• Tile Project Space, Giulio Scalisi - Shipwrecked 2017 Vido Still Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti Shipwrecked 2017 video 17’, 1080p
  • Giulio Scalisi - Alghe romantiche. Installation view Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti I wear pictures that I like 2017 installazione - 50x100x160 cm acciaio, pvc e stampa su carta fotografica
  • Tile Project Space, Giulio Scalisi - Alghe romantiche. Installation view Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti
  • Giulio Scalisi - Shipwrecked 2017 Vido Still Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti Shipwrecked 2017 video 17’, 1080p
  • Tile Project Space, Giulio Scalisi - Alghe romantiche. Installation view Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti - The raft of the user, 2017 - Installation 100x160x300 cm
  • Tile Project Space, Giulio Scalisi - Shipwrecked 2017 Vido Still Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti Shipwrecked 2017 video 17’, 1080p

Testo di Mattia Solari

Oltre i centocinquanta metri sotto il livello del mare, non cresce più alcun tipo di alga. Sembra questa la dimensione concettuale dove Giulio Scalisi (Salemi, 1992) situa Alghe Romantiche, fino al 10 novembre da Tile Project Space a Milano. L’artista ha trasformato immaginariamente lo spazio bianco e luminoso di Tile in un ambiente sottomarino, metafora dei rapporti mediati dai supporti tecnologici, oggi tanto indispensabili quanto invasivi, fra l’Io e il mondo che ci circonda.

Tuttavia, da nessuna parte in mostra si trovano decorazioni fitomorfe, piante subacquee o atmosfere marine; al contrario, la mostra ricrea una dimensione sterilizzata, neutrale, asettica e distaccata, dove prevale il bianco e il trasparente nei materiali, mentre il sonoro del video Shipwrecked (2017), una voce lenta e pacata, scandisce le riflessioni dell’artista sulla condizione postmediale dell’uomo. Nel video, fra toni lirici e intimi, in contrasto col setting nettamente anemotivo, la voce vaga fra riflessioni e descrizioni di stati mentali, condizioni fisiche e riflessioni più ampie rappresentando fra i vari soggetti: una goccia, barche in transito, pesci che danzano con immagini, alghe e resti di un mostro marino.
In questo flusso di coscienza vasto e vago come i mari, l’artista traccia un paragone fra la superfice instabile dell’oceano e le superfici degli schermi che popolano le nostre vite, su cui si riflettono, distrattamente come su specchi, i contenuti di cui quotidianamente fruiamo. Se da un lato Scalisi riesce nel ricreare un mondo ovattato, dall’altro rischia di perdersi nella metafora, concedendo solo vaghi indizi di dove la mostra può portarci, e lasciandoci un po’ alla deriva come indica l’installazione al centro dello spazio: The Raft of the User (2017), dove l’artista stilizza una zattera dalla quale pendono lunghe strisce di PVC trasparenti, mentre poco più in là dei portabiti si fanno display per delle immagini stampate su fogli, esemplificazione di come ci si vesta d’immagini. L’insieme coeso delle opere crea fra loro un’atmosfera che non ha a che fare col romanticismo né col marino.
Ciò su cui l’artista vuol probabilmente farci riflettere è più la nostra inabilità, o timore, nel raggiungere e toccare realmente ciò che sta oltre questo schermo, come quando afferma nel video: “What is a tear, if not the way through which the retina admits its own inability to retain the splendour and beauty of an elusive and fallacious present moment”. Scalisi lavora sul processo di mercificazione e reificazione dell’emotività trasformata in immagine da consumo, per mostrare quell’incapacità di realizzare come la vita funzioni fuori dalle immagini e l’amore fuori dalla fiction (semi cit.), e, infine, per rompere la quiete dello stagno digitale per mostrarci l’abissale profondità dove possono anche nascere alghe romantiche.

Tile Project Space, Giulio Scalisi - Alghe romantiche. Installation view Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti

Tile Project Space, Giulio Scalisi – Alghe romantiche. Installation view Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti

Tile Project Space, Giulio Scalisi - Alghe romantiche. Installation view Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti I wear pictures that I like 2017 installazione -  50x100x160 cm acciaio, pvc e stampa su carta fotografica

Tile Project Space, Giulio Scalisi – Alghe romantiche. Installation view Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti –  I wear pictures that I like 2017 installazione – 50x100x160 cm acciaio, pvc e stampa su carta fotografica

Giulio Scalisi - Shipwrecked 2017 Vido Still Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti Shipwrecked 2017 video 17’, 1080p

Giulio Scalisi – Shipwrecked 2017 Vido Still Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti Shipwrecked 2017 video 17’, 1080p

Giulio Scalisi - Shipwrecked 2017 Vido Still Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti Shipwrecked 2017 video 17’, 1080p

Giulio Scalisi – Shipwrecked 2017 Vido Still Courtesy Tile Project Space Photo: Floriana Giacinti Shipwrecked 2017 video 17’, 1080p