Feasts of Hunger, exhibition view, Spazio ORR
Feasts of Hunger, exhibition view, Spazio ORR

Se io ho fame, è solo 
di terra e di pietre. 
Dinn! dinn! dinn! dinn! Mangiamo l’aria, 
la roccia, i carboni, il ferro.

Così recita l’incipit della poesia di Arthur Rimbaud, Feste della fame (agosto 1872), che ha ispirato la collettiva di Spazio ORR. E in effetti l’opera degli artisti coinvolti, Michael E. Smith, Giulia Cenci e June Crespo, si identifica proprio in un processo di assimilazione per cui tutto, potenzialmente, potrebbe essere fagocitato e trasformato. Legno, argilla, ferro, ceramica, gomma; persino vestiti, conchiglie, pesci: nulla sfugge alla prassi divoratrice della loro arte, capace di ridare forma – e vita – a ciò che prima si credeva inutile, inerte, inefficace.

Spazio ORR, artist-run space nato a Brescia ma divenuto fin da subito apolide per via della sua natura errante, approda questa volta a San Lazzaro di Savena (BO) per inaugurare le sue Feasts of Hunger. A ospitarle è il Kappa-Nöun del collezionista Marco Ghigi, grande spazio industriale che, a partire dalla fine del 2019, ha assunto la conformazione di officina per l’arte contemporanea. Dopo le personali dedicate a Claudio Verna e Jimmie Durham (Cromoracconto del 2019 e Un’altra pietra del 2020), il Kappa- Nöun accoglie quindi – fino al 18 aprile 2021 – il banchetto di Michael E. Smith, Giulia Cenci e June Crespo, con Untitled (2017) del primo facente parte proprio della collezione di Ghigi.

È un dialogo secco e conciso quello instaurato con Nao (2019) di June Crespo e Aprile 5084 (2017) di Giulia Cenci, ma non per questo sprovvisto di potenza e ispirazione: fermandosi al centro della sala e seguendo con lo sguardo le opere, si riesce infatti a percepire l’energia che le attraversa e le accomuna – soprattutto se, come consigliato dallo stesso Marco Ghigi, ci si affaccia dal piccolo balcone che divide in due l’altezza dello spazio, così da avere una visione totale della mostra. L’atmosfera asciutta nella quale gravitano gli elementi, insieme alla penombra che la caratterizza – condizione ideale per osservarli – accentua la sensazione di appetito che emanano questi ultimi, caratterizzati dal desiderio insaziabile di trasformare tutto ciò che divorano – i sassi che un povero spezza / le vecchie pietre di chiese / i ciottoli, figli dei diluvi / pani sparsi nelle vallati grige!.

Nelle Feasts of Hunger di Michael E. Smith, Giulia Cenci e June Crespo finiamo dentro anche noi, affamati di osservare come questi corpi – perché è questo che sono le opere dei tre artisti: materia viva – non smettano mai di cercarsi e di cercare. Risolutivi, come un gancio sferzato sul gong per mettere K. O. il proprio avversario – lo spazio? La materia? O le stesse fondamenta dell’essere? – i lavori di Smith, Cenci e Crespo sono pugni nello stomaco dell’arte: misurati, veloci, potenti. Nel ring della fame, la sfida a chi divora di più non ha vinti, né vincitori, e non esclude niente e nessuno. Invitati a partecipare alle Feste organizzate da ORR, non ci resta che saziarci nel godere delle vibrazioni che producono e delle configurazioni che assumono.

Spazio ORR, San Lazzaro di Savena (BO), via Imelde Lambertini 5
Dal 14 febbraio 2021 al 18 aprile 2021

Feasts of Hunger, Spazio ORR, June Crespo, Nao, Courtesy the artist, P420, Spazio ORR, Marco Ghigi collection
Feasts of Hunger, Spazio ORR, Michael E. Smith, Untitled, Courtesy the artist, Galleria Zero, Spazio ORR, Marco Ghigi collection
Feasts of Hunger, Spazio ORR, Giulia Cenci, Aprile 5084, Courtesy the artist, Spazio A, Spazio ORR