Cartolina vintage - Palazzo Rospigliosi, Zagarolo / GRANPALAZZO

Cartolina vintage – Palazzo Rospigliosi, Zagarolo / GRANPALAZZO

La scelta di questo luogo è motivata dall’esigenza di far convergere gli operatori del settore in un luogo caratterizzato da lentezza e intimità: elementi che offrono così la possibilità di assaporare appieno non solo le opere d’arte, ma anche le relazioni e i contatti umani che si stabiliscono spesso in eventi di questo tipo. GRANPALAZZO è presentato – dalle stesse curatici, Paola Capata, Federica Schiavo e Ilaria Gianni – un evento piccolo ed esclusivo, per mettere in campo le eccellenze del territorio da un punto di vista culturale, paesaggistico e gastronomico. Agevolati dall’atmosfera e dalla serenità di questo luogo, questo appuntamento vuole stimolare la possibilità di tessere relazioni autentiche e approfondite tra artisti, curatori, galleristi e i tanti che decideranno di trascorrere in questo luogo un sereno weekend dedicato alla cultura e all’arte.

Il progetto vede coinvolto un ristretto nucleo di artisti supportati da gallerie di ricerca attive nel panorama italiano ed internazionale che nel corso della loro attività si sono contraddistinte per una forte impronta curatoriale, un impegnativo lavoro di scouting e la creazione di un proprio mercato a discapito delle tendenze del momento. Ogni stanza del palazzo vedrà le opere di due artisti, a confronto in un percorso ragionato.

GRANPALAZZO prevede anche un calendario di performance a cura di Ilaria Gianni che vedrà coinvolti alcuni degli artisti in mostra, e una serie di progetti speciali curati da Nero Magazine (Roma), LULU (Mexico City), Cura Magazine (Roma) e The Green Parrot (Barcelona), sia all’interno del Palazzo che nelle strade di Zagarolo.

Segue la lista di artisti partecipanti:

GIORGIO ANDREOTTA CALO’ (Venezia, Italia, 1979) – supportato da Zero…, Milano
ERIC BAINBRIDGE (County Durham, UK, 1955) – supportato da Workplace, Gateshead/London
RICCARDO BARUZZI (Ravenna, Italia, 1976) – supportato da P420, Bologna
VANESSA BILLY (Ginevra, Svizzera, 1978) – supportata da BolteLang, Zurigo
ERNESTO BURGOS (Santa Clara, CA, USA, 1979) – supportato da The Goma, Madrid
HUGO CANOILAS (Lisbona, Portogallo, 1977) – supportato da Collicaligreggi, Catania
MAXIM LIULCA (Tighina, Moldavia, 1987) – supportato da SpazioA, Pistoia
MARIA LOBODA (Cracovia, Polonia,1979) – supportata da Maisterravalbuena, Madrid
MOHAMED NAMOU (Oran,Algeria,1987) – supportato da mor charpentier, Paris/Bogota
NICK OBERTHALER (Bad Ischl,Austria,1981) – supportato da Martin van Zomeren, Amsterdam
DAMIR OCKO (Zagreb, Croazia, 1977) – supportato da Tiziana Di Caro, Napoli
AMALIA PICA (Neuquén Capital, Argentina, 1978) – supportata da Stigter van Doesburg, Amsterdam
BENEDETTO PIETROMARCHI (Roma, Italia, 1971) – supportato da Josh Lilley, Londra
SASCHA POHLE (Düsseldorf, Germania, 1972) – supportato da Weingrüll, Karlsruhe
WILFREDO PRIETO (Sancti Spíritus; Cuba, 1978) – supportato da NoguerasBlanchard, Barcellona/Madrid
MATEUSZ SADOWSKI (Szczecinek, Polonia, 1984) – supportato da Stereo, Varsavia
SAMARA SCOTT (Londra, UK, 1985) – supportata da Ermes, galleria nomade
MARGO WOLOWIEC (Detroit, USA, 1985) – supportata da Anat Ebgi, Los Angeles

Edificio cinquecentesco, Palazzo Rospigliosi è legato ad una delle famiglie nobiliari della Roma rinascimentale e baracco: i Colonna. Roccaforte di questa grande famiglia romana, il castello ne seguì per molti secoli le vicende, trovandosi coinvolto nelle lotte tra i Colonna ed il Papato, tra assedi e distruzioni. Come Palestrina, anche Zagarolo fu rasa al suolo prima nel 1298 da BonifacioVIlI, poi nel 1437 da Eugenio IV. I Colonna ricostruirono il castello una decina d’anni dopo, ma i loro rapporti con il papato si normalizzarono solo verso la metà del Cinquecento. Dopo la vittoria dei Cristiani sui Turchi a Lepanto (7 ottobre 1571) Pompeo Colonna cominciò i lavori di rinnovamento del castello di Zagarolo, iniziando quella trasformazione in palazzo residenziale che ne mutò radicalmente l’aspetto originario.
Per tutto il Settecento il palazzo di Zagarolo fu centro della vita mondana dei nuovi proprietari che vi accolsero anche Carlo III di Borbone (re di Napoli, poi di Spagna) e Vittorio Alfieri. Il palazzo si sviluppa su due piani e lungo due ali parallele a ferro di cavallo con un’apertura sulla piazza centrale che introduce al cortile monumentale d’ingresso. L’esterno del palazzo è molto sobrio, quasi privo di decorazioni, mentre all’interno le ampie sale sono riccamente affrescate.
Le stanze del pianterreno, decorate con paesaggi e grottesche, conducono ad un giardino pensile sul retro del palazzo.
Le stanze del piano nobile furono affrescate da pittori manieristi, fra cui i fratelli Zuccari; anche Domenichino vi eseguì dei dipinti. Nel 1606 il Caravaggio, in fuga per omicidio dalla giustizia pontificia, trovò rifugio per quattro mesi presso il Palazzo, ove eseguì alcuni dipinti, fra cui la “Cena in Emmaus” che si trova alla pinacoteca di Brera a Milano ed una Maddalena in Estasi.

Palazzo Rospigliosi, Giardino interno / GRANPALAZZO

Palazzo Rospigliosi, Giardino interno / GRANPALAZZO

Palazzo Rospigliosi - Zagarolo / GRANPALAZZO

Palazzo Rospigliosi – Zagarolo / GRANPALAZZO

Palazzo Rospigliosi - Salone bandiere / GRANPALAZZO

Palazzo Rospigliosi – Salone bandiere / GRANPALAZZO