Un nuovo progetto di arte pubblica all’orizzonte per il Museo di Villa Croce di Genova: un’opera site specific che racconta il territorio e la sua storia. In occasione della demolizione dell’Edificio ex NIRA collocato davanti al museo nell’ambito delle aree della Fiera del Mare di Genova, l’Associazione AMIXI è intervenuta per recuperare l’insegna ANSALDO, reperto della memoria storica industriale della città. Collocata sulla copertura dell’edificio, è stata ridisegnata dallo Studio Sottsass negli anni ’80 nell’ambito di una ridefinizione dell’immagine dell’azienda e ora vuole rivivere sotto una nuova veste, accessibile e visibile a tutti, anche a coloro che solitamente non frequentano il museo.

Per la realizzazione dell’opera, l’Associazione AMIXI ha chiesto al curatore Luca Cerizza di selezionare dieci artisti italiani di diverse generazioni: tutti hanno accolto l’iniziativa con entusiasmo presentando proposte innovative fondate su una profonda comprensione della particolare storia dell’insegna ANSALDO e su una seria riflessione sul tema progettuale.

Tra le idee proposte, è stata selezionata dal consiglio dell’Associazione e dal curatore Una città cancella, l’altra scrive di Lia Cecchin, una scritta al neon che compone la frase “è un momentaccio!” collocata all’interno del perimetro dell’insegna originaria. L’opera verrà presentata quest’anno in primavera e nasce dall’osservazione di una foto di Giò Palazzo del 1976 in cui la stessa frase compare su un muro della città di Torino in anni di profonde tensioni sociali e politiche che si manifestavano anche attraverso il linguaggio di strada. Tra i tanti slogan scritti sui muri durante quel periodo di violenza e disperazione, l’artista viene colpita dalla semplice realtà di questa constatazione e dalla grafia gentile con la quale venne realizzata, in contrasto con il linguaggio violento di tanti altri graffiti. Questa frase riesce ad aprire uno spazio temporale che ci porta al tempo presente e che si fa promemoria di una condizione esistenziale comunitaria. Allo stesso tempo, l’artista celebra la creatività anonima di chi ha ideato questa scritta, facendosi tramite del suo messaggio attraverso gli anni.

Fondamenta 1 vuole essere trampolino di lancio per un piano a lungo termine di rigenerazione urbana della città di Genova attraverso l’arte pubblica contemporanea. La volontà è quella di creare altre “Fondamenta”, che nei prossimi anni verranno collocate in città, senza escludere zone periferiche e dequalificate. L’obiettivo è quello di dimostrare che l’arte contemporanea può essere uno strumento per la riqualificazione di luoghi o oggetti dimenticati e per la creazione di nuove sinergie, come è stato dimostrato nel caso dell’insegna ANSALDO.

Sono stati invitati: Francesco Arena (Torre Santa Susanna, Brindisi, 1978), Massimo Bartolini (Cecina, 1962), Luca Vitone (Genova, 1964), Lia Cecchin (Feltre, Belluno, 1987), Danilo Correale (Napoli, 1982), Gaia De Megni (Portofino, 1993), Francesco Jodice (Napoli, 1967), Margherita Moscardini (Donoratico, Livorno, 1981) Riccardo Previdi (Milano, 1974) e Patrick Tuttofuoco (Milano, 1974).

Fondamenta 1
A cura di Luca Cerizza
Parco di Villa Croce, Genova
Via Jacopo Ruffini, 3