Sam Falls, The Merchant of Venice (Act 5, scene 1, line 1), 2020, Ph: Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy of the artist and Galleria Franco Noero, Torino

Testo e intervista di Giuseppe Amedeo Arnesano —

Future Interviews’Archive nasce in tempi non sospetti e con l’idea di incontrare periodicamente i grandi galleristi e i collezionisti italiani, e cercare di tracciare e impostare un’unica narrazione per comprendere l’attuale andamento dell’ sistema dell’arte e i suoi futuri sviluppi.

Dall’inizio del lockdonw – 9 marzo 2020 – le nostre vite hanno subito un cambiamento totale e innaturale, lentamente ci siamo accorti non solo del mutare quotidiano, ma anche delle inconsuete condizioni di lavoro e di tutto ciò che fino ad allora era definito come una priorità, da quella data in poi acquisiva consapevolmente una nuova natura. La crisi ha toccato anche il grande comparto dell’arte contemporanea nel quale a farne le spese sono sicuramente gli artisti e allo stesso tempo la maggior parte degli operatori del settore, come i liberi professionisti e le variegate maestranze che lavorano nelle imprese culturali.
Oggi il primo contributo per Future Interviews’Archive è di Franco Noero. A Torino dal 1999 e con più di venti anni di attività Franco Noero, eclettico sperimentatore, guarda all’arte come esperienza e relazione tra lo spazio, il territorio e la città. Sul sito della galleria sono visibili le mostre dell’artista brasiliano Marepe, allestita nello spazio di Via Mottalciata 10B, e quella di Sam Falls realizzata nelle storiche sale del palazzo di Piazza Carignano 2.

Giuseppe Amedeo Arnesano:In questi giorni non si parla d’altro. Il Paese è in piena emergenza da Covid-19, ma come reagirà il mercato dell’arte a questa crisi e come sarà il ritorno alla normalità?

Franco Noero: Quando vi sarà una ‘normalità’, sarà una nuova normalità, non credo sarà più il mondo di prima, dovremo cambiare e crescere diversamente, ma se mi chiede come, al momento non ho la risposta. Parlando del mercato dell’arte, è in questo momento in pausa, bloccato, sospeso. Certo vi sono molti e giusti tentativi di reazione come l’accelerazione delle gallerie verso piattaforme digitali o l’importante e recente esperimento delle viewing rooms di Art Basel, ma al momento la piazza è vuota e le gallerie, come i collezionisti e i fruitori del nostro mercato, in attesa. Ripartirà, di questo sono certo, l’arte non ha mai rinunciato e il mondo non ha mai rinunciato all’arte.

Gabriel Sierra, How to control the view of a room any kind of days III, 2019, Ph Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy of Galleria Franco Noero, Torino
Marepe, Radiador, 2017, Ph Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy of the artist and Galleria Franco Noero, Torino

GAA:La sua galleria è attiva a Torino dal 1999, in tutti questi anni ha cambiato varie sedi fino a trovare un bilanciato e solido equilibrio tra periferia, nello spazio di via Mottalciata, e il centro cittadino con la galleria situata nello storico palazzo di piazza Carignano. Alla luce di questo intenso trascorso, può fare un bilancio del suo lavoro con qualche anticipazione in attesa delle prossime sfide?

FN: Lo scorso anno abbiamo pubblicato un piccolo libro che racchiude la significativa esperienza della galleria in quello che è stato un avventuroso, complicato e bellissimo laboratorio di idee all’interno della Fetta di Polenta di Antonelli. Cinque anni di programmazione e progetti, 20 mostre personali in totale. Qualcosa di irripetibile, certo, ma che ci ha insegnato ad osare e ad andare oltre. E oltre dovremo per forza andare, obbligati dall’attuale emergenza. Ciò che poteva sembrare bilanciato ieri, credo non lo sarà domani. La galleria ha cambiato molte sedi, in parte per la mia insofferenza, lo ammetto, contrapposta alla calma e saggezza del mio socio Pierpaolo, ma il grande aiuto è sempre venuto dalla nostra magnifica Torino, che rispetto ad altri centri, costa poco e offre molto.

GAA: Viviamo un momento di sospensione globale e molte istituzioni, musei e gallerie si riorganizzano sulla comunicazione e la didattica. Quali sono le vostre attuali esigenze e in che modo pensate di reagire a questa situazione?

FN: La nostra esigenza attuale è quella di comprendere come lavorare, come comunicarci e non lo nascondo, come sopravvivere ad un’emergenza così difficile. La nostra reazione è l’impegno quotidiano del nostro fantastico team che continua a lavorare da remoto. La soluzione non ce l’ho, ancora. Sono sicuro però che l’arte saprà reagire e lo farà superandosi come sempre ha fatto ed il suo mercato imparerà ad evolversi di conseguenza.

GAA: Oggigiorno risulta difficile fare scouting e scommettere per sostenere in tutto e per tutto la ricerca di un giovane artista italiano? Può fare qualche esempio?

FN: Si può essere molto fortunati anche adesso. E’ una chimica di incontri, la scommessa e il mutuo impegno di sostegno, se vi sono le premesse, avvengono di conseguenza.

GAA: Quali sono i consigli che sente di dare ai giovani galleristi?

FN: Non amo molto dare consigli, d’altronde io ho certo seguito modelli e guardato a varie esperienze, ma ascoltato poco consigli e suggerimenti. Certo ‘FARE’ è sempre un verbo bellissimo.

AGG: La figura del curatore è ancora importante?
FN: Essenziale, fondamentale.

Franco Noero, foto di Sebastiano Pellion di Persano
Pablo Bronstein, Large building, 2017, Ph Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy of Galleria Franco Noero, Torino
Simon Starling, A-A’, B-B’, 2019, Ph Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy of Galleria Franco Noero, Torino