Testo di Marta Orsola Sironi —

La Fase 1 del lock-down è stata caratterizzata da una massiccia diffusione della cultura e dell’arte via social. In questa Fase 2 delle ri-aperture i musei e le istituzioni devono barcamenarsi tra costi di sanitizzazioni, orari ridotti, dispositivi precauzionali e rischi di assembramenti. Non tutti, però, possono permettersi di organizzare turnazioni, contingentando gli accessi in diversi giorni e fasce orarie. Quale è, ad esempio, la situazione delle fiere d’arte, che per loro natura sono caratterizzate da grande affluenza di pubblico e breve durata?

Di questo argomento Ilaria Bonacossa aveva già parlato l’8 aprile scorso a Radio GAMeC. Come si può oggi programmare una manifestazione fieristica a così vasta partecipazione come è Artissima?
La direttrice torinese già allora riteneva che il sistema non potesse fermarsi, pena una perdita considerevole di posti di lavoro. Come alternativa aveva proposto una riapertura solo agli “addetti ai lavori” e a molti era venuta la pelle d’oca al pensiero di un Oval Lingotto immacolato e senza partecipanti, immerso nel silenzio assoluto di banditori ed esperti, ma senza visitatori. Veniva spontaneo chiedersi chi sarebbero stati in tal caso gli “addetti ai lavori”, come si sarebbe potuto ottenere un simile status e secondo quali parametri sarebbero stati valutati gli “aventi diritto”. Si pensava forse di valutarne il conto in banca?Di fronte all’enorme “elefante nella stanza” che un simile panorama poneva, è intervenuto il web. Fortunatamente, Artissima da anni ha investito nel digitale e questo ha permesso, oggi più che mai, di lavorare coralmente con le gallerie.

Stefano Canto Rp 7, from the series Anarcheologia 2017 Concrete and tree trunk 84 x 80 x 65 cm Edition Unique Courtesy the artist and Matèria, Rome
Silke Otto-Knapp Coastline (sun/moon) 2015 Silkscreen on paper 56,8 x 76,5 cm Edition 7/15 signed and dated on verso Courtesy the artist and Gavin Brown’s enterprise, New York, Rome
Jyrki Parantainen Map of Expections 2005 C-print mounted on aluminum 130 x 100 cm Edition 4/6 + 2AP Courtesy the artist and Persons Projects, Berlin From the series Dreams and Disappointments

Dal 5 giugno al 5 luglio sarà visibile sul sito artissima.artFondamenta, una ricognizione sulle ricerche contemporanee, intenzionata a offrire gratuitamente ai soggetti partecipanti nuove opportunità di visibilità e vendita. Le gallerie, vere e proprie “fondamenta” del sistema dell’arte, potranno riunirsi in un solo luogo – il sito di Artissima – insieme ai curatori della XXVI edizione 2020, agli artisti e, soprattutto, al pubblico. Si tratta di un progetto collettivo che immagina il digitale come un vero e proprio spazio espositivo, alle cui pareti troveranno posto 194 opere allestite in cinque nuclei. Ogni pagina virtuale corrisponderà a una sezione per la quale i curatori hanno selezionato un artista dalle proposte di ciascuna galleria. Unico punto in comune il prezzo, tassativamente inferiore ai15.000 €. L’obiettivo è quello di costruire una proposta utile anche ad avvicinare interlocutori nuovi, giovani, creando nuovi contatti con i collezionisti, al fine di sondare modelli futuribili e sostenibili di fruizione dell’arte contemporanea.

Present Future, sezione curata da Ilaria Gianni e Fernanda Brenner, metterà in evidenza diverse individualità artistiche significative per il loro legame con l’attualità e per le loro radici nel passato prossimo, cercando di delineare attraverso di loro le direttrici che volgono a un “visionario panorama futuro”, e i singoli impatti che queste hanno sul pensiero critico.
Back to the Future, di Lorenzo Giusti e Mouna Mekouar, indagherà le modalità attraverso le quali alcuni artisti delle ultime 10 edizioni partecipano all’elaborazione della storia attuata opera per opera nel presente.

Steven Pippin The Pencil of Nature 2010 Macchina fotografica modificata; fotografia c-print su carta lucida 17 x 23 x 13,5 cm; 30,5 x 19,5 cm Courtesy the artist and Enrico Astuni, Bologna
Claudia Wieser Untitled 2017 Mirrors on wood panel Ø 94 Edition 1/2 + 1AP Courtesy the artist and Studio Sales di Norberto Ruggeri, Roma

Disegni, a cura di Letizia Ragaglia e Bettina Steinbrügge, sarà una sezione tutta al femminile, per evidenziare il ruolo rivestito dalle donne nel disegno contemporaneo.
New Entries, a firma di Valerio Del Baglivo, metterà in evidenza come in tempi di distanza sociale, alcune pratiche, operando attraverso le politiche della rappresentazione e l’adozione di forme intrinsecamente interdisciplinari, si traducano in una costante ricerca di definizione dell’identità, per “proporre un’anatomia di corpi differente che accolga la forza dei sensi”.
Infine la Main Section, in questa occasione sarà curata da Ilaria Bonacossa. 

Ultimamente ci si è chiesti spesso se il digitale possa o meno sostituire la visione dal vero dell’arte. Sicuramente no, o almeno questo è il pensiero di chi scrive: il virtuale non può sopperire alla capacità dell’occhio di cogliere la vibrazione di una pennellata o alla potenza immersiva che si avverte interagendo con certe installazioni – solo per fare alcuni esempi. Eppure non si può negare che la situazione presente non permetta simili fruizioni e demonizzare questa alternativa o, ancor peggio, rifiutarla a priori, sarebbe da ingenui. Non è possibile ignorare quanto questa emergenza stia costando alla nostra economia e a un settore già fragile come quello dell’arte contemporanea. Ripartire, purtroppo o per fortuna, è d’obbligo e bisogna riconoscere la volontà di Artissima di farlo con un piglio scientifico e curatoriale. Cinque sezioni, 194 opere e altrettanti artisti e gallerie aspettano il pubblico su artissima.art dal 5 giugno per rivolgere la propria sfida alla pandemia.

Per l’edizione di novembre ci si riaggiornerà probabilmente alla Fase 3, nella speranza che per entrare non ci venga chiesto il curriculum vitae o peggio l’estratto conto (oltre al test negativo del Covid-19)

Giovanni Kronenberg, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano. Foto, Cosimo Filippini 2020
Masaki Nakayama Two shoes 2 1973 Photograph on panel, paper, shoelace 51 x 82 x 5 cm Courtesy the artist and Christophe Gaillard, Paris
Yann Sérandour L’enseigne [how to train your dog] 2015 Cardboard box and painted wooden box and used book 35 x 289 x 4,8 cm Edition 1/8 + 3PA + 1PP Courtesy the artist and Luis Adelantado, Valencia, Mexico City