• Spencer Finch Fog (Lake Wononscopomac) 2016 Pastel and pencil on paper 56.5 x 76 cm 22 1/4 x 30 in © Spencer Finch; Courtesy Lisson Gallery
  • Christian Jankowski Wow!, 2013 Neon sculpture 230 x 212 cm 90.6 x 83.5 in © Christian Jankowski; Courtesy Lisson Gallery
  • Installation view: 'Five / Fifty / Five Hundred' at Lisson Gallery, Milan, 2016
  • Installation view: 'Five / Fifty / Five Hundred' at Lisson Gallery, Milan, 2016
  • Installation view: 'Five / Fifty / Five Hundred' at Lisson Gallery, Milan, 2016

Festeggia i cinque anni di apertura la sede milanese della Lisson Gallery – una delle gallerie tra le più longeve nel panorama internazionale, fondata da Nicholas Logsdail nel 1967 – con una mostra-omaggio “Five / Fifty / Five Hundred” all’atto creativo quotidiano, alle azione semplice (e banali) di tutti i giorni. Lo fa citando la mostra “I know about creative block and I know not to call it by name”, che ha inaugurato e dato avvio alla programmazione nel 2011, a cura di Ryan Gander. Scriveva allora l’artista: “L’ispirazione di un artista spesso richiede l’assenza di attivita? cosi? come il mantenersi occupato. Quante volte abbiamo sentito luoghi comuni sulla complessita? compositiva di un quadro o sull’eccessiva revisione di un testo, cosi? come di un concetto reso incomprensibile dalla macchinosita? del suo stesso significato. Spesso l’ispirazione appare proprio quando ci fermiamo e ci allontaniamo, facciamo un giro in macchina, stiamo seduti in un pub con gli amici, mettiamo su un disco e prepariamo una tazza di te? – in quei momenti in cui permettiamo al mondo di entrare in noi – ed e? in quei momenti che la polvere magica inizia a scendere.”
Come rivela il titolo, “Five / Fifty / Five Hundred” ci sono una serie di coincidenze: la sede della galleria, a pochi passi dalla Casa degli Atellani e dalla vigna di Leonardo da Vinci, con la quale condivide il giardino. L’anno scorso, oltre cinquecento anni dopo la morte di Leonardo, la vigna e? stata ricostruita all’estremita? del giardino con lo stesso tipo di vite che veniva coltivata nel 1500. Poco lontano, la chiesa di Santa Maria della Grazie, che conserva i lavori di Donato Bramante, genio rinascimentale che trasformo? la chiesa in un unico, armonioso insieme di stile gotico e rinascimentale, che fa da sfondo a L’Ultima Cena (1495– 1498).
A festeggiare questa costellazione di date e creazioni dal valore smisurato, alcuni artisti rappresentati da Lisson che hanno esposto nella spazio milanese nei cinque anni trascorsi. Nello spazio in via Zenale, domina la grande struttura in legno “F Size” (2011) realizzata da Ai Weiwei (artista tra i più controversi, attualmente in mostra a Palazzo Strozzi a Firenze) ed assemblata a forma di icosaedro – una forma che fu inizialmente disegnata da Leonardo per il trattato del matematico Luca Pacioli, La Proporzione Divina (1509).  A rigore dell’opere di Weiwei, l’ironia dell’opera di Christian Jankowski, Wow! (2013), un’installazione di Christian Jankowski, artista che ha vestito i panni di curatore per l’11a edizione di Manifesta a Zurigo.
Altra opere degna di nota, I is… (xi) del 2014 di Ryan Gander: una grande tenda di marmo fatta dall’artista prendendo ispirazione dalla tenda che sua figlia utilizza per giocare. Quella che in casa è costruita con vecchie tele e manici di scopa, nell’opera di Gander diventa un imperituro rifugio di marmo. (Nuovi lavori in marmo dell’artista saranno in mostra nella sede della Lisson a New York (fino al 15 ottobre 2016) nella sua mostra personale ‘I see straight through you’). Alla ‘stazza’ imponente di queste opere, si contrappone un’opera tra le più delicate esposte in galleria: un etereo disegno a pastello e matita di Spencer Finch Fog del 2016, eseguito dall’artista nel lago Wononscopomac nel Connecticut. Ispirandosi ai paesaggi di Whistler, Finch traccia una sottile superficie di vapore grazie a leggeri strati di polvere di grafite: massa di atmosfera di nasconde un paesaggio tutto da immaginare. All’esterno, gli inconfondibili passeggiatori di Julian Opie: esseri umani anonimi che camminano in un moto perpetuo restando inesorabilmente sempre nello stesso posto (non è forse tra le migliori metafore per raccontare il breve passaggio dell’uomo sulla terra?).
Tra gli altri artisti in mostra: Angela de la Cruz, Douglas Gordon, Shirazeh Houshiary, John Latham, Richard Long, Haroon Mirza e Florian Pumho?sl.
Un commento di Annette Hofmann, Direttore Internazionale di Lisson Gallery Milano: “Siamo estremamente eri di quanto il nostro spazio milanese sia riuscito ad ottenere nel corso di cinque brevi anni.Abbiamo ospitato numerose mostre di artisti importanti, fornendo uno spazio per presentare le loro opere e sperimentare nuove idee. Con la recente apertura di Lisson Gallery a NewYork, e nel contesto del cinquantesimo anniversario degli spazi londinesi, Milano continua ad avere un ruolo importante nello sviluppo della galleria a livello globale e nel supportare una schiera di artisti provenienti da tutto il mondo. Siamo molto eccitati per cio? che ci aspetta.”

Installation view: 'Five / Fifty / Five Hundred' at Lisson Gallery,   Milan,   2016

Installation view: ‘Five / Fifty / Five Hundred’ at Lisson Gallery, Milan, 2016

Ryan Gander I is... (xi) 2014 Marble resin 225 x 100 x 100 cm 88.6 x 39.4 x 39.4 in © Ryan Gander; Courtesy Lisson Gallery

Ryan Gander I is… (xi) 2014 Marble resin 225 x 100 x 100 cm 88.6 x 39.4 x 39.4 in © Ryan Gander; Courtesy Lisson Gallery

Julian Opie Faime walking.,   2016 LED double sided monolith 202 x 84 x 30 cm -  Five / Fifty / Five Hundred Installation view,   Lisson Gallery Milan,   2016 Photography by Jack Hems © Lisson Gallery

Julian Opie Faime walking., 2016 LED double sided monolith 202 x 84 x 30 cm – Five / Fifty / Five Hundred Installation view, Lisson Gallery Milan, 2016 Photography by Jack Hems © Lisson Gallery