TOMOO GOKITA, GAME OVER, Massimo De Carlo, Milan:Lombardia – Installation Views Roberto Marossi Courtesy Massimo De Carlo, Milan:London:Hong Kong

Testo di Eleonora De Beni —

Il percorso espositivo proposto dalla Galleria Massimo De Carlo nella sede di Viale Lombardia vede come protagonista il pittore giapponese Tomoo Gokita (Tokyo,1969) ospitato in Italia per la prima volta. Sono 16 le opere di diverso formato posizionate all’interno delle ampie sale espositive marcatamente eleganti di Casa Corbellini-Wassermann. In perfetto dialogo con la raffinatezza di questi spazi, la mostra “Game Over” regala al visitatore una magnifica sintesi della poetica dell’artista. “Ogni sala è un viaggio tra l’astratto e il figurativo, dove l’erotismo, il gesto pittorico e le tinte vibranti raccontano una dimensione onirica che comprende l’amore, l’effimero e il tangibile”, hanno spiegato dal team la galleria. “Tomoo Gokita, celebre per il suo stile pittorico che sposa icone popolari con atmosfere surreali e noir, articola il suo vocabolario artistico in maniera organica attraverso illustrazione, erotismo, astrazione e calligrafia, e trasforma scene ordinarie in realtà distorte e assurde”.

Dopo anni di lavoro esclusivamente in monocromia (naturale estensione della sua passone per il disegno) “Game Over” segna un cambiamento considerevole per la sua pratica artistica, definendo un’inversione di rotta. L’utilizzo del colore, infatti, risale agli anni in cui, in giovane età, si dilettava nel campo dell’illustrazione e della progettazione grafica e si ripropone circa un anno fa quando, in un’intervista (nonostante l’innata passione di Gokita di schivare le domande relative alla sua carriera) esclamò: “Userò il colore nel prossimo futuro”, mostrando di voler intraprendere un viaggio in un mondo diverso, composto di quei colori che, fino ad allora, riteneva troppo rumorosi per le sue raffigurazioni pittoriche. Viene a definirsi così un nuovo linguaggio visivo composto di toni pastello che ricordano la primavera e i cambiamenti stagionali.

TOMOO GOKITA, GAME OVER, Massimo De Carlo, Milan:Lombardia – Installation Views Roberto Marossi Courtesy Massimo De Carlo, Milan:London:Hong Kong

I soggetti fino ad allora dipinti sono per la maggior parte figure femminili, donne corpose e pin-up che hanno da sempre ispirato l’artista, in grado di conferire il tono erotico caratteristico di gran parte del suo lavoro. Nelle sale della galleria MDC in quest’occasione compaiono anche opere astratte simili a conchiglie o, per i più audaci, a genitali femminili, ma di cui non si conosce l’intenzionalità dell’artista. Il focus di tutto il percorso espositivo sono le innumerevoli rappresentazioni della Regina sovrana di questo nuovo mondo colorato. Sono otto in tutto e sono basate sulla ripetizione di un modello a mezzo busto, accennato, sensuale e sfuggente, in grado di creare un’atmosfera intrigante e misteriosa.

Mentre la figura infonde un’energia surreale e libidinosa, l’altro lato della pratica di Gokita rimane la cancellazione delle forme umane, una tendenza cresciuta nel suo lavoro dal 2008 attraverso la quale si avvicina sempre più all’astrazione. Le regine, infatti, sono dipinte con una sorta d’imbuto, diviso in due da un graffio di luce, posto in sostituzione della testa. Questa trasformazione creativa in qualcosa di ultraterreno nega agli spettatori il piacere di guardare un volto e allo stesso tempo risveglia la loro immaginazione. Una delle specialità dell’artista rimane la capacità di dipingere figure straordinariamente espressive senza doverne definire i volti. “La forma femminile mi ha permesso di coltivare la mia estetica surrealista, sia essa parzialmente oscurata o completamente astratta”, dichiara.

Surrealismo, Neo-espressionismo, grafica giapponese e Pop, sono gli elementi della poetica apparentemente post-concettuale dell’artista di fama internazionale Tomoo Gokita.

TOMOO GOKITA, GAME OVER, Massimo De Carlo, Milan:Lombardia – Installation Views Roberto Marossi Courtesy Massimo De Carlo, Milan:London:Hong Kong