Alex Bag da Elisabeth Dee
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Dearest Elena,
eccomi di ritorno da Londra con le mie personali opinioni sulla fiera e le fiere della città più autunnale che ci sia. Quest’anno non ti descrivo in dettaglio tutti i miei spostamenti, ma solo alcuni sguardi, sensazioni, opinioni.

In generale l’atmosfera a Frieze era piacevole, molto seria, forse un po’ troppo, ma come dire…That’s England!

All’entrata ti accoglie subito uno dei progetti speciali, vincitore dell’EMDASH Award. Si tratta di vari monitor che mostrano un adattamento di ‘Roof Piece’ (Trisha Brown) realizzato da Anahita Razmi. Sicuramente ben fatto, ma dopo il primo colpo d’occhio mi sorge un dubbio sulle motivazioni che hanno condotto ad un remake così estetizzante. Mi ha invece convinto l’idea dei LuckyPDF: costruire un TV Live broadcast che realizza interviste all’interno della fiera.
LuckyPDF

Possiamo dire che commentare negativamente l’intervento di Christian Jankowski fa parte del ‘gioco’, ma come farne a meno?! All’interno di uno stand, l’artista ha messo uno yatch di lusso – nel quale  ha impresso il suo nome – che può essere comprato come yatch o come opera d’arte. Non avrei mai detto di rimpiangere la macchina di Richard Prince! Il tema del revival è sempre attuale, ma stanca sempre un po’, soprattutto se a pochi anni di distanza.

Per quanto riguarda le Film Commission, erano organizzate male, ma sono riuscito a vederle quasi tutte on-line. Bellissimo il film di Lutz Bacher; divertente e accattivante quello di Anthea Hamilton (http://randomacts.channel4.com/).

Un altro video fuori programma che mi ha colpito è quello di Helen Marten allo stand di T293: una lunga conversazione interiore sugli oggetti abbinata ad immagini e immaginari 3D.

Spingendoci nel vivo della fiera con le sue gallerie, ti mando alcune foto.

Bellissimo il dipinto di David Salle da Maureen Paley; KOS era una presenza con un forte richiamo su diversi stand; divertente e interessante il lavoro Job Koelewijn da Fons Welters; i disegni e ceramiche di Alessandro Pessoli da Xavier Hufkens; David Lieske da Corvi Mora; Josef Straub da Francesca Pia; Katinka Bock da Meyer Riegger e curiosi pop-video di Alex Bag da Elisabeth Dee . Questi i lavori che tra i tanti mi hanno colpito di più.

Alessandro Pessoli Xavier Hufkens
      Joe Koebe                                                                Josef Straub da Francesca Pia  

KOS
 
Katinka Bock da Meyer Riegger
 David Salle da Maureen Paley
Alex Bag da Elisabeth Dee

Susanne M. Winterling  Silverman Gallery

La sezione Frame pur avendo focus su artisti singoli non mi ha entusiasmato. Elegante e intelligente l’utilizzo di diversi media di riproduzione dalla foto, al video per non tralasciare l’ipod , presentato da Susanne M. Winterling nello stand di Silverman Gallery.

Diversa l’atmosfera di Sunday che ha aperto, ancor prima di iniziare, con un Mousse party all’ICA. Dalle menti di Tulip&Roses, Limoncello e Croy Nielsen nasce una fiera che si fa sentire in modo composto e seducente. Qui Zin Taylor da Supportico Lopez mostrava la sua digressione su un braccio. Raimundas Malasauskas aveva i suoi stranianti ologrammi da Tulip&Roses e Jessica Warboys presentava  delle bellissime cianografie da Gaudel de Stampa. La foto di Bruce McLean da Tanya Leighton mi ha fatto venire immediatamente voglia di riscoprire il lavoro di questo meraviglioso artista.

Raimundas Malasauskas Tulip&Roses
Jessica Warboys  Gaudel de Stampa
Olivia Plender alla Soho House

Poi come sai Londra-Frieze non è solo la fiera, però come si fa a raccontare tutto?

Tuttavia ho l’urgenza di parlarti un po’ della performance di Olivia Plender alla Soho House in occasione dell’Anniversario di Arnolfini. Pochi spettatori sedevano davanti ad una presentazione fatta da attori e una proiezione di immagini. Tra i vari attori uno più  vecchio introduceva le vite degli altri: giovani artisti che esprimevano le loro idee e sensazioni nell’essere e fare questo loro duro mestiere. La performance si chiama ‘Monitor’, presentata alla Tate Triennial nel 2006, è una ricostruzione del documentario Private View (dalla serie Monitor della BBC) diretto da John Schlesinger basato sulle interviste a quattro giovani artisti della Londra del 1960. Le immagini proiettate invece, sono scorci della Londra attuale. La performance che si apre a molteplici discorsi sulla funzione dell’arte contemporanea, mi ha sorpreso per la semplicità con cui evidenzia una serie di cliché sul ruolo dell’artista, del tutto rimasti inalterati e assolutamente vigenti all’interno del sistema.

Come dicevo prima: That’s England!
Jacopo Miliani