Fabio Marco Pirovino – Party Povera – Istituto Svizzero di Roma con sede a Milano.Foto di Emanuele Biondi

Una mostra che oscilla tra il glaciale e l’ironico, tra il labirintico e il cristallino… Non serve un filo d’Arianna, per entrare nel concetto o per trovare la porta d’uscita della sua mostra all’ Istituto Svizzero di Roma (con sede a Milano). Seguendo l’intuito o perdendosi tra le 7 pareti mobili, scopriamo un originale attraversamento della pratica artistica. Iniziando già dal titolo, Party Povera ,   l’artista svizzero Fabio Marco Pirovino , ironizza con luoghi comuni, antropologici e artistici. Da frasi stereotipate come “The party is better”, “The party is over” alla corrente dell’ Povera. Anche la fruizione della mostra si rivela bizzarra. Le 7 pareti in ‘movimento’ – sono di polistirolo su ruote – cambiano ogni settimana disposizione cosicché l’esposizione assumerà sempre nuovi connotati per tutta la durata di apertura. Giochi linguistici dunque, prove percettive, ma anche elucibrazioni numeriche: vigono sia nell’allestimento che nei disegni su carta, ferree regole che si basano sulla sezione aurea, sull’unità A4, ma anche 7 pareti che cambieranno 7 volte secondo 7 soluzioni diverse. Su ogni parete ci sono 7 disegni (disposti con diverse soluzioni sui due lati delle pareti) in formato A4, e sommati sono 49 (7×7=49).

Pirovino, dunque, al demoniaco 666, oppone un 777.

Gli appassionati di numerologia, avranno di che divertirsi. Ho trovato che …. “Tale numero fu considerato simbolo di santità dai Pitagorici. I Greci lo chiamarono venerabile, Platone anima mundi. Presso gli Egizi simboleggiava la vita. Il numero sette rappresenta il perfezionamento della natura umana allorché essa congiunge in sé il ternario divino con il quaternario terrestre. Essendo formato dall’unione della triade con la tetrade, esso indica la pienezza di quanto è perfetto, partecipando alla duplice natura fisica e spirituale, umana e divina. É il centro invisibile, spirito ed anima di ogni cosa. Il Sette è il numero della piramide in quanto formata dal triangolo(3) su quadrato(4). Quindi il sette è l’espressione privilegiata della mediazione tra umano e divino.” Affascinante, senza dubbio. Giocoso, non c’è che dire… un po’ esagerato anche. Ma un’esagerazione che corrobora la sua giocosa presa in giro del mondo dell’arte: sistema presentato come spazio di libertà e privo di regole.

Ho apprezzato il testo che introduce la mostra, dove, si presenta il progetto di Pirovino come un’ipotesi, o come un sistema chiuso di continui tentativi, uno spazio di indeterminatezza e, soprattutto, di indipendenza. Hanno ‘scomodato anche Wittgenstein che scrisse: “come può una regola insegnarmi cosa devo fare a questo punto?”. Quale punto? Questo punto ‘.’ O quale?

Fabio Marco Pirovino /  Party Povera

ISR – Sede di Milano

fino al 3 novembre 2012

Fabio Marco Pirovino, Party Povera, 2012, Istituto Svizzero di Roma (con sede a Milano) Foto: Emanuele Biondi

Fabio Marco Pirovino, Party Povera, 2012, Istituto Svizzero di Roma (con sede a Milano) Foto: Emanuele Biondi