlare del futuro, più o meno prossimo, dell’arte, si rischia di cadere nei tranelli insiti nelle grande questioni ‘di sistema': responsabilità, libertà, istituzioni, autonomia, mutamenti, indipendenza e compromessi. Queste e molte altri nodi concettuali sono emersi nella densa e ambiziosa ’round table’ Predictions organizzata da Martina Angelotti, Antonio Grulli e Emanuele Guidi a Carrara in occasione del finissage della Biennale Post-Monument.
Erano presenti curatori, critici, artisti e addetti ai lavori, ma soprattutto c’erano le innumerevoli ‘predictions’ che i tre curatori hanno chiesto a molte persone del mondo dell’arte italiano. Il pomeriggio ci ha visti, appunto, attorno ad un tavolo a discutere sulle nostre visioni dell’arte, sulle nostre speranze o desideri, sulle nostre previsioni anche pessimiste. Sintetizzare 4 ore (suonano lunghissime ma vi assicuro che non ne bastavano altrettante per sviscerare le numerose questione sollevate), è al di sopra delle miei possibilità. Ma vi assicuro che dialogare con persone motivate e partecipi non capita spesso, dunque ho la sensazione che il progetto (questo sì) avrà un solido futuro nel coinvolgere sempre più persone possibili per enucleare quante più predizioni sull’arte.
I mediatori, preparati e solerti nel aizzare anche i presenti più sonnacchiosi, hanno orchestrato al meglio le nostre discussioni: il ruolo dell’artista e le sue funzioni ed obbiettivi nel futuro; l’artista in relazione alla società; il ruolo delle istituzioni.
Ci trascrivo alcune predizioni (alcune allarmanti, altre divertenti, altre molto fiduciose):

- La dimensione dei nostri appartamenti andrà progressivamente diminuendo, mentre quella degli spazi espositivi aumenterà per circondare col vuoto gli oggetti. (Riccardo Benassi)
- Gli artisti svilupperanno cl tempo la capacità di diventare invisibili e telepatici. La XXVIII Biennale di Carrara si terrà sott’acqua. (Davide Bertocchi)
- La critica troverà nuove forze e forme per esprimersi e non sarà più silenziosa o pettegola. (Giulia Brivio)
- Ciò che c’è di buono si trasformerà in un mostro. ( Federica Bueti)
- Le immagini del mondo saranno più reali del mondo. Saremo incapaci di stabilire ciò che è vero. (Chiara Camoni)
- In Italia non ci saranno più istituzioni pubbliche (Cecilia Canziani)
- L’arte dovrà riscoprire il concetto stesso di novità in una società poco utopistica. (Chiara Costa)
- Sono. e saranno sempre di più gli artisti a fare le mostre e non le mostre a fare gli artisti. (Cleo Fariselli)
- Decadrà il ruolo centrale ed autoreferenziale dell’artista nella produzione dell’opera e rinascerà la figura dell’artista artigiano. (Federica Forti)
- Il termine ‘artista’ come descrizione di una categoria professionale specifica diventerà obsoleto (Aldo Giannotti)
- La manualità sarà bandita. L’opera d’arte in assenza di gravità. Residenza d’artista su Venere. La prima scultura in pietra lunare. (Gum)
- Ci immaginiamo una modalità inedita di interazione tra le immagini e i luoghi di fruizione, siano essi spazi dedicati o porzioni di spazo urbano o rurale. (Invernomuto)
- Gli artisti sfideranno la propria libertà. (Denis Isaia)
- Tutti agricoltori! (Cristina Natalicchio)
- Nel futuro prossimo, un vecchio disegnerà un mostro sul suo quaderno (Diego Perrone)
- Il futuro è emergente e multidisciplinare (Luca Pozzi)
- Ci saranno meno mostre. (Laura Pugno)
- Verrà fondata una Società di Mutuo Soccorso per l’arte (Alessandra Saviotti)
- Le fiere d’arte non avranno più senso nè ragione di essere. (Caterina Riva)
- Credo che le geografie del potere cambieranno in maniera radicale, i luoghi in grado di esercitare processi informali prenderanno sempre più importanza a livello internazionale. Città come Napoli, Istanbul, Caracas e il Cairo. Eugenio Tibaldi)
- La strada verso la libertà non avrà nulla a che fare con essa. (Alice Tomaselli)
- La debolezza dell’arte sarà sempre di più la sua forza, ma proprio per questo l’arte buona farà sempre più fatica a essere vista. Duchamp scambierà il suo posto con Brancusi. (Luca Trevisani)
- Collezionare diventa una missione politico-culturale con finalità educative. (Carlo Zanni)
- ‘Sinfonia Eroica dedicata al sovvenir di un grande uomo’ – Ludwig van Beethoven (Daniela Zangrando)
- La massima aspirazione per un artista sarà la carriera politica. (Zimmerfrei)

***
Gum, Guidi, Grulli e Angelotti
Cecilia Canziani, Cristiana Natalicchio, Davide Ferri e Gum
Denis Isaia, Fabio Cavallucci e Alessandro Nassiri
Eugenio Tibaldi e Cleo Fariselli
Luca Bertolo e Davide Ferri
* Tom Marioni, 2010