• Forme e Antiforme, installation view - Foto di Christian Parravicini
  • Forme e Antiforme, installation view - Foto di Christian Parravicini
  • Man Ray, Lamp Shade, 1919-1959 - Foto di Christian Parravicini
  • Alighiero Boetti, Ordine e disordine, 1966-75 - Foto di Christian Parravicini
  • Michel Francois, Still Life, 1988 + Marcel Duchamp, Portabottiglie, 1915 - Foto di Christian Parravicini
  • Lawrence Weiner, Removal to the lathing or support wall of plaster or wallboard from a wall, 1968 - Foto di Christian Parravicini
  • George Brecht, Chair Events, 1969, exhibition - Foto di Christian Parravicini
  • Overview - Foto di Christian Parravicini
  • Angel Vergara, Lustre, 2011 - Foto di Christian Parravicini
  • Angel Vergara, Lustre, 2011 - Foto di Christian Parravicini
  • Michel Francois, Retenue d’eau, 1998 - Foto di Christian Parravicini
  • Joseph Beuys, Fettstuhl, 1964 - Foto di Christian Parravicini
  • Marcel Duchamp, Portabottiglie, 1915 - Foto di Christian Parravicini
  • Vu Dan Tan, Fashion # 31, recycled cardboard, 2009, 86 x 35 x 10 cm (variable) - Foto di Christian Parravicini
  • Joseph Kosuth, One and three rakes, 1965 - Foto di Christian Parravicini
  • Vu Dan Tan, Fashion #21, 2001 - Foto di Christian Parravicini

Si può ancora parlare di bellezza nell’arte contemporanea?

Hans De Woolf, storico dell’arte e curatore belga ha chiamato venticinque artisti di diverse generazioni per dialogare intorno a questo concetto in una collettiva organizzata in collaborazione con la Vrije Universitet Brussels, realizzzata in occasione delle Giornate dedicate alla regione di Bruxelles Capitale, nell’ambito delle iniziative del Padiglione del Belgio per Expo 2015.

È un confronto aperto in cui l’idea di bellezza si declina nell’arte visiva ma anche nel design in un confronto che vede artisti belgi – o che vivono o hanno vissuto in Belgio – accanto ai loro maestri ideali – Marcel Duchamp, Joseph Kossuth, Bruce Nauman, Lawrence Weiner e Alighiero Boetti e Lucio Fontana – e ad alcuni capisaldi del design in un percorso storico dal dopoguerra ai nostri giorni che segue una linea concettuale e analitica. In queste ricerche, che privilegiano il pensiero sull’oggetto, emerge chiaramente una divergente idea di bellezza, non più intesa classicamente come armonia ed equilibrio formale – di ascendenza rinascimentale diventata poi elemento caratterizzante della nostra tradizione – ma un concetto slegato dall’ideale e calato nella contingenza del presente.

Dalla forma all’antiforma, dalla perfezione l’incompiutezza, come nei lavori di Michel François in cui gli oggetti, presi dalla vita di ogni giorno, portano in sé tracce di storie sconosciute e i segni del passaggio del tempo o nei disegni di Sonia Niwemahoro che narrano con semplicità e freschezza del rapporto con l’ambiente che la circonda. O ancora il campionario di scarpe sportive di Hana Miltetic che ragiona sulle icone del commercio globale e sulla relazione che ci lega agli oggetti di consumo, le nuove forme del bello dell’età odierna. Tra i lavori di artisti ormai storicizzati, una copia di un taglio di Fontana che riporta l’attenzione sulla questione dell’unicità dell’opera e sulla sua riproducibilità, sulla copia e sulla dicotomia vero/falso.

Per contestualizzare il dialogo con Milano, città della moda e del design e relazionarsi alla sua peculiarità culturale, si è dato spazio ad artisti che lavorano tangenzialmente a questi ambiti come Vu Dan Tan che presenta una collezione di abiti di cartone o Stanley Brouwn con i suoi oggetti domestici.

La questione del bello è quindi riportata nell’ambito del flusso della vita, nelle piccole cose che consideriamo di poco conto e che invece sono le nuove forme di una bellezza più vicina e accessibile. La lezione di Duchamp è fondamentale, emblema del non senso contemporaneo o meglio delle molteplicità del senso che si rivela solo nella sua apertura e completamento da parte di chi osserva e partecipa. Il bello è intorno a noi, quasi non visto e periferico che acquista a uno sguardo attento una nuova intensità: come la cozza di Marcel Broodthaers, apparentemente priva di lusinga ma che “si è accoccolata su sé stessa. […] Lei è perfetta.

Artisti in mostra: Alighiero Boetti, George Brecht, Marcel Broodthaers, Stanley Brouwn, David Claerbout, Vu Dan Tan, Thierry De Cordier, Wim Delvoye, Lucio Fontana, Michel François, Valérian Goalec, Aukje Koks, Joseph Kosuth, Marcel Mariën, Jan Mast, Hana Miletić, Bruce Nauman, Sonia Niwemahoro, Panamarenko, Kato Six, Walter Swennen, Angel Vergara, Didier Vermeiren, Lawrence Weiner e Franz West.

La mostra è accompagnata da un programma di lectures e incontri con artisti, critici e curatori, personalità della cultura, dell’architettura e della moda, come Hans Belting, Jean-Francois Chevrier, Eugen Blume, Diedrich Diederichsen, Paul Robbrecht, Walter Van Beirendonck.

L’artista Michel Francoissarà protagonista di una performance presso la Fondazione Prada, per la prima edizione di quello che diventerà un appuntamento annuale: la Fondazione ospiterà ogni ottobre una performance e un incontro in collaborazione con la Vrije Universitet Brussels.

Forme e Anti-Forme

A cura di Hans M. De Wolf, fino a a domenica 18 ottobre 2015

Fonderia Artistica Battaglia

Via Stilicone, 10

Wim Delvoye, Dump track, six wheels, 2011 - Foto di Christian Parravicini

Wim Delvoye, Dump track, six wheels, 2011 – Foto di Christian Parravicini

Vu Dan Tan, Fashion # 31, recycled cardboard, 2009, 86 x 35 x 10 cm (variable) - Foto di Christian Parravicini

Vu Dan Tan, Fashion # 31, recycled cardboard, 2009, 86 x 35 x 10 cm (variable) – Foto di Christian Parravicini

Hana Milet, The Molem Collective, 2013 - Foto di Christian Parravicini

Hana Milet, The Molem Collective, 2013 – Foto di Christian Parravicini