Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio

Una foglia secca, un uovo di struzzo rivestito di malachite, un cristallo di rocca, uno strumento di lavoro laminato d’oro e una coppia di disegni, sono disposti in galleria in modo bilanciato e costituiscono una meticolosa composizione spaziale.
Le opere sono allestite simbolicamente come in un abbraccio armonico che accoglie il visitatore e lo introduce in una dimensione indefinita. I manufatti in mostra da Quartz Studio, così come definiti da Giovanni Kronenberg (Milano, 1974), delimitano l’intera composizione come un luogo alchemico pensato e organizzato in base a una personale concezione dell’arte e della materia, tali oggetti sono singole unità reali che acquisiscono forme e contenuti differenti, trasformate in specifiche strutture filosofiche dal valore covalente.

Di varia natura sono i lavori scultorei che Kronenberg sottrae al dato naturale, per provare a innescare una serie di interconnessioni, una rete di corrispondenze concatenanti che dal mondo vegetale confluiscono in quello animale e da quello minerale entrano in connessione con la natura umana. Dei cinque elementi esposti in questa inedita combinazione, riusciamo a cogliere quella ragione ontologica che guarda al concetto di verità e appartiene al mondo sensibile, nel quale ogni sostanza nasce dall’unione di forma e materia. 

Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio
Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio

All’interno di questa wunderkammer minimalista dal fascino concettuale, l’ibridazione tra natura e sostanza mette al bando la figurazione che suggerisce, in riferimento alla cultura greca, un rimando a qualcosa di vero, di svelato e leggibile nella parola alethès. Secondo Heidegger il senso del verbo (alethès) indagato dai presocratici, consiste nel problema dell’essere, poiché la questione della verità posta come «svelatezza» è collegata dagli antichi filosofi alla parola a-lètheia che, l’esistenzialista tedesco, indica in ciò che esce dall’oblio (lèthe) e si lascia vedere, dopo essere stato nascosto. 

Gli interventi ex novo realizzati da Giovanni Kronenberg, sono per similitudine l’espressione artistica di un rapporto originario e desideroso di riappropriazione del significato soggettivo e reale dell’opera, una caratteristica fenomenologica tra pensiero, linguaggio ed essere che con singolarità non tralascia alcuni aspetti corrispondenti alla spiritualità della metafisica. 

Giovanni Kronenberg
Quartz Studio, Torino
Fino al 23 Gennaio 2021

Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio
Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio
Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio
Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio
Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio
Giovanni Kronenberg – Installation view at Quartz Studio, Torino © Foto Beppe Giardino – Courtesy Quartz Studio