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La loro ‘Officina dell’inchiostro’ ad Artissima mi aveva impressionato. I France Fiction avevano scelto di non produrre contenuti d’informazioni, ma una sostanza – l’inchiostro – che contiene potenzialmente tutte le informazioni e le conoscenze che il linguaggio può articolare. In un ambiente asettico e bianchissimo, i France Fiction hanno prodotto dell’inchiostro che, confezionato in capsule, veniva distribuito al pubblico.
A Roma, in occasione della loro mostra personale ‘Nous n’avons pas de prénom ‘ alla galleria Frutta, il gruppo formato da Stéphane Argillet, Marie Bonnet, Eric Camus, Lorenzo Cirrincione e  Nicolas Nakamoto, ancora una volta scegliedi lavorare con l’inchiostro in quanto “sostanza che incarna simbolicamente l’intera conoscenza prodotta attraverso la scrittura.”
In galleria 4 lastre di marmo incise con caratteri diversi. Le scrittte, fatte dai 5 artisti che compongono i France Fiction, sono i titoli delle mostre a cui loro hanno partecipato. Unendo questi 5 pezzi di marmo inciso, si forma una lastra unica che si può vedere nel piano interrato della galleria.
Alle pareti 5 boccette di inchiostro, mentre sul pavimento un urna di marmo ricolma di inchiostri prodotti da ogni singolo membro di France Fiction. Sotto a  questo recipiente c’è un buco che lascia filtrare dell’inchiostro dal pavimento al soffitto della stanza sottostante….
Leggendo il comunicato stampa, inevitabile un sorriso scorrendo parole come alchimia,   symbolon, pattern cerebrali, vertigine allegorica ecc. Apprezzo sempre le persone che lavorano assieme, condividendo spazio, tempo, idee e manualità (venendo meno alla mania di protagonismo).

Il loro tentativo è di creare una ‘persona sintetica’, indeterminata, incompleta: un corpo/mente ideale che, unione di 5 identità differenti, di preseenta al mondo come essere unico e misterioso.

Artissima – La Fabbrica dell’Inchiostro
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