Francesco Simeti, Uncinata  - Museo Carlo Zauli - Installation view - ph Andrea Piffari

Francesco Simeti, Uncinata – Museo Carlo Zauli – Installation view – ph Andrea Piffari

Da alcuni anni il Museo Carlo Zauli, in modo virtuoso, ha stimolato e reso possibile l’incontro fra artisti e artigiani in un dialogo ceramico attraverso le residenze d’artista e i workshop di ceramica nell’arte contemporanea.  Salvatore Arancio, Francesco Gennari, Emma Hart, Jonathan Monk, Ornaghi & Prestinari, Sislej Xhafa sono solo alcuni degli artisti che negli anni scorsi sono stati invitati ad avvicinarsi e intersecare la propria ricerca con la lavorazione della ceramica.
Non sempre, infatti, gli artisti sono stati attratti da questo materiale; da qui l’importanza dell’iniziativa del Museo Zauli: incentivare il confronto tra il linguaggio contemporaneo e le regole della produzione, dando vita così a opere e progetti dagli esiti innovativi e originali.

Protagonista dell’ultimo invito è Francesco Simeti, artista che in passato ha già compiuto delle esperienze con la ceramica. Matteo Zauli lo ha invitato in residenza nel 2017 a Montelupo Fiorentino per Materia Montelupo, e successivamente a Faenza per un progetto di produzione e formazione.
Nel corso della sua permanenza faentina Francesco Simeti, coadiuvato dalla ceramista Aida Bertozzi, ha realizzato proprio con la terra nera utilizzata da Carlo Zauli per le sue steli più celebri, due sculture totem, alcuni collage tridimensionali, unendo fra loro foglie modellate per l’occasione ad altre ottenute da stampi preesistenti realizzate da diversi artigiani locali.
La forma di un determinato fogliame dà il titolo all’installazione: uncinata, è infatti un termine di morfologia botanica che descrive la forma ad uncino di alcune foglie, e si ricollega anche al lavoro sulle alabarde che l’artista porta avanti da qualche anno.
I due lavori presentati al Museo Zauli vogliono essere il punto di partenza per Heirloom, un progetto ceramico più ampio e in divenire.

Francesco Simeti, Uncinata  - Museo Carlo Zauli  - ph Lucia Zannoni

Francesco Simeti, Uncinata – Museo Carlo Zauli – ph Lucia Zannoni

Francesco Simeti durante la sua permanenza estiva è stato affiancato dagli studenti delle Accademie di Bologna e Ravenna partecipanti al Corso per Curatori 2018 che, come ogni anno, supportano artisti e ceramisti nella produzione, ma contemporaneamente conquistano importanti esperienze formative sul campo dal punto di vista pratico, misurandosi con le esigenze dell’artista e della produzione, ma anche teorico, approfondendone la poetica e realizzando lavori curatoriali che ne sintetizzino l’incontro. Tali lavori finali degli studenti Caterina D’Ancona, Nina Bovio, Eleonora Schianchi e Anna Bottoli

Per questa occasione abbiamo fatto alcune domande all’artista —

ATP: Sei stato invitato dal Museo Zauli a compiere un’esperienza a Montelupo Fiorentino e in seguito, a Faenza per un progetto di produzione e formazione. In merito alla prima esperienza, cosa ricordi o quali scoperte significative hai fatto?

Francesco Simeti: A Montelupo, ho portato avanti due progetti distinti legati a due aziende tra loro molto diverse, la Tuscany Art, che produce mattoni, orci e statuaria da giardino e Sergio Pilastri decoratore di maiolica in stile tradizionale. Con Luca Vanni della Tuscany ho imparato a lavorare con gli stampi in gesso, tecnica rivelatasi poi fondamentale durante l’esperienza faentina. Con Sergio Pilastri invece sono riuscito a ripensare le tecniche del collage e dell’assemblaggio che appartengono al mio lavoro bidimensionale su wallpaper e tessuto e a portarle nell’ambito della decorazione ceramica.

Francesco Simeti, Uncinata  - Museo Carlo Zauli - Installation view - ph Andrea Piffari

Francesco Simeti, Uncinata – Museo Carlo Zauli – Installation view – ph Andrea Piffari

ATP: Hai lavorato con la terra nera utilizzata da Carlo Zauli per le sue steli più celebri. Mi racconti cosa hai realizzato con questo materiale? Ci sono attinenza tra le opere che hai realizzato e la ricerca (vastissima) di Zauli?

FS: È stato Matteo Zauli a intuire una possibile relazione tra il lavoro del padre Carlo e le mie esplorazione nel mondo ceramico. Matteo mi ha esplicitamente invitato a lavorare con la terra nera di Zauli immaginando che si potesse prestare alle mie forme esaltandone il modellato. Forte di alcune delle tecniche imparate a Montelupo mi sono misurato proprio con l’idea di quella stele con cui Zauli aveva lavorato e avvicinandomi al segno, agli intrecci e all’idea di movimento delle sue sculture, pur rimanendo all’interno del mondo botanico che esploro da qualche anno.

ATP: I lavori realizzati in questa residenza hanno una forte attinenza con una serie di opere che hai fatto in precedenza. Mi racconti come hai sviluppato il motivo delle foglie uncinate?

FS: Nel 2016 con Armed Barbed and Halbert Shaped da Francesca Minini, ho cominciato a indagare l’idea di un’attrazione-repulsione tra il mondo vegetale e l’uomo attraverso la realizzazione di ibridi piante-armi che davano un senso di minaccia e pericolo. L’intero concetto della mostra era scattato dalla scoperta di alcuni termini di morfologia botanica, Halbert Shaped a forma di Alabarda e per l’occasione avevo realizzato delle Alabarde in bronzo. Anche in questo caso é stato il temine botanico ‘uncinata’ con la sua violenza sottintesa che ha portato alla ideazione delle steli e la terra nera ha contribuito ad accentuare un senso di aggressività.

ATP: I due lavori presentati al Museo Zauli sono il punto di partenza per Heirloom. In cosa consiste questo progetto ‘in divenire’?

FS: Le due sculture sono state realizzate calcando gli elementi delle foglie in una serie di stampi in gesso in parte da me realizzati e in parte reperiti da vari artigiani di Faenza. Ne è risultata una convivenza di stili diversi piena di potenziale. Con Heirloom mi piacerebbe ampliare il progetto e dopo una fase di ricerca e recupero di stampi provenienti da luoghi geografici e culturali diversi realizzare una serie di sculture che possano essere compendio di stilemi del mondo decorativo della ceramica e al tempo stesso raffigurare una pianta immaginaria ma quasi universale.

Francesco Simeti e Sergio Pilastri, Piatto, 2017

Francesco Simeti e Sergio Pilastri, Piatto, 2017

Francesco Simeti, Uncinata  - Museo Carlo Zauli - Installation view - ph Andrea Piffari

Francesco Simeti, Uncinata – Museo Carlo Zauli – Installation view – ph Andrea Piffari

Francesco Simeti, Uncinata  - Museo Carlo Zauli  - ph Lucia Zannoni

Francesco Simeti, Uncinata – Museo Carlo Zauli – ph Lucia Zannoni

Francesco Simeti, Uncinata - Museo Carlo - 2018 ph Kari Popova

Francesco Simeti, Uncinata – Museo Carlo – 2018 ph Kari Popova

MCZ Francesco Simeti and Aida Bertozzi at work at Museo Carlo Zauli summer 2018 ph Kari Popova

MCZ Francesco Simeti and Aida Bertozzi at work at Museo Carlo Zauli summer 2018 ph Kari Popova

Francesco Simeti, Uncinata - Museo Carlo - 2018 ph Kari Popova

Francesco Simeti, Uncinata – Museo Carlo – 2018 ph Kari Popova