No child left behind | Giacomo Giannantonio x Viola Morini – Dimora Artica, Milano

Le presenze digitali, intessute nella trapunta patchwork oversize che riscalda le intere pareti dello spazio, sono un insieme di meme, di immagini drammatiche e di figure di carattere più o meno mistico che descrivono in maniera chiara la nostra realtà, nel suo essere pregna e animata di queste presenze
10 Gennaio 2022
No child left behind – Giacomo Giannantonio x Viola Morini – Installation view – Dimora Artica, Milano 2021-22

Testo di Oluwatobi Monica Benzing —

Con la consapevolezza di aver da sempre desiderato uno spazio proprio da conquistare e da ridefinire completamente, i due giovani artisti Giacomo Giannantonio e Viola Morini intervengono nello spazio di Dimora Artica a Milano giocando sulla concretezza e sulla fisicità dei materiali scelti, in quanto a loro necessari per la costruzione di una narrazione reale.
Attraverso video, sculture e installazioni site-specific, la mostra No child left behind  fa riferimento ai brutali sconvolgimenti e spostamenti legati all’urbanizzazione, e al recupero dello spazio o della memoria attraverso il fare.

Questa necessità fisica si presenta nella loro quotidianità  in particolar modo quando si ha a che fare con le immagini digitali e diviene ancor più forte quando queste non costituiscono più per loro degli elementi bloccati all’interno della rete ma presenze vere e tangibili.
Queste presenze digitali, intessute nella trapunta patchwork oversize che riscalda le intere pareti dello spazio, sono un insieme di meme, di immagini drammatiche e di figure di carattere più o meno mistico che descrivono in maniera chiara la nostra realtà, nel suo essere pregna e animata di queste presenze. 
Questa famigliarità  nasce anche attraverso il lento processo del cucire, per cui i due artisti, sfidando le loro abitudini di lavoro, rendono famigliare la pratica della tessitura e riescono a ricreare quell’idea di rete che continua inevitabilmente a creare nuove immagini nel nostro vissuto.

Proprio perché tangibile, questa rete sensoriale può essere scucita e ricucita, un po’ come avviene all’interno della rete digitale per cui ognuno di noi può intervenire, modificare e creare nuove rappresentazioni; come succede nel fenomeno del “meme” che è strettamente legato ad un fare autonomo, un fare connesso ad una visione che da personale può diventare collettiva e politica.

Allo stesso modo i due lavori autobiografici di Viola e Giacomo presenti  al centro dello spazio raccontano di questo rapporto tra personale e pubblico per cui il digitale e il materiale convivono  per testimoniare delle memorie vere, narrano di episodi reali per cui si fa vivo, come si diceva all’inizio, quel desiderio di conquista di uno spazio proprio, che forse, in qualche modo gli è stato tolto.
Questa mancanza di spazio sembra alludere alla paura di perdita di  identità e  ci invita a riflettere sulla riappropriazione dei luoghi perduti o abbandonati dal nostro mondo contemporaneo. Questa grande installazione, dunque,  ci invita ad  immaginare una possibile lotta per la conquista del nostro futuro, un futuro fragile come lo è quello della rete digitale in cui siamo immersi.
Cosa succede se perdiamo le nostre immagini, il nostro spazio, le nostre memorie o addirittura il nostro futuro?

VIOLA MORINI X GIACOMO GIANNANTONIO – NO CHILD LEFT BEHIND
Dimora Artica, Milano
Accompagnano la mostra testi di Christina Gigliotti e Eva Vallania
Fino al 15 Gennaio 2022

No child left behind – Giacomo Giannantonio x Viola Morini – Installation view – Dimora Artica, Milano 2021-22
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