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Avanti e indietro. Poi ancora indietro e sempre sempre più un passo avanti. Potrebbe sembrare schizofrenico il gesto appena descritto, al contrario amplifica una dimensione. Il movimento rappresenta il raggiungimento di un percorso che Guglielmo Castelli non dichiara come finito. Un anno di residenza al Künstlerhaus Bethanien di Berlino è servita per ampliare gli spazi, per rendere la scena il luogo in cui travolgere l’umano stesso. La dimensione degli sfondi, carte da parati accorpate e attorcigliate, accoglie un allungamento incerto. Il retroscena di un soggetto in primo piano, campiture omogenee di colore, si è sfaldato, ha lasciato al quadro la possibilità di gettarsi in un tempo che è fermo e aspetta mentre nello stesso istante procede, avanza. Goodmorning Bambino è la ricostruzione scenografia di quel che accaduto nello studio, di quei passi, del cambiamento e della trasformazione.

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Citando il De Pictura di Leon Battista Alberti:

“Sono alcuni movimenti d’animo detti affezione, come ira, dolore, gaudio e timore, desiderio e simili. Altri sono movimenti de’ corpi. Muovonsi i corpi in più modi, crescendo, discrescendo, infermandosi, guarendo e mutandosi da luogo a luogo. Ma noi dipintori, i quali vogliamo coi movimenti delle membra mostrare i movimenti dell’animo, solo riferiamo di quel movimento si fa mutando el luogo.”

 

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La pittura ha un tempo di espansione strano, magmatico, un flusso liquido che circonda, ha la capacità di avvicinare e di allontanare. Lo spazio fisico che si occupa mentre si dipinge può essere aumentato e può creare un Tempo, diverso un Tempo di Pittura.

Rompere gli aspetti fino ad ora apparentemente consolidati, perché non sempre bisogna saper “di cosa si tratta” per saper navigare verso qualcosa di meglio.

La pittura da sala da aspetto. “La delicatezza del poco e del niente del poco poco”

La figura umana come fosse sfondo stesso in un altro sfondo. Le dimensioni, esponenzialmente, aumentate. Anatomiche sproporzioni. Raffigurazioni scenografiche silenziose, dove corpi si alternavano a pavimenti piccoli, troppo instabili per contenere scivolamenti e disequilibri.

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Che cosa apprende la mano se passa dalla testa ma bussa solo, poi aspetta altrove?

Mi chiedo se sono un pittore figurativo perché raffiguro e quindi vengo riconosciuto e contestualizzato, o se in qualche modo questo percorso mi abbia dato la possibilità di guardare oltre quel sipario ponendomi la domanda se, il mio sguardo sia dal boccascena o dal dietro le quinte

In qualche modo accedere ad un livello più astratto, lo spazio di risposta, anche quello non è importante. Rimane la centralità che i punti cardinali della pittura si spostano, come ci si sposta dinanzi a quella superficie bidimensionale che tratta tempo e spazio in maniera convulsa e caotica.

Vi è possibilità nell’errore, vi è futuro nell’inciampo.

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Guglielmo Castelli * 1987 nato a Torino, vive e lavora a Torino.

Ha studiato Scenografia per Teatro all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Con il suo lavoro ha preso parte a numerosi progetti espositivi nazionali e internazionali, tra cui Recto/ Verso 2, presso la Fondation Louis Vuitton, a Parigi, Challenging beauty. Insights into Italian Contemporary Art al Parkview Museum, Singapore (2018, a cura di Lorand Hegyi), Disegni – Artissima Art Fair, Torino (2017, a cura di Luís Silva e João Mourão) e Asomatognosia presso la Royal Lounge della Stazione di Torino Porta Nuova (2017, a cura di Treti Galaxie). Nel 2016, Forbes lo ha incluso nella lista dei 30 Under 30 per l’arte europea.

A cura di Lisa Andreani

Guglielmo Castelli - Goodmorning Bambino, Kusntlerhaus BEthanien 2018 - Installation view

Guglielmo Castelli – Goodmorning Bambino, Kusntlerhaus BEthanien 2018 – Installation view

Guglielmo Castelli - Goodmorning Bambino, Kusntlerhaus BEthanien 2018 - Installation view.

Guglielmo Castelli – Goodmorning Bambino, Kusntlerhaus BEthanien 2018 – Installation view.

GUGLIELMO CASTELLI’s artistic practice is based on a profound interest on the body and its relation to the space. His exhibition Goodmorning Bambino presents newly developed bright and large-scale paintings with full-figured bodies in uncertain environments that are brought to life through an intense work process. From the sketch-book to the final painting back onto an unprepared, drawing-like canvas, Castelli employs a multitude of experimental layers as he explores his subject matters, carefully selecting, testing, reforming and translating them. 

Understanding the body as a kind of landscape, Castelli forms strong but melancholic, vigorous but fragile and violent but soft distortions by mapping them onto his figures and building the spaces around them. By unfolding layered fields of oil colour and pastel, cinematographically staged fluid figures reach beyond the frame, exist between the spaces and transform their surrounding into scenes, which the visitors are invited to enter to immerse themselves with the untold stories and bodily reaches of Castelli’s protagonists. With his cautiously created ambivalences, that leave the viewer uncertain of the depicted destinies of his evolving, dissolving and merging bodies, Castelli developed a distinctive iconographic language that interconnects our contemporary state of instability, uncertainty and fleetingness with the constant desire for balance, safety and certitude.

Guglielmo Castelli, Who Will Come to Find You First, Your Devil or Your Gods?, 2018, mixed media on canvas, 140 x 100 cm, Courtesy the artist.

Guglielmo Castelli, Who Will Come to Find You First, Your Devil or Your Gods?, 2018, mixed media on canvas, 140 x 100 cm, Courtesy the artist.