Fotografe e videoartiste in mostra al Forte Belvedere | Rä di Martino, Play It Again

“I tempi cambiano e anche Firenze è cambiata. La culla del Rinascimento non è più solo attrattiva per il suo grande patrimonio storico-artistico, perché da qualche anno è anche un apprezzato e vitale laboratorio di contemporaneità”.
30 Luglio 2022
Ra di Martino – AFTERALL (a space mambo) 2019 Videoinstallazione HD su doppio canale, 12 minuti HD double channel video installation, 12 minutes

Con queste parole Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento, introduce il nuovo programma di Forte Belvedere, spazio espositivo a cielo aperto, divenuto celebre per aver ospitato la personale dedicata a Henry Moore circa cinquant’anni fa. Da allora il Forte si è aperto alla contemporaneità, diventando un luogo di sperimentazione. Fino al 02 ottobre 2022 è in corso la personale di Rä di Martino, Play It Again – un progetto di Museo Novecento a cura di Sergio Risaliti – e FOTOGRAFE!, una collettiva dedicata alle fotografe di ieri e di oggi, a cura di Emanuela Sesti e Walter Guadagnini, presentata e promossa dalla Fondazione Alinari per la Fotografia e dalla Fondazione CR Firenze, allestita su due sedi, il Forte e Villa Bardini. 

Oggi il Forte Belvedere ospita la mostra personale di Rä di Martino dando spazio per la prima volta nella sua storia espositiva a una giovane artista che, al posto di sculture monumentali, costruisce lo spazio incantando i visitatori con una serie di installazioni video dal carattere fortemente meditativo. Capace di condensare nella narrazione video ciò che è desunto dall’immaginario cinematografico, Rä di Martino rielabora gli archetipi della cultura filmica ponendoci di fronte alle sfide del nostro tempo, facendoci sentire nel vivo dell’attualità, anzi, della cronaca, attraverso la leggerezza e l’ironia che le sono proprie”. Sergio Risaliti introduce così la mostra Play It Again, un progetto in linea con la programmazione di Museo Novecento, dedicata sia ai grandi nomi della storia dell’arte contemporanea che alla scoperta di giovani artisti e artiste, con particolare attenzione rivolta alla fotografia e al video. 

Rä di Martino. Play It Again. Installation view della mostra, Forte Belvedere Firenze. Ph. credits Leonardo Morfini, ADRYA. Courtesy of Museo Novecento Firenze.

Il punto di partenza della ricerca di Rä di Martino è Hollywood e il cinema in generale, con particolare attenzione rivolta alla musica, agli effetti speciali, alle scelte registiche. I personaggi e le icone del cinema che popolano i suoi lavori ci risultano immediatamente familiari, ma l’universo che l’artista crea, complice soprattutto il sonoro, è qualcosa di straniante, bizzarro, a cavallo tra il kitsch e il concettuale. L’esposizione si sviluppa su due piani del forte, presentando anche delle opere inedite.
É il caso di uno dei quattro video installati al primo piano, The Laughing Dice. Un’inquadratura fissa mostra alcuni dadi, su sfondo grigio: ogni faccia del dado presenta una diversa espressione del volto dell’attore Lino Musella, comunicando emozioni diverse nello spettatore, in un turbinio di emozioni guidato dal destino e dalla casualità. Il gioco è l’elemento caratterizzante anche dell’installazione che occupa il secondo piano della palazzina, spazio in cui viene inscenata una guerra totale.
Tra realtà e finzione, la dimensione ludica entra nel conflitto: dal confronto e dalla disputa si genera quindi un cambiamento e una nuova armonia. 

Rä di Martino. Play It Again
A cura di Sergio Risaliti
Forte del Belvedere, Firenze
Fino al 02 ottobre 2022 

FOTOGRAFE! 
A cura di Emanuela Sesti e Walter Guadagnini, presentata e promossa dalla Fondazione Alinari per la Fotografia e dalla Fondazione CR Firenze 
Forte del Belvedere e Villa Bardini
Fino al 02 ottobre 2022 

Ra di Martino, POOR, POOR JERRY 2017 Installazione, rocce vulcaniche, antenne radio, video HD 4 minuti Installation, vulcanic rocks,aerials, hd video 4 minutes
Rä di Martino. Play It Again. Installation view della mostra, Forte Belvedere Firenze. Ph. credits Leonardo Morfini, ADRYA. Courtesy of Museo Novecento Firenze.
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