• Full for fit, Tomaso De Luca & Catherine Parsonage, Courtesy of the artist and Garbo's
  • FULL FOR IT. Tomaso De Luca & Catherine Parsonage. Credits: Roberto Apa. Courtesy: Garbo's
  • FULL FOR IT. Tomaso De Luca & Catherine Parsonage. Credits: Roberto Apa. Courtesy: Garbo's
  • FULL FOR IT. Tomaso De Luca & Catherine Parsonage. Credits: Roberto Apa. Courtesy: Garbo's

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A Roma ha aperto una nuova realtà artistica priva di uno spazio espositivo e senza una sede fissa, che per gli ultimi due progetti ha utilizzato uno spazio in Via dell’Acquedotto Felice 78. Senza la volontà di darsi troppe definizioni (galleria, spazio no-profit, centro artistico, collettivo, ecc.), Garbo’s è più che altro un luogo d’incontro senza schemi rigidi, “fluido” ci viene detto…dove si incontrano artisti, scrittori, studenti e, va da sé, qualcosa succede.

Venerdì 9 giugno hanno inaugurato la mostra Full for fit di Tomaso De Luca & Catherine Parsonage.

Di seguito una breve intervista con gli organizzatori

ATP: Come è nato il progetto Garbo’s?

GARBO’S: Garbo’s è nato dal desiderio di sperimentare nuove formule di presentazione e indagine delle ricerche artistiche contemporanee, e dall’esigenza di creare uno spazio di incontro, dove chi come noi lavora con l’arte o chi la segue per piacere personale possa ritrovarsi e dialogare, in un contesto informale e libero.
Il nome del progetto riprende quello del Garbo Bar, un piccolo bar nel centro storico di Roma, a Trastevere, dove il mercoledì si tiene regolarmente una serata di reading poetici organizzata da un nostro amico. E’ un’occasione che riunisce una comunità variegata; studenti, artisti romani e stranieri che sono in città di passaggio e per un periodo di ricerca, abitanti del quartiere e passanti casuali si ritrovano qui, o si incontrano per la prima volta, ascoltano qualche poesia e magari esprimono un loro pensiero, bevendo una birra.
Garbo’s condivide questo spirito conviviale, e lo traspone all’interno di un progetto focalizzato sull’arte contemporanea.

ATP: In cosa consiste? Quali sono i vostri obiettivi?

G: Garbo’s non è una galleria né un project space, non è un luogo fisico ma un gruppo di persone provenienti da formazioni diverse – non siamo un collettivo di artisti, né di curatori. E’ una progetto fluido, che vorremmo assumesse forme diverse nel corso del tempo. La nostra intenzione è di alternare format più classici, come quello della mostra personale o collettiva, all’organizzazione di eventi/situazioni di varia natura -una cena, una performance, una serata di reading, un party.
Vorremmo fornire uno spazio di espressone ai giovani artisti, ci piacerebbe entrare in dialogo con altri progetti o realtà indipendenti. L’obiettivo è creare una rete di connessioni, far circolare le idee e le ispirazioni, sperimentare, produrre cultura.

ATP: Che mostra avete in corso?

G: Per presentare il progetto a colleghi e amici abbiamo organizzato uno screening di Paris Is Burning, invitando alcuni artisti a realizzare dei poster ispirati al film. Alan Reid ha scritto un bellissimo testo, che farà da introduzione alla proiezione e che cattura straordinariamente lo spirito dell’evento – e più in generale di Garbo’s.
Venerdì 9 giugno abbiamo inaugurato poi FULL FOR IT, una mostra bipersonale di Tomaso De Luca e Catherine Parsonage. Il titolo è tratto dalla poesia di Gertrude Stein If I Told Him. A Completed Portrait of Picasso. La mostra si è sviluppata tramite un dialogo diretto fra i due artisti e raccoglie un gruppo di opere da loro prodotte negli ultimi mesi.

ATP: Cosa avete in programma per i prossimi mesi?

G: Al momento stiamo lavorando a diversi progetti, ma preferiamo non dare anticipazioni.

Alan Reid, Courtesy of the artist and Garbo's

Alan Reid, Courtesy of the artist and Garbo’s

Tomaso De Luca, Courtesy of the artist and Garbo's

Tomaso De Luca, Courtesy of the artist and Garbo’s

Marco Palmieri, Courtesy of the artist and Garbo's

Marco Palmieri, Courtesy of the artist and Garbo’s