Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Lo “spazio” e la sua sintassi è il focus su cui si strutturano i loro interventi. Antonella Genuardi (1986) e Leonardo Ruta (1990) studiano i luoghi in cui far nascere i loro interventi, rileggendo l’architettura e la sua funzione, mediante forme geometriche e colore. La Galleria Francesco Pantaleone ospita Wormhole la loro prima personale a Milano, a cura di Samuel Gross, in corso fino al 23 marzo.
Scrive il curatore: “Sulla parete, le forme sono ritagliate, i colori scoppiano e i materiali si mescolano. Una struttura è chiaramente leggibile. Ma da questo apparente ordine deriva un caos gioioso. La regola astratta diventa possibile sfumatura. Come se le loro opere fossero il rovescio delle pareti su cui sono fissate. Come se questo colore, questa giocosa diversità di materiali fosse il vero disegno dello spazio. Niente è falso anche se tutto, assolutamente tutto è artificiale.”

Influenzati dalla morfologia della galleria, rovistando in quelle che sono le figure importanti per la loro riflessione – su tutti Carlo Scarpa – e riportando a galla impressioni legate all’infanzia, i due artisti hanno dato vita ad un nuovo spazio: una camera pittorica dove la percezione e le sensazioni vengono, felicemente, sconvolte.

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

In occasione della mostra, abbiamo fatto alcune domande agli artisti.

Elena Bordignon: La vostra ricerca è strettamente legata alle dinamiche spaziali del luogo che ospita il vostro intervento. Nell’intervento La Danza dei Giganti a Magazzino Brancaccio di Palermo avete seguito l’ “energia ancestrale di natura quasi magica” dello spazio. Per la mostra nella sede di Milano di Francesco Pantaleone Arte Contemporanea,  quali tipo di “forza” avete seguito? Come vi ha stimolato-condizionato il luogo espositivo?

Genuardi/Ruta: Lo spazio di FPAC Milano presenta due ambienti uniti da un passaggio con una forma molto bella simile alle arcate presenti nelle architetture sacre del 700. Questo elemento insieme alle due vetrine su strada hanno condizionato la progettazione dell’intervento. Sin da piccoli siamo stati affascinati dai fenomeni astronomici che l’universo ci regala nella sua straordinaria bellezza e questo passaggio presente in galleria ci ha fatto pensare a un cunicolo spazio-temporale che rappresenta una sorta di scorciatoia da un punto dell’universo ad un altro.
Abbiamo modificato lo spazio tramite l’introduzione di due nuove pareti legate ai punti forza dello stesso, al fine di creare un’opera d’arte totale. E’ da dire inoltre che una delle figure più importanti e centrali per la versione più recente del nostro lavoro è Carlo Scarpa. In questa mostra ad esempio, gli elementi di sospensioni tipici del suo lavoro e la grammatica degli arredi provenienti dall’ex Villaggio Eni a Borca di Cadore, dove abbiamo trascorso diverso tempo, ci hanno influenzato profondamente e sono riportati all’interno della mostra.

EB: Utilizzate colore e ​tensione segnica per ridisegnare o dare una diversa prospettiva ai luoghi. Mi raccontate come vi avvalete di questi due ‘elementi’ nel concreto? Come indagate i fattori costitutivi dello spazio attraverso la pittura?

G/R: Partendo da un’idea di sguardo, dalla visione che si genera da una finestra, dal paesaggio, focalizziamo l’attenzione alle sole forme geometriche che si vengono a creare quando la luce intercetta l’architettura. Uno scambio di relazioni tra la cultura occidentale legata al soggetto che osserva e quella orientale legata alla luce e ai suoi raggi. Proprio quando questa si imbatte nelle strutture, le definisce. Nel processo lavorativo, dopo avere stabilito la forma determiniamo il colore della superficie tramite rulli, la cui differente pressione dà vita ad una crosta quasi naturalistica. Di fatto per noi la pittura è un materiale in grado di creare delle tensioni che sono paragonabili alle vibrazioni di luce e ombre ad esempio del velluto, una fibra che amiamo molto utilizzare. Per questo motivo anche l’uso dei tessuti per noi è fondamentale e aggiunge un aspetto tattile al lavoro che crediamo essere molto godibile.

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

EB: Mi spiegate la scelta del titolo, Wormhole?

G/R: Il film Interstellar di Christopher Nolan ci ha portato dentro l’immaginario di un Wormhole.
Nelle scene finali del film il protagonista ormai impossibilitato a tornare sulla Terra, ricorre a una manovra azzardata lasciandosi inghiottire da un buco nero. Incredibilmente non muore, ma viene condotto in un tesseratto: un cubo quadrimensionale di un infinito spazio a cinque dimensioni. In questo “non-luogo”, gli elementi che strutturano lo spazio appaiono ingigantiti rispetto a quelli dell’universo che conosciamo. Infatti nel progetto per gli ambienti della galleria abbiamo riportato il dettaglio ingigantito di un vestito a pois che diventa forma architettonica.

EB: Il curatore Samuel Gross scrive: “gli artisti portano con sé tutto il loro umorismo, tutto il loro desiderio, tutta la loro capacità di considerare sinceramente di poter cambiare il mondo”.  In che modo vi piacerebbe o ambite di cambiare la realtà?

G/R: Cambiando la prospettiva, offrendo allo spettatore nuovi punti di vista, accendendo e sottolineando tramite il colore gli elementi chiave che compongono l’architettura, come porte, finestre, archi, etc. Come accennavamo sopra, nel caso di questa mostra abbiamo messo insieme l’idea di gigantismo proveniente da Interstellar e il dettaglio di un colletto di un vestito immaginario. Abbiamo quindi ingrandito il dettaglio fino al massimo delle possibilità offerte dallo spazio, il quale diventa un nuovo elemento architettonico con cui confrontarsi in maniera fantasiosa, ludica e libera.

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz

Wormhole, 2019, curated by Samuel Gross, environmental installation. Courtesy Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Milano. PH Marco Beck Peccoz