Gary Kuehn - Il diletto del praticante (Practitioner’s Delight) Installation view – Palazzo della Ragione, Bergamo, 2018  Photo: Giulio Boem  Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Gary Kuehn – Il diletto del praticante (Practitioner’s Delight) Installation view – Palazzo della Ragione, Bergamo, 2018 Photo: Giulio Boem Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

La nuova direzione della GAMeC di Lorenzo Giusti presenta una stagione estiva particolarmente vivace e dal tono sperimentale. Tre le mostre allestite negli spazi del museo: Il diletto del praticante, personale di Gary Kuehn, Enchanted Bodies / Fetish for Freedom curata da Bernardo Mosqueira, vincitore del Premio Bonaldi per l’arte – Enterprize, La Collezione Impermanente #1 con Dan Perjovschi curata da Valentina Gervasoni e Fabrizia Previtali. Ad accompagnare le mostre il video di Elena Mazzi, I’m talking to you.

A Bergamo Alta, nella suggestiva cornice di Palazzo della Ragione, che nei mesi estivi ospiterà d’ora in poi estensioni del programma espositivo della GAMeC, una speciale appendice della mostra di Kuehn, divisa sui due livelli della città. La scelta di adibire gli spazi di Palazzo della Ragione a esposizioni d’arte contemporanea riporta in vita le origini di uno dei palazzi comunali più antichi d’Italia, dove il commercio e le arti hanno avuto i primi dialoghi. Gli affreschi del Bramante e l’allestimento ideato dallo studio CN10ARCHITETTI convivono con le sculture di Kuehn, di apparente fisionomia minimalista, ma talvolta caratterizzate dall’utilizzo di materiali poveristi.
“Quello che volevamo comunicare era un’idea di trasformazione” dice Lorenzo Giusti spiegando gli obiettivi della programmazione, che presenta contemporaneamente le tante anime della GAMeC. La mostra personale di Gary Kuehn è un unicum nel panorama italiano che ha visto una sola mostra dell’artista alla galleria Christian Stein nel 1968. Nella Sala delle Capriate del Palazzo sono disseminate sculture dai toni delicati e installazioni di ferro degli anni ’60 che tendono a corrompere il dettato minimalista. Kuehn, dall’animo sovversivo, afferma “it is a dream to see all this body of works concentrated in this huge room” e spiega quanto per lui l’arte abbia agito da catalizzatore di una vulnerabilità che lo ha messo alla prova durante tutta la vita. Le sue sculture sono espressive, ma mai sentimentali. Attraverso l’accumulo di materiali Kuehn esplora le possibilità delle forme e la loro flessibilità; celebri i suoi studi sulla flessibilità del cerchio e delle forme geometriche base come il triangolo e il quadrato. Altro materiale presente in modo predominante in mostra è il ferro, modificato da Kuehn attraverso torsioni. Di natura pittorica, ma dai connotati fortemente scultorei sono invece i Black Paintings, tele sulle quali Kuehn analizza nuovamente la figura del cerchio, ma attraverso una tecnica più vicina alla scultura: per dare forma alle geometrie l’artista traccia delle recinzioni e le riempie con una siringa da cucina.

Gary Kuehn - Il diletto del praticante (Practitioner’s Delight) Installation view – Palazzo della Ragione, Bergamo, 2018  Photo: Giulio Boem  Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Gary Kuehn – Il diletto del praticante (Practitioner’s Delight) Installation view – Palazzo della Ragione, Bergamo, 2018 Photo: Giulio Boem Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Gary Kuehn - Il diletto del praticante (Practitioner’s Delight) Installation view – Palazzo della Ragione, Bergamo, 2018  Photo: Giulio Boem  Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Gary Kuehn – Il diletto del praticante (Practitioner’s Delight) Installation view – Palazzo della Ragione, Bergamo, 2018 Photo: Giulio Boem Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Nella mostra Enchanted Bodies / Fetish for Freedom il curatore Bernardo Mosqueira riunisce 17 artisti che hanno condiviso l’esperienza dell’essere migranti e rifugiati nella sala del museo in epoca medievale adibita a chiesa. Attorno alle opere disposte in cerchio vi sono dei tappeti che invitano i visitatori a sedersi e a osservare da un punto di vista ravvicinato le opere, senza interrogarsi sul loro significato, ma accentandone la presenza fisica. Sviluppata a partire dall’epistemologia e dalla cosmo visione della religione Afro-Brasiliana Candomblé, che crede nell’influenza profonda degli oggetti sulle persone e sull’ambiente circostante, la mostra esplora l’abilità umana di creare oggetti che generano nuove forze e libertà.
Il riallestimento della collezione permanente privilegia uno sguardo nuovo e un movimento sorprendente. I quadri prima disposti nelle sale del piano inferiore della GAMeC, ora abitati dai servizi alla didattica, formano una quadreria che facilita il movimento curioso dell’occhio ormai più abituato alla collezione. In questa occasione sono esposti anche lasciti mai esposti prima. Con la stessa modalità si intende portare avanti un discorso fatto di contaminazioni tra moderno e contemporaneo, che caratterizza il patrimonio della GAMeC.
Ad accompagnare il percorso una serie di interventi a muro di Dan Perjovschi, che con taglienti affermazioni mette in discussione il ruolo dei musei, dell’arte contemporanea e del sistema che vi gravita attorno. Un lavoro ironico che invita a riflettere anche negli attimi di pausa dei corridoi.

Maria Loboda The Depth boy (1), 2016 Scatola in alluminio e oggetti vari (tessuto, ceramica, palla da tennis bianca, camicia, imballaggi da fast food, carta, alluminio e melagrana) 90 x 65 x 40 cm Courtesy l’artista e Galeria Maisterravalbuena Foto: Roberto Ruiz

Maria Loboda The Depth boy (1), 2016 Scatola in alluminio e oggetti vari (tessuto, ceramica, palla da tennis bianca, camicia, imballaggi da fast food, carta, alluminio e melagrana) 90 x 65 x 40 cm Courtesy l’artista e Galeria Maisterravalbuena Foto: Roberto Ruiz

Abbas Akhavan Study for a garden, 2017 Bronzo 35 pezzi unici, 120 x 4,5 x 4,5 cm cad. Dimensioni variabili Courtesy Museum Villa Stuck, München Foto: Jann Averwerser

Abbas Akhavan Study for a garden, 2017 Bronzo 35 pezzi unici, 120 x 4,5 x 4,5 cm cad. Dimensioni variabili Courtesy Museum Villa Stuck, München Foto: Jann Averwerser

Meschac Gaba Project Voyage, 2012 Bandiere di ONU, Brasile, Lega degli Stati Arabi, Cina, Russia, NATO, Vaticano, Austria, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Unione Europea, Tibet e Israele; pallet di legno, bastoni di legno Dimensioni variabili © Meschac Gaba Courtesy Stevenson, Cape Town e Johannesburg

Meschac Gaba Project Voyage, 2012 Bandiere di ONU, Brasile, Lega degli Stati Arabi, Cina, Russia, NATO, Vaticano, Austria, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Unione Europea, Tibet e Israele; pallet di legno, bastoni di legno Dimensioni variabili © Meschac Gaba Courtesy Stevenson, Cape Town e Johannesburg

Per ulteriori informazioni > GAMeC – Cartella stampa

GARY KUEHN — IL DILETTO DEL PRATICANTE
a cura di Lorenzo Giusti

PREMIO LORENZO BONALDI PER L’ARTE – ENTERPRIZE
ENCHANTED BODIES / FETISH FOR FREEDOM
a cura di Bernardo Mosqueira

LA COLLEZIONE IMPERMANENTE #1
con Dan Perjovschi
a cura di Valentina Gervasoni e Fabrizia Previtali

ARTISTS’ FILM INTERNATIONAL
ELENA MAZZI — I’M TALKING TO YOU
selezionata da Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni

Dan Perjovschi per GAMeC

Dan Perjovschi per GAMeC

Elena Mazzi - I Am Talking To You, 2016

Elena Mazzi – I Am Talking To You, 2016