Gregor Schneider, N. SCHMIDT appartamento A (dettaglio bagno), Rheydt, 2017, veduta di allestimento in occasione di Skulptur Projekte Münster 2017 Pferdegasse 19, 48143 Münster, foto Gregor Schneider © Gregor Schneider / VG Bild-Kunst, Bonn

Roberto Grandi, presidente di Bologna Istituzione Musei, definisce così la rassegna ArtCity 2021, “fuori stagione” per la scelta obbligata di spostare la manifestazione da gennaio a maggio, ma caratterizzata da un un programma ricchissimo e articolato. Dal 7 al 9 maggio 2021, la città si popola di eventi, mostre e installazioni – molti dei quali proseguiranno anche nelle settimane successive come parte del programma culturale estivo bolognese – che invitano alla scoperta di una Bologna inedita e mai vista prima. Per l’occasione si sono aperte le porte di luoghi poco noti o per lo più chiusi al pubblico, trasformando la città in “un’isola che non c’è”. Non è un caso che il logo e la veste grafica dell’intera manifestazione si contraddistingua per il volto di Peter Pan – nella sua versione disneyana -, coperto da una scintilla. L’idea è quella di guidare il visitatore nell’ “isola che non c’è”, in una città che “è, potrebbe essere e sarà”, attraverso una mappa che indica, come in un cielo stellato, tutti i luoghi in cui perdersi e ritrovarsi. 

“L’edizione 2021 è un’edizione unica e nuova. Le novità, legate soprattutto alla modalità di fruizione ma anche alla scelta di contesti e spazi aperti, ci ha permesso di scoprire un nuovo volto della città. ArtCity vuole essere un catalizzatore di attenzione, una scintilla, l’espressione della forza produttiva insita nella città”. Lorenzo Balbi introduce così la rassegna 2021, focalizzata sull’arte italiana – gli artisti appartengono a diverse generazioni e si servono di vari media – aperta alle collaborazioni internazionali e diffusa tra musei, gallerie private, spazi non-profit e spazi aperti.  

Il progetto speciale di ART CITY 2021 è l’installazione di Gregor Schneider (Rheydt, Germania, 1969) dal titolo Gregor Schneider visits N. Schmidt (in the former Galleria d ́Arte Moderna di Bologna), presentata nel 2017 alla manifestazione Skulptur Projekte a Münster e da allora più riallestita. L’opera fa riferimento a una serie di lavori sul “signor Schmidt”, evocato per la prima volta nella stanza 54 di Haus ur, opera seminale dell’artista presentata alla Biennale di Venezia del 2001. Schneider innesca l’aspettativa di un incontro che permetta a questo individuo misterioso di emergere dalla presenza collettiva, un personaggio immaginario che sembra finalmente rispondere alla domanda: chi è N. Schmidt? Negli spazi dell’Ex GAM in Piazza Costituzione, così carichi di storia per l’arte contemporanea, l’opera va oltre i limiti dello scenario-museo, sia come cornice istituzionale che come cornice architettonica, viene spogliata di qualsiasi presentazione che ricordi l’ambiente museale e resa neutra dal punto di vista dell’artista. I visitatori, inoltrandosi uno alla volta all’interno della casa di N. Schmidt, del suo spazio intimo e domestico, avranno l’opportunità di provare a ricostruirne l’identità. 

Giorgio Andreotta Calò, Annunciazione, 2018, impressione fotografica su carta politenata ai sali d’argento realizzata per contatto con vetrata policroma, foto Kirsten de Graaf, courtesy dell’artista
Carola Bonfili, The Flute Singing, 2021, video CGI, progetto grafico di Imago, progetto sonoro di Francesco Fonassi, prodotto da MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Centre d’Art Contemporain (Ginevra) e Re:Humanism (Roma)

Il programma si divide in più sezioni: oltre al progetto speciale di Gregor Schneider all’ex-GAM, quattordici progetti compongono il main program, a cui si aggiungono numerose iniziative legate al programma istituzionale e a quello degli spazi privati (gallerie e non-profit). Nei prossimi giorni, approfondiremo alcune iniziative realizzate in occasione di ArtCity attraverso recensioni e interviste. 

Nei prossimi giorni, ATP farà i seguenti approfondimenti: la personale di Paola Pivi, Rock the Art, alla Galleria Paradisoterrestre; la collettiva All Stars al Museo Temporaneo Navile, che comprende, tra gli altri, lavori di Joseph Beuys, Luigi Ontani, Alexander Calder, Emilio Isgrò; la personale di Letizia Cariello, Fuso orario, presso la Galleria Studio G7; il progetto in tre atti di Matteo Nasini per CUBO, Museo d’impresa del gruppo Unipol e la personale di Emilio Vavarella, RS548049170_1_69869_TT (THE OTHER SHAPES OF ME): SOURCECODE, a GalleriaPiù. 

Segue il ‘cartellone’ completo di tutte le proposte espositive

Attenzione alla scena artistica italiana, intergenerazionalità, intermedialità: sono i tratti distintivi dell’offerta 2021 strutturata in un progetto speciale a cura del direttore artistico Lorenzo Balbi; un main program rappresentativo delle più varie pratiche artistiche contemporanee poste in relazione con diversi spazi urbani; un programma istituzionale che mette in rete l’offerta del ricco sistema di soggetti culturali pubblici e privati della città; le proposte delle gallerie d’arte moderna e contemporanea (sia associate al circuito Confcommercio Ascom che indipendenti).
Anche nel 2021 ART CITY spazierà tra più media: video, installazioni, performance, disegni, opere radiofoniche e sonore, allestimenti site-specific trasformano il tessuto spaziale bolognese. Se il progetto speciale si apre all’internazionalità con l’installazione ambientale dell’artista tedesco Gregor Schneider (Rheydt, 1969) all’Ex GAM, sostenuta dal Main Partner Gruppo Hera, il main program offre una selezione di progetti di artisti italiani, giovani, mid-career e affermati, attraversando più generazioni. Si va dalla giovanissima Beatrice Favaretto (Venezia, 1992) al Cassero LGBTI Center a Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) a Palazzo Boncompagni, passando per Annamaria Ajmone (Lodi, 1981) & Felicity Mangan ( Geelong, 1978) al Cimitero Monumentale della Certosa, Carola Bonfili (Roma, 1981) nel Rifugio antiaereo “Vittorio Putti” ex militare, Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979) al LabOratorio degli Angeli, Matteo Nasini (Roma, 1976) in live streaming su Radioimmaginaria, Riccardo Baruzzi (Lugo, 1976) al Teatro Storico di Villa Aldrovandi-Mazzacorati, Chiara Camoni (Piacenza, 1974) a Palazzo Bentivoglio, Margherita Morgantin (Venezia, 1971) agli Orti Boschetto Lungo Reno, Sabrina Mezzaqui (Bologna, 1964) all’Oratorio di San Filippo Neri, Alessandro Pessoli (Cervia, 1963) presso Alchemilla a Palazzo Vizzani, Stefano Arienti (Asola, 1961), sostenuto da Arte Fiera-BolognaFiere, in Piazza Costituzione, Norma Jeane (Los Angeles, 1962) alle Serre dei Giardini Margherita. Unico main project dedicato a un artista storico è quello su Vincenzo Agnetti (Milano, 1926 – 1981) al Padiglione de l’Esprit Nouveau, Partner Banca di Bologna, con al centro la sua opera riscoperta NEG.
Il main program è reso possibile grazie allo sforzo produttivo di spazi espositivi che operano in città come soggetti consolidati del tessuto culturale e che, insieme al Comune di Bologna e all’Istituzione Bologna Musei, contribuiscono alla creazione di ART CITY. 

Riccardo Baruzzi, Quadro Sonoro (Bic Barchino), 2021, still da video, 21′ 40”, courtesy Collezione d’arte della Regione Emilia-Romagna
Sabrina Mezzaqui, Mandala, 2019, elementi metallici a pavimento, 300 cm circa di diametro, foto Ela Bialkowska, OKNO Studio, courtesy l’artista e GALLERIA CONTINUA

Anche nel programma istituzionale prevalente è lo spazio riservato agli interventi di artisti italiani. Sono coinvolti: Aldo Giannotti nella Sala delle Ciminiere del MAMbo, realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council, Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura; Helen Dowling a Villa delle Rose; Giorgio Morandi al Museo Morandi; Franco Vimercati a Casa Morandi; Maurizio Donzelli al Museo Civico Medievale; Flavio Favelli e Nanni Menetti alle Collezioni Comunali d’Arte, Cappella Farnese e bacheche comunali; Dario Bellini in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio; Virginia Zanetti nelle sale espositive del secondo piano di Palazzo d’Accursio; Mimmo Paladino alla Biblioteca Salaborsa; Giulia Marchi alla Biblioteca Jorge Luis Borges; Giacomo Verde nella Cappella di Santa Maria dei Carcerati di Palazzo Re Enzo; Nicola Samorì a Palazzo Fava; Angelo Bellobono al Parco di Villa Ghigi; Simone Carraro presso Giardino del Cavaticcio, Officina Artierranti e Opificio delle Acque; Matteo Nasini nello Spazio Arte di CUBO Unipol; Tresoldi Academy nell’area Ex Mercatone Uno; Tullio Vietri nella sede dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna; Michael Beutler nello spazio KAPPA-NØUN (Clan Lazzaro); Francesca Pasquali alla Raccolta Lercaro.
Tra i progetti collettivi: Contenere lo spazio nell’ambito del ciclo di focus espositivi RE-COLLECTING nella Project Room del MAMbo; Informale, Ultimo Naturalismo e scultura, Arte Verbo-visuale in collezione permanente MAMbo; la mostra degli artisti vincitori di Carapelli for Art – Premio Arti Visive. III Edizione al Museo internazionale e biblioteca della musica, che ospiterà inoltre nei propri spazi la mostra documentaria NO DAMS! 50 anni di Corso di Laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo; 141 – Un secolo di disegno in Italia nella sede espositiva della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; All Stars al mtn | museo temporaneo navile; Impronte. Giovani artisti in residenza – Open studio alla Raccolta Lercaro; Open-Close. Mostra dei Vincitori del Concorso Zucchelli 2021 presso Zu.Art giardino delle arti di Fondazione Zucchelli; Autopromozione 10 con 10 nella sede dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna; En plein air presso 10 Lines (Clan Lazzaro). 

A questi si aggiungono la time-capsule Fiorucci Pop Revolution alla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli (Clan Lazzaro) e il laboratorio per bambini Chimica…a regola d’arte all’Opificio Golinelli. 

Alessandro Pessoli, City of God, 2017-2020, legno, gesso, lamiera, spray paint, seta, acciaio, ferro, alluminio, cera, capelli sintetici, glitter, resina, abbigliamento personale decorato con lana e stemmi, 97x219x187 cm, courtesy greengrassi (Londra) e ZERO Milano
Matteo Nasini, Sidereo, 2021, legno, acciaio, alluminio, courtesy l’artista e CUBO Unipol, foto Flavio Pescatori