Family Matters, l’appuntamento “che raccoglie il lavoro di artisti di diverse generazioni e attivi nell’area bolognese”, organizzato da Gelateria Sogni di Ghiaccio di Bologna, giunge alla seconda edizione. Come specificato nello statement, si tratta di “un progetto che indaga sulle fasi di esposizione e fruizione di una mostra collettiva”: già, perché le otto mostre dedicate agli altrettanti artisti invitati – MRZB, Milena Rossignoli, Gianni D’Urso, Francesca Bertazzoni, Vincenzo Simone, Filippo Tappi, Edoardo Ciaralli e Nicola Melinelli – non costituiscono delle personali, bensì dei “pezzi dell’intero progetto”, il quale si configura proprio come “una mostra collettiva, ampliata nel tempo ma non nello spazio”. Abbiamo così voluto raccogliere le testimonianze dei primi quattro protagonisti che si sono succeduti nello spazio bolognese, col ritmo di un intervento ogni quattro giorni. Non un’intervista canonica, ma una vera e propria raccolta di pensieri connessi alle loro esperienze. Parola, quindi, a MRZB, Milena Rossignoli, Gianni D’Urso e Francesca Bertazzoni.

MRZB, STILI DRAMA XVIII-XXI, veduta della mostra presso Gelateria Sogni di Ghiaccio. Cortesia degli artisti e Gelateria Sogni di Ghiaccio
MRZB, STILI DRAMA XVIII-XXI, veduta della mostra presso Gelateria Sogni di Ghiaccio. Cortesia degli artisti e Gelateria Sogni di Ghiaccio

MRZB: STILI DRAMA XVIII-XXI è un primo frammento di un lavoro in fieri che procede in modo episodico, orientato alla decostruzione di un’opera filmica. Le opere presentate a Gelateria Sogni di Ghiaccio sono studi, scatole di finzione e costruzioni di realtà realizzate per mezzo di artefici che svelano il proprio inganno.
STILI DRAMA XVIII-XXI ha visto lo sviluppo di quattro scene centrali al corpo del progetto, in cui la compressione e decostruzione dello spazio urbano diviene soggetto “filmico” di un mondo fantastico in cui un personaggio grottesco, Stili, vive chiuso in un alto palazzo vetrato. Dall’interno di questa piccola realtà domestica schizofrenica, caleidoscopica e allucinatoria, Stili osserva un mondo esterno che si fa accumulo della marginalità e dello scarto e si mostra quale spazio di proliferazione del fantastico, del mostruoso, dell’abnorme, del deviante, dell’ibrido e del soprannaturale.

Milena Rossignoli, fiù, veduta della mostra presso Gelateria Sogni di Ghiaccio. Cortesia dell’ artista e Gelateria Sogni di Ghiaccio
Milena Rossignoli, fiù, veduta della mostra presso Gelateria Sogni di Ghiaccio. Cortesia dell’ artista e Gelateria Sogni di Ghiaccio

Milena Rossignoli —
Ero a Gorliz, durante “Aste Nagusia” di Bilbao. Irati mi mostrava come fluttuare in aria legandomi una corda da parapendio mentre ci allontanavamo dalla folla. La ringraziavo e mi facevo dare la corda per provare. Avevo capito che con un gioco di tensioni tra lo spingere e il tirare, curvando il tessuto dei miei vestiti, riuscivo a volare sostenendomi da sola. Vedevo il mare tra le terrazze dei vari palazzi che per un pelo schivavo. Riconoscevo architetture sia vasche che catalane ma anche simili alla Vucciria. Decidevo di atterrare sul terrazzo più alto da dove scorgevo la mia cricca bolognese che festeggiava in lontananza da un balcone, seduti a terra con delle Moretti. Decisi di raggiungerli per fargli una sorpresa ma mentre mi avvicinavo perdevo il controllo della tecnica di volo e precipitavo. Una folata fortuita mi aiutò ad arrivare al balcone giusto, cadendo addosso a tutti insieme a piccoli detriti trasportati dal vento. Mi svegliai ridendo.ù

Gianni D’Urso, I was born to do this, veduta della mostra presso Gelateria Sogni di Ghiaccio. Cortesia dell’ artista e Gelateria Sogni di Ghiaccio
Gianni D’Urso, I was born to do this, veduta della mostra presso Gelateria Sogni di Ghiaccio. Cortesia dell’ artista e Gelateria Sogni di Ghiaccio

Gianni D’Urso —
Ho il pullover e la giacca di pelle
No non ho freddo e sono un ribelle
E va bene, non ho niente nella testa
Può anche darsi, però adesso basta
Sì mamma basta basta
Sono un ribelle, l’ho deciso
E non m’importa di essere capito.

Francesca Bertazzoni, principi di pulsione, veduta della mostra presso Gelateria Sogni di Ghiaccio. Cortesia dell’ artista e Gelateria Sogni di Ghiaccio
Francesca Bertazzoni, principi di pulsione, veduta della mostra presso Gelateria Sogni di Ghiaccio. Cortesia dell’ artista e Gelateria Sogni di Ghiaccio

Francesca Bertazzoni —
principi di pulsione all’interno di Family Matters 2, è una visione personale, ma omogenea, dello slancio necessario e istintuale verso cose che aiutano a star bene, danno forza, perciò a maggior ragione nei momenti difficili, vanno alimentate e tenute vicine. In buona parte restituzione delle memorie di pratiche che dalla primavera-estate 2020 sono entrate a far parte del mio quotidiano, divenendo sempre più familiari, principi di pulsione è sorta di campionatura di fonti di energia vitale, utili a ritrovare un equilibrio perduto. Equilibrio che come nel camminare lunghe distanze – con il focus a un obiettivo da raggiungere e un occhio sempre alla linea bianca che delimita la carreggiata, definendo direzione e spazio di pertinenza (sicurezza) del camminatore: quello che sta alla sua sinistra – dipende sempre dalla postura. 

Family Matters 2
Dal 4 giugno 2021 al 16 luglio 2021
Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, Via Tanari Vecchia 5
gelateriasognidighiaccio.com