• Xhimi Hoti, Senza titolo, Inchiostro e acrilico su tela, 90 x110 cm, 2016
  • Rabeah Mashinchi, Senza titolo 1353, Acrilico su tela, 150x150, 2016
  • Giacomo Segantin, Senza titolo n 7, tecnica mista, 95x150 cm,2016
  • Stephen Ingham, Your Redeemer, still da video, HD e animazione stop motion, 16 9, PAL, 5'4'', 2016

Arrivano nuovi e giovani talenti in città. O meglio, il progetto espositivo First Step, a cura dell’Accademia di Belle Arti di Verona, dall’1 all’8 ottobre 2016, offre l’opportunità di scoprire le ricerche di 21 tra i propri studenti più meritevoli e interessanti, le cui ricerche sarebbero altrimenti inaccessibili al pubblico e chiuse nelle aule didattiche dello storico Palazzo Montanari. Giunto alla sua settima edizione, il progetto permette a un gruppo di selezionati studenti dell’Accademia di confrontarsi con il mondo del collezionismo veronese e con il mercato dell’arte attraverso un programma di mostre che coinvolge gallerie d’arte e spazi espositivi della città.
La fisionomia delle realtà coinvolte è differente e variegata, ci spiega la curatrice del progetto Marta Ferretti, che ha lavorato a stretto contatto con i professori dell’Accademia Davide Antolini, Giovanni Morbin e Daniele Nalin per l’organizzazione dell’evento.

La preview di First Step, il 10 settembre, ha visto l’inaugurazione delle mostre di Dario De Leo all’Arena Studio d’Arte e di Xhimi Hoti a Isolo17 Gallery . L’1 ottobre, invece, l’opening di altre 8 realtà: alcune sono spazi storici della città, come La GiarinaStudio La Città, Artericambi e Spazio 6. Nuova, invece, la presenza di luoghi atipici o emergenti, in quartieri più periferici di Verona, come Borgo Venezia, che ospita la Galleria Fuori Le Mura. Curiosa la partecipazione di melepere artecontemporanea che si connota per essere una galleria che espone in sedi temporanee e che, per quest’occasione, sfrutta lo spazio Art to Art di via Muro Padri 12. Per completare la lista: lo spazio espositivo di UniCredit, UniCredit  Art Gallery e la sede dell’Ordine degli Ingegneri in via Santa Teresa.
Dalle 10 del mattino del primo ottobre e, una dopo l’altra nell’arco di tutta la giornata, inaugurano le mostre, dando quindi la possibilità al pubblico di conoscere tutti gli artisti selezionati e gli spazi, in una sorta di tour urbano della città.
Ma chi sono gli studenti di First Step 7? Ecco i nomi: Beatrice Bergamo, Andrea Bonetti, Elia Carollo, Valentina Cavion, Silvia Dal Bon, Dario De Leo, Angelica Fornalè, Elena Grigoli, Xhimi Hoti, Stephen Ingham, Yulin Liu, Rabeah Mashinchi, Mario Mazzoldi, Martina Messora, Elisa Pellizzari, Veronica Rigotti, Barbara Ruperti, Noemi Saia, Giacomo Segantin, Alice Voglino, Martino Zulian.

Seguono le domande alla curatrice Marta Ferretti per comprendere le ragioni del progetto, delle scelte espositive e la collaborazione con le gallerie veronesi.

ATP: Quali sono stati i criteri di selezione degli studenti in mostra e come hai scelto gli spazi espositivi adatti alle opere?

First Step nasce oramai sette anni fa con l’intento di avvicinare due mondi all’apparenza distanti: l’Accademia, lo spazio dove i futuri artisti si formano, sperimentano e si confrontano, e il mondo dell’arte, con le sue gallerie, le sue dinamiche e i suoi protagonisti. Il progetto nasce promuovendo, salvaguardando e rilanciando l’incontro tra questi due mondi, costituito, da un lato, dal desiderio degli studenti di misurarsi in luoghi pubblici e professionali; dall’altro, per gli spazi espositivi coinvolti, di accogliere quelle componenti ancora in crescita nella formazione di un artista. Si tratta di un incontro prezioso, ricco di curiosità e di aspettative, a volte di inciampi, comunque sempre stimolante. Gli studenti selezionati per questa edizione di First Step portano avanti pertanto una ricerca innovativa e matura per un confronto con l’altro. La selezione è avvenuta in una prima fase attraverso un’open call interna all’Accademia, cui è seguita una preselezione da parte di un gruppo di docenti (Daniele Nalin e Giovanni Morbin) da me affiancati. Successivamente sono stati gli stessi galleristi e i rappresentanti degli spazi espositivi a decidere, quando possibile dopo una visita alle opere esposte nelle aule dell’Accademia, quali artisti coinvolgere. Da quel momento è nato un confronto spesso serrato tra l’artista e il gallerista che ha portato alla realizzazione delle mostre personali e collettive di questa edizione di First Step.

ATP: Ci racconti come è avvenuta la collaborazione con le gallerie?

Ogni anno l’Accademia cerca di coinvolgere nel progetto tutti quegli spazi che in città si occupano di cultura e promozione dei linguaggi espressivi sotto vari aspetti: è un panorama ogni anno in mutamento e che ci auguriamo possa crescere ancora. La collaborazione con gli spazi coinvolti quest’anno è stata molto interessante. Non tutti sono gallerie, alcuni sono spazi espositivi di Istituzioni, altri spazi di lavoro. Ogni galleria ha perciò le proprie dinamiche e il proprio modo di costruire con gli artisti un dialogo e una formalizzazione della loro ricerca. Alcuni spazi hanno riconfermato anche quest’anno la scelta degli artisti dell’anno precedente, rendendo possibile nel concreto quel lavoro di promozione dei giovani artisti del territorio, affine al ruolo dell’Accademia.

ATP: Le opere esposte sono lavori di giovani artisti che con le gallerie hanno già un rapporto commerciale o, piuttosto, First Step nasce anche con l’intenzione di crearlo?

I giovani artisti coinvolti sono tutti ancora studenti. Difficilmente hanno già un rapporto commerciale con le gallerie e First Step facilita questa possibilità, anche se non è una prerogativa del progetto.

Info sul progetto e inaugurazioni delle mostre >>>

Accademia di Belle Arti di Verona

Accademia di Belle Arti di Verona

Elena Grigoli, Il buco nel mio cielo di carta, libro d'artista, fotografie ritagliate, 21x16cm, autoprodotto, 2015

Elena Grigoli, Il buco nel mio cielo di carta, libro d’artista, fotografie ritagliate, 21x16cm, autoprodotto, 2015