Wyatt Kahn,   Installation at T293 Rome,   September 16 – October 22,   2013.

Wyatt Kahn, Installation at T293 Rome, September 16 – October 22, 2013.

Condensa secoli di storia dell’arte la mostra personale di  Wyatt Kahn, ospitata nella sede romana della galleria T293. Studi prospettici, tecniche di spazio illusorio, pittura stratificata, non ultima, la stampa. Discipline e teorie condensate in tele minimali e sghembe che, non rivelando subito i loro segreti, suggeriscono attente e mirate osservazioni. Il grande spazio della galleria è intervallato da grandi ‘dipinti’ o, rinfrescando i nostri studi sul Rinascimento, sarebbe più appropriato chiamarli finestre prospettiche. Sotto il sottile strato di lino che ricopre per intero le superfici delle tele, c’è dunque una ‘finestra’ illusoria, dove sarà possibile misurarsi con le regole prospettiche che hanno governato (o imprigionato) per secoli la storia della pittura italiana (al nord era meno insicuri e si affidavano con più patos, alle segrete prospettive date dalla natura e non dalla geometria). Ecco allora che Wyatt Kahn suggerisce tratti di cornici, linee di profondità, qualche orizzonte, dei piani sovrapposti. L’illusoria finestra, potenzia la nostra smania di visionarità nel momento in cui ci accorgiamo che, sotto la leggera stoffa si nascono strati di colore accesi: blu, rossi, verdi. Da immaginare o intuire, osservando attentamente le superfici abbiamo la sensazione di vedere il colore, di percepire la profondità, di sentire o provare un ‘oltre’. Se distratti, però, torniamo ad osservare piatte superfici spaccate e ricomposte da una mente cocciuta che, con perizia, ha sistema tutti i pezzi del puzzle tanto da formare quadri e rettangoli perfetti.

Quando l’artista ci cimenta con l’altra serie di superfici,  irregolari, malferme e fuori controllo, sembra aver viaggiato da Roma-Firenze (unico punto di fuga) verso le Fiandre, Anversa,  Bruxelles (punti di fuga multipli). Si disintegra la finestra prospettica, implodono le linee d’orizzonte per intricarsi in ammassi di linee sghembe. Dalle forme (quasi) perfette, ora passiamo a delle superfici ammassate, ai rettangoli ordinati, ora vediamo delle tavole dalle sagome irregolari, che richiamano alle mente delle formazioni rocciose, dei grumi di materia o, come suggerisce il comunicato stampa, delle larghe distese di terra.

L’artista, nel suo percorso a ritroso nella storia dell’arte, si immerge in modo originale (e passionale, visti i risultati) anche nella tecnica della stampa. Nella stampa adiacente alla sala principale, non visibile a pubblico (ma basta chiedere!), l’artista presenta una serie di opere dove si cimenta con una rudimentale tecnica di stampa. Immerge le tele che solitamente utilizza per coprire i quadri in denso inchiostro nero per poi ristenderle su fogli di carta per dar vita a degli ombroso e umorali paesaggi ‘in nero’. Mi ricordano la pittura romantica, i cieli indescrivibile del Turner.. ma penso sia tutta un’altra storia.

Wyatt Kahn Untitled,   2012 oil on polypropylene / olio su polypropylene each: 50.80 x 66.04 cm Courtesy T293 Napoli/Roma

Wyatt Kahn Untitled, 2012 oil on polypropylene / olio su polypropylene each: 50.80 x 66.04 cm Courtesy T293 Napoli/Roma

Wyatt Kahn,   Installation at T293 Rome,   September 16 – October 22,   2013

Wyatt Kahn, Installation at T293 Rome, September 16 – October 22, 2013

Wyatt Kahn,   Untitled,   2013,   linen on canvas : lino su tela,   182.88 x 162.56 cm,   Unique

Wyatt Kahn, Untitled, 2013, linen on canvas : lino su tela, 182.88 x 162.56 cm, Unique