Fondazione La Raia - A. Missika - Palazzo delle Api 2018 - ph. Anna Positano

Fondazione La Raia – A. Missika – Palazzo delle Api 2018 – ph. Anna Positano

Domenica 27 maggio verrà presentata alla Fondazione La Raia l’opera permanente site specific Palazzo delle Api che l’artista francese Adrien Missika ha creato in risposta alle attività dell’azienda biodinamica e al paesaggio del territorio del Gavi. La curatela del progetto è di Ilaria Bonacossa.

L’artista ha creato una serie di bee hotels, strutture destinate a fornire riparo per diverse specie di insetti impollinatori nomadi, realizzati con materiali naturali di recupero per sperimentare la loro adattabilità al mondo animale. Queste case di accoglienza, costruite con una varietà di forme e dimensioni a seconda dello scopo e degli insetti a cui sono destinate, sono delle strutture ‘moderniste’ per insetti. Simili strutture sono, infatti, molto diffuse tra i giardinieri e i coltivatori di frutta e verdura per incoraggiare gli insetti a svolgere il loro vitale lavoro di impollinazione. Principalmente vengono utilizzate per offrire un luogo sicuro dove andare in letargo durante l’inverno, come le coccinelle, o dove nidificare, come per le api solitarie, i bombi, alcuni tipi di vespe per elencarne solo alcuni. Per accogliere questi insetti vengono realizzati degli apposti fori di dimensioni diverse dove ciascun insetto, a seconda della sua dimensione, può deporre le sue uova. In particolare, vengono chiamate api solitarie tutte quelle che non producono miele ma, a differenza delle api che vivono in colonie e con una regina, nidificano.

Con l’intento di accogliere più insetti impollinatori possibili e di diverse specie, Missika ha progettato una scultura a forme di piramide rovesciata in luserna, un granito grigio locale, con oltre 2300 fori di vari diametri scavati nel blocco di pietra. La forma, le dimensioni e il materiale usato per Palazzo delle Api sono a metà tra scultura, architettura e design ambientale. Da una parte l’applicazione seriale di una capsula abitativa riprende la struttura degli edifici metabolisti giapponesi degli anni ‘60 la cui forma s’ispira all’immaginario fantascientifico. Dall’altra, rimanda a urgenze abitative contemporanee per ospitare e integrare le popolazioni costrette a fuggire dai loro paesi distrutti dalla guerra. Come in un’analogia di un esodo, l’aspetto sociale dell’opera è rappresentato dalla necessità ecologica di accogliere le api che da tempo sono in pericolo di estinzione pur essendo così indispensabili per l’eco sistema ambientale, per la riproduzione delle piante e di conseguenza per la sopravvivenza dell’uomo. Le dimensioni e il materiale utilizzati da Adrien Missika sono allo stesso modo scultorei, quasi a ricordare un monumento celebrativo una piramide azteca ribaltata, dove però ogni caratteristica dell’opera è stata determinata in funzione dell’habitat che l’artista intende creare con un obiettivo socio-ecologico.

Adrien Missika (Parigi, 1981) vive e lavora a Berlino. È stato protagonista di mostre personali in numerosi musei tra cui il Belvedere a Vienna, il Palais de Tokyo a Parigi e il Centre d’Art Contemporain Genève, Ginevra (2009). Il suo lavoro è stato esposto in diverse mostre collettive presso importanti istituzioni, tra questi segnaliamo il Centre Pompidou, Parigi; Metro Pictures, New York; Nouveau Musée National de Monaco, Montecarlo; Le Magasin, Grenoble; Moscow Biennial of Young Art; Seoul Museum of Art, Korea del Sud; Academia di Francia, Villa Medici, Roma; MAXXI, Roma. 

Fondazione La Raia - A. Missika - Palazzo delle Api 2018 - ph. Anna Positano

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