• Pierluigi Sacco e JosÇ Albuquerque Tavares_Credits Nicol Claroni - Forum Arte Contemporanea, Prato
  • Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente Comitato Fondazioni Arte Contemporanea Italiana_Credits Daniele Perra - Forum Arte Contemporanea, Prato
  • Gianfranco Maraniello, Presidente Amaci_credits Nicol Claroni - Forum Arte Contemporanea, Prato
  • Da sinistra Fabio Cavallucci, Direttore del Centro Pecci, Anna Gambuzzi, Presidente ANGAMC, Piero Nieri, Consiglio direttivo Centro Pecci_credits Nicol Claroni - - Forum Arte Contemporanea, Prato
  • Da sinistra Achille Bonito Oliva, Fabio Cavallucci, Direttore del Centro Pecci_credits Nicol Claroni - - Forum Arte Contemporanea, Prato
  • Achille Bonito Oliva_Credits Nicol Claroni - Forum Arte Contemporanea, Prato

Ha avuto inizio oggi, 25 settemebre 2015, il tanto atteso Forum dell’Arte Contemporanea di Prato. Tra domande, aspettative, dubbi e entusiasmo si è tenuta la presentazione al Teatro Metastasio nel centro storico di Prato, in cui sono intervenuti il direttore del Museo Pecci Fabio Cavallucci e altre personalità di spicco del sistema dell’arte italiano.

A seguire, sono iniziate le discussioni intorno ai “tavoli” tematici, oggi dedicati alla “Formazione” e alla “Proposta di riforme politiche”.

Di seguito alcuni estratti degli interventi.

Fabio Cavallucci, Direttore Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

“Il primo pensiero va ad un fatto doloroso: una persona che ha fondato e seguito il Museo Pecci è scomparsa pochi giorni fa. E’ stata parte fondamentale dei vari consigli di amministrazioni e supporter sia finanziaria che dal punto di vista delle parole, dell’impegno e dell’attenzione del Museo. Per questo il Forum Viene Dedicato ad Elena Pecci. (…) Vi presento ora i temi e le ragioni di questo forum, che hanno una gestazione di alcuni mesi. Io sono rientrato dall’estero dopo alcuni anni di assenza e ho avuto la percezione che l’Italia fosse una sorta di esercito dopo Caporetto, uno senza una gamba, uno senza un braccio, un altro senza un occhio. Nell’arte contemporanea sono come tutti feriti, senza contare i morti! Tutto per la crisi economica e l’assenza di fondi e quindi musei chiusi, assenza di direttori… La cosa che mi ha colpito di più è una situazione di malessere diffuso. Se poi andiamo a vedere i dati, nelle biennali internazionali gli italiani sono davvero pochi: Istanbul 2014 0, Sidney 1, Berlino 2014 1, Manifesta 2014 0, San Paolo 2014 0, Venezia 4, Istanbul 2015 5 (con curatrice italiana però). E’ chiaro che quando si parla di cultura non si dovrebbero guardare i numeri, ma è significativo che il sistema dell’arte internazionale non riconosca particolare valore all’arte italiana. E non è colpa dei grandi curatori internazionali, di Enwezor che non ha visitato gli studi italiani. Lui ha risposto che non ne ha scelti perché non sono in grado di rappresentare la contemporaneità. Senza dubbio abbiamo tantissimi artisti che potenzialmente potrebbero avere grande qualità, ma il sistema non dà loro occasione di emergere. Dobbiamo riconoscere che abbiamo un sistema che non è in grado di consentire di svilupparsi in modo adeguato per dialogare in ambito internazionale.

Scusate se sarò un po’ feroce, ma bisogna essere determinati e chiari. Ecco i nostri temi. La formazione: le accademie italiane sono molto inferiori di tante accademie straniere, perché non vogliono mostrare quello che succede fuori dall’accademia. In Italia per esempio manca del tutto la possibilità di consentire agli artisti di formarsi e svilupparsi dopo l’accademia, cose che gli altri paesi hanno affrontato con sistemi post accademia. C’è poi un altro problema, di mancanza di dibattito critico. Si va alle inaugurazione il più delle volte per il brindisi finale, spesso non si guardano le opere e comunque non sono discusse e approfondite né nel bene né nel male. Purtroppo dobbiamo ammettere che c’è una generalizzata melassa che coinvolge il sistema dell’arte, i media. C’è un problema di censura e di autocensura. L’artista italiano, ma anche il direttore e curatore, sa benissimo che non può toccare certi temi, fare certi movimenti: sesso no, religione no, politica no. Come si fa a produrre arte di qualità se l’artista deve muoversi come una gincana che ha dentro di sé e di cui non se ne rende neanche più conto. Poi ci sono sistemi, come la Gran Bretagna, che hanno attuato la distanza della politica e dell’istituzione dall’arte, dalla cultura. Tutto questo vorrei che fosse discusso guardandosi negli occhi, cercando di trovare delle soluzioni. Ma se tanti di noi decidessero di cambiare da domani e decidessero di essere più forti e decisi un segno si vedrebbe. Ci sono situazioni che non dipendono da noi stessi, ma dal governo, dal ministero. In Italia manca quel tipo di istituzione che esiste in tutti i paesi minimamente evoluti (Gran Bretagna, Svizzera, Polonia, Romania), un sistema che promuove l’arte nazionale e fa sì che quando un artista sia invitato in mostre internazionali abbia un piccolo finanziamento per produzione, catalogo, trasporto. (…) Non ho organizzato il forum da solo, ma ho incontrato vecchi e nuovi amici con cui organizzare questo lavoro. Un passo in più lo possiamo fare tutti insieme, in caso contrario non lo facciamo più, o non troveremo la soluzione finale. Il forum siete voi, sono quei tanti giovani collaboratori che hanno organizzato, con forza, volontà e impegno economico, i tavoli dove i relatori partecipanti si espongono. Ma sono anche le generazioni precedenti, che hanno fatto la storia dell’arte.

Matteo Biffoni, Sindaco di Prato

Credo non ci sia altro luogo in Italia che possa ospitare in maniera più calzante e definita il Forum dell’Arte Contemporanea. Noi affrontiamo quotidianamente già da tempo temi, situazioni e complessità che fanno parte del mondo moderno. Tutti i giorni proviamo a dare risposte contemporanee ai problemi di tutti i giorni e proviamo contemporaneamente a cogliere le opportunità che da queste situazioni possono nascere. Al forum ci saranno persone che ci permettono di fare del Museo Pecci un punto di riferimento, spazio di primo piano. Abbiamo avuto una risposta significativa che ci ha dimostrato quanto sia sentita la necessità di fare questa riflessione sull’arte contemporanea. Abbiamo grandi aspettative.

Federica Galloni, Direttore Generale di Arte Architettura Contemporanea e Periferie Urbane (MIBACT)

Noi siamo dalla stessa vostra parte. Gli obiettivi che discuterete sui tavoli sono i nostri obiettivi. Io che sono in amministrazione da tempo posso dirvi che questo è un settore amichevole nei confronti del mondo esterno. Noi non siamo dall’altre parte del tavolo a dare pareri e nulla osta. Mi fa piacere che vi siate accorti che noi esistiamo e sono qui per raccontare i nostri ambiti, potenzialità, mezzi, aspettative. Nei sette mesi di direzione, ho maturato la consapevolezza che c’è disinformazione, alcuni non sapevano nemmeno che noi esistiamo. Molto spesso sono stata io a chiamare gli interlocutori, che apparivano anche spiazzati da questa iniziativa. Voglio attribuire questo ad una sorta di effetto sorpresa, non voglio pensare ad una sfiducia aprioristica in relazione ad una amministrazione che nasce oggi. Giudicateci sul campo, dialogate con noi e poi diteci. Noi lavoriamo da 7 mesi e il mio è un plurale al quale tengo molto. E’ stato formato un team di eccellenze che lavora a stretto contatto con me. Nel forum c’è un tavolo dal titolo “Istituzioni coraggiose”: io pienamente mi inserisco qui.

Gianfrano Maraniello, Presidente Associazione Musei di Arte Contemporanea Italiani

“Noi dobbiamo fare i conti con una situazione: siamo consci che il sistema dell’arte sia composto da moltissime entità, che però creano uno stato di frammentazione. Ci sono delle situazioni che creano forse un disagio, al quale si risponde da una parte reclamando istanze e dell’altro mettendosi sulla difensiva. Ci siamo chiesti cosa aspettarci da questo Forum. Poche settimane fa l’AMACI ha fatto qualcosa di analogo: ci siamo uniti per due giorni con 25 direttori di musei dell’arte contemporanea italiani e abbiamo cominciato ad indagare quale sia il ruolo di AMACI e che cosa si possa fare per produrre istanze concrete e fattive in risposta ad un disagio che sentiamo in primo luogo dall’interno. Abbiamo individuato alcuni campi operativi, perché l’amaci ha consapevolezza che ci siano indicazioni da dare. Noi dobbiamo essere dei tecnici capaci di spiegare agli amministratori, che solo in parte sono in relazione con l’arte, e dobbiamo essere concreti e pragmatici con la risposta. Il vero problema dei musei italiani oggi è la regolarità di progetto, che non consente di essere credibili e concreti. Noi dobbiamo fare pressione anche su altri enti, non solo sul ministero. Abbiamo regioni in cui non sono chiari gli scopi istituzionali dei musei. Dobbiamo cominciare ad essere bravi a delineare dei progetti.”

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente Comitato Fondazioni Arte Contemporanea Italiana

“Questa notte ci ha lasciati Carol Rama e quindi vorrei prima ricordare una cara amica e una grande artista, che col suo lavoro ci ha condotti verso una nuova concezione del tempo e dello spazio. Intervengo qui in qualità di presidente del Comitato Fondazioni Arte Contemporanea Italiana. E’ la prima vera occasione in cui raccontare questo comitato, nato un anno. Le fondazioni sono una conferma della vitalità e della passione che anima l’arte contemporanea e spero che questo Forum sia un primo passo fuori da momenti difficili. Il comitato nasce dalla volontà di rispondere all’invito del ministro Franceschini, che aveva auspicato una maggiore collaborazione tra pubblico e privato. Per rispondere bisognava creare un organismo che davvero potesse interloquire col ministero.”

Propone poi una relazione del comitato, i rapporti col ministero e con le altre istituzioni d’arte ed, infine, gli obiettivi: promozione dell’arte italiana contemporanea e sostegno della mobilità degli artisti italiani; definizione di standard di comunicazione col pubblico; creazione di fondazioni che siano anche agenzie comunicative e progettuali; accelerazione del processo delle questioni normative e fiscali; rapporti internazionali.

Annamaria Gambuzzi, Presidente Associazione Nazionale Gallerie Arte Moderna e Contemporanea

L’ANGAMC è una fondazione fondata nel ’64, di cui sono presidente dall’anno scorso. Gli iscritti sono 150, ci sono gallerie che si occupano di arte giovanissima come gallerie con arte moderna, e siamo in più luoghi. Siamo la prima linea di questo sistema che coniuga le proprie scelte col mercato, che sicuramente è qualcosa che spaventa ed è considerato un tema difficile. Ora abbiamo avviato il tema della libera circolazione delle opere d’arte, oltre ad aver dato luogo ad una riflessione sulle agevolazioni fiscale e sulla sburocratizzazione del sistema. Vorrei farvi riflettere su alcuni dati: sono circa 1900 le imprese italiane nelle gallerie di arte, in cinque anni c’è stato un calo del 5%; gli addetti dal 2010 hanno avuto una riduzione del 10%. Se non interveniamo continueremo a vedere un esodo delle gallerie, giovani che aprono all’estero e non qui… siamo giunti a questo dedalo: o adesso o mai più!

Report di Marco Arrigoni

Teatro metastasio_credits Serena Gallorini

Teatro metastasio_credits Serena Gallorini

Forum Arte Contemporanea - Prato 2015, foto: Serena Gallorini

Forum Arte Contemporanea – Prato 2015, foto: Serena Gallorini