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Presentato come fosse l’apertura di un locale notturno, con tanto di appellativo accattivante – FAUST – il festival che apre i battenti domani a Torino sarà sicuramente un successo: di pubblico, di nomea e, mettiamolo in evidenza, per i contenuti.
Faust Festival porta la firma di Gianluigi Ricuperati che ha l’obiettivo, con questo ‘strumento aggregativo’, di fare ‘educazione pubblica’ in un momento in cui Torino si professa la capitale del contemporaneo. Visto che nessuno l’ha fatto – museo e fondazioni – ci ha pensato lui; e meno male, viene da pensare, visto il programma che da giovedì 1 a domenica 4, porta a Torino personalità di diversi ambiti: fotografi, filosofi, artisti, scrittori, architetti, curatori (anche IL curatore per antonomasia, Hans-Ulrich Obrist), design, galleristi..ecc.

Gratuito, multidisciplinare, diffuso in luoghi ‘interessati’ – tutto fila, dunque, per fare progettualità culturale – in pratica, spiega Recuperati, “nella pratica si tratta di occupare una via, Via della Rocca – una via particolare che ha una storia e un significato, ma non è una delle vie che i non torinesi conoscono molto – ed entrare dentro negozi, magazzini, altre attività e disseminarle di mostre, lezioni, talk, discussioni pubbliche, invitando alcuni tra le migliori menti della contemporaneità”.

Accanto ai vari talks – solo per citarne alcuni, Italo Rota, Giovanni Vattimo, Stefano Graziani, Patricia Urquiola – ci attendono anche sei mostre tra cui “Dreamachine” di Cerith Wyn Evans, Brion Gysin e William Burroghs; “Carnar ou Les Alignements” di Stefano Graziani; “Bearing Strangers” di Italo Rota.

Sempre in via della Rocca, al civico 41, Books as Living Exhibitions: Giorgio Griffa / prima edizione del 1967 “Guy Debord’s La sicieté du spectacle” – Nucle – Boolean Postcard / rara edizione del Faus di Anne Inhof.

Anche se il taglio didattico non è molto sulle mie corde direi che il programma è allettante e per tutti i gusti e necessità. Speriamo che il pubblico non sia né omogeneo né tanto meno sprovvisto di quella curiosità che, visti i tempi, manca decisamente, per lasciare il posto alla morbosa e banale necessità di spiare le vite, gli usi e costumi di personaggi altrettanto banali e, in fondo in fondo, insipidi.

Forza, dunque, dopo aver visitato Artissima e qualche altra fiera ‘satelline’, buttato l’occhio in un pario di fondazioni, gallerie e no-profit, magari, sedersi ad ascoltare discorsi e chiacchiere interessanti sarà sicuramente benefico e nutriente.

Gli Ospiti: Hans-Ulrich Obrist, Patricia Urquiola, Gianni Vattimo, Heidi Julavits, Leonardo Caffo, Italo Rota, Alessandro Calabrese, Carolyn Christov-Bakargiev, Stefania Fersini, Dean Kenning, Donatien Grau, Nucleo, Emiliano Ponzi, Stefano Graziani, Giorgio Griffa, Maurizio Cilli, Zak Kyes.
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