Molti anni di ricerca e di viaggi – l’ultimo sugli altipiani del Cile – per cercare chi cerca la stella più lontana. Poi due mostre, una a Milano e una a Bergamo: entrambe raccolgono un viaggio nella luce e nel suono.

Paola Tognon

Nulla o infinito, 2016, frame da video, stampa su cellulosa

Nulla o infinito, 2016, frame da video, stampa su cellulosa

Gille Deleuze non amava viaggiare e alla lettera V nel suo Abecedario cita Proust: “cosa facciamo quando viaggiamo? verifichiamo sempre qualcosa. Verifichiamo se il colore sognato sta lì. Un cattivo sognatore non va a vedere se il colore sognato sta lì, un buon sognatore va a verificare…”

In breve ciò che faccio può essere ricondotto a questa frase.

Nulla o infinito, 2015 installation view

Nulla o infinito, 2015 installation view

Ho cercato il luogo sulla terra dove le stelle hanno la massima potenzialità. Ho attraversato il Cile per raggiungere il deserto dell’Atacama dove sono installati i siti astronomici più avanzati per l’osservazione dell’universo. Ho registrato il momento in cui il telescopio si apre alla ricerca della stella più lontana: movimenti minimi, gravi e lenti, che dettano i tempi quotidiani dello scendere del sole e dell’epifania nel cielo stellato e infinito. Apparentemente questa grande macchina sembrerebbe prepararsi a qualcosa di bellico che sfugge all’immediata comprensione. Ma l’unica cosa che fa e che ci permette di fare, è osservare l’infinito cielo stellato.

Il video è girato con una super8 in bianco e nero e in hd digitale.

Nulla o infinito, 2016, frame da video, stampa su cellulosa.

Nulla o infinito, 2016, frame da video, stampa su cellulosa.

Laser è una installazione composta da tre diapositive di cieli stellati attraversati da un fascio di luce arancione. Questo fascio è un laser che parte da uno strumento all’interno del telescopio e simula una stella a molti chilometri di distanza con lo scopo di calibrare i telescopi. Ho registrato questo evento magnetico e straniante fatto di luce: l’unico modo per presentarlo era con la luce. Ho cercato dei proiettori degli anni ’60, volevo sollecitare un corto circuito straniante riportando immagini ipertecnologiche in un tempo altro.

Laser#1,Laser#2,Laser#3 2016, diapositiva e proiettore mono slide

Laser#1,Laser#2,Laser#3 2016, diapositiva e proiettore mono slide

Ascolto è una serie che nasce dal ritrovamento di una fotografia d’archivio.

Nel British Imperial Museum Archive ho trovato diverse fotografie che mostrano alcuni soldati italiani della Regia Marina Militare mentre, su un’altana a Venezia, costruiscono strumenti per intercettare i primi attacchi aerei. Uno tra i più arcaici, è un quadro – forse per questo mi è sembrato geniale – una tela in cui il soldato inserisce la testa per dividere il cielo in due zone uditive “mono”. Quando il suono è percepito da entrambe le parti, e quindi è “stereo” la direzione è esattamente quella da cui arriva il rumore.

Foto del British Imperial Museum Archive “Soldato Regia Marina Militare con uno sheraphone” 1914, Venezia

Foto del British Imperial Museum Archive “Soldato Regia Marina Militare con uno sheraphone” 1914, Venezia

Ascolto#3, 2016, stampa su cellulosa

Ascolto#3, 2016, stampa su cellulosa

Ascolto#2, 2016, stampa su cellulosa

Ascolto#2, 2016, stampa su cellulosa

Ho ricostruito lo strumento come fosse una tela su cui imprimere qualcosa, una protesi per compiere dei rilevamenti poetici per la comprensione del cielo. Ho compiuto degli atti di ascolto in luoghi nebbiosi, perché la cecità porta l’ascolto alla massima potenzialità. Il risultato è una serie di fotografie che documentano queste mie azioni d’immersione nel paesaggio. 

Tornado#2, 2016, grafite, carboncino, pigmenti su carta Kozo

Tornado#2, 2016, grafite, carboncino, pigmenti su carta Kozo