Prende avvio l’ 8 e 9 dicembre 2012 a Cosenza, il progetto a cura di Tania Bruguera e Cristiana Perrella: VIVA Performance Lab, FESTIVAL DEDICATO ALLA PERFORMANCE (promosso da Comune di Cosenza | MAXXI Arte | UniCAL)

In questi due giorni dedicati ai linguaggi dell’azione, dell’happening, del comportamento, sono stati invitati 8 artisti internazionali + 8 artisti under 35. Otto le direzioni del loro lavoro:  la denuncia sociale e politica di Tania Bruguera, l’ironia e la realtà grottesca di Yoshua Okón, l’identità individuale e collettiva di Adrian Paci, le tattiche di disturbo di Núria Güell, le situazioni paradossali di Cesare Pietroiusti, la guerriglia comunicativa di Minerva Cuevas, la realtà magica di Francesca Grilli e il sovvertimento dei codici di comunicazione di Aníbal López.

I partecipanti al workshop, scelti attraverso un bando internazionale, sono MaraM (Napoli, 1979), Alessandro Fonte e Shawnette Poe (Polistena –RC, 1984; Varsavia, 1980), Luca Pucci (Assisi, 1984), Franco Ariaudo (Cuneo, 1979), Ioana Paun (Cluj-Napoca, 1984), Diego Cibelli (Napoli, 1987), Leonardo Zaccone – (Roma, 1978) Letizia Calori (Bologna, 1986) & Violette Maillard (Bourg La Reine, 1984): 8 artisti under 35 che approfondiranno il loro lavoro con la guida di Cristiana Perrella e Tania Bruguera e al termine della formazione saranno inseriti con le loro azioni nel programma del festival. Per il programma completo: www.vivacosenza.it

Alcune domande a Tania Bruguera e Cristiana Perrella. 

ATP: Si può tracciare un filo rosso tra gli otto artisti internazionali scelti per il progetto VIVA Performance Lab che si svolge a Cosenza?

Cristiana Perrella: A parte la provenienza dall’area culturale latina, direi l’interesse per l’azione nello spazio pubblico, che metta in discussione i codici normativi che ordinano la nostra società: codici culturali, economici, comportamentali, politico-sociali. Sono artisti impegnati ad usare l’arte come strumento di pensiero collettivo.

ATP: Molti degli argomenti trattati dagli artisti sono infatti indirizzati a sensibilizzare su temi sociali e collettivi: dalla denuncia sociale e politica di Tania Bruguera, alle riflessioni sull’identità individuale e collettiva di Adrian Paci, alle tattiche di disturbo di Núria Güell, solo per citarne alcuni. Emergono delle urgenze a cui dovremmo porre particolari riflessioni?

Cristiana Perrella: Agiamo in un particolare momento storico in cui è richiesta una presa di coscienza della crisi del sistema sociale, prima che economico, in cui abbiamo vissuto finora ed energia rivolta al cambiamento.  La scelta di performance tutte volte a temi sociali intende segnalare la necessità di guardare alla realtà con più consapevolezza e di predisporsi ad un atteggiamento attivo.

ATP: Ci saranno delle performance che coinvolgeranno il pubblico in prima persona? Quali?

Cristiana Perrella: Si, Cesare Pietroiusti venderà banconote in cambio di sguardi, Minerva Cuevas manderà un falso promotore finanziario a cercare di vendere Cosenza ai passanti che affollano la via dello shopping natalizio,  Franco Ariaudo organizzerà una corsa podistica di dieci chilometri  in cui arte e sport lavorino insieme a sollecitare la mente e il corpo.

ATP: C’è un intervento che più di altri sembra toccare ‘nel vivo’ la società sia locale che globale. Penso a ‘Colombia Ora’. Il progetto prevede l’inserimento di una pagina su Calabria Ora – il quotidiano della città di Cosenza – con una serie di notizie proveniente dalla Colombia che riguardano temi che vanno dalle previsione metereologiche alla cronaca nera. L’intervento non sarà comunicato e le persone che leggeranno Calabria Ora, scopriranno leggendo, questo – per molti versi – surreale intervento. Mi racconti com’è nata l’idea di ‘Colombia Ora’?

Tania Bruguera: Avevo in mente un progetto differente per l’intervento nel quotidiano ma, mentre stavamo viaggiando in macchina verso l’ufficio di Calabria  Ora, parlando con il vice direttore Davide Varì, abbiamo condiviso molte vicende sui problemi specifici della regione Calabria e il modo in cui la città  funziona e si sviluppa. Quando è giunto il momento di sederci intorno al tavolo per discutere del progetto, l’idea che poi abbiamo deciso, è nata in modo spontaneo e sembrava la più azzeccata. I giornalisti e i redattori che erano con noi all’incontro, si sono messi a ridere  (questo è stato un segno che stavamo andando nella giusta direzione)  e sono stati subito entusiasti soprattutto nel pensare alle conseguenze che avrebbero avuto questo intervento nei lettori.  Nell’ambito del progetto c’è anche la possibilità di  intervistare uno dei ‘boss’ dell’  ‘ndrangheta che è in questo momento è sotto protezione della polizia. Le domande che gli ho spedito sono: Qual è il ruolo che assegni alla cultura? Come immagini una società migliore?  Cos’è per te la lealtà? Puoi dirmi alcuni nomi di ‘boss’ che collezionano arte?

ATP: Azioni e comportamenti: da sempre la fisicità del performer è molto più incisiva di molti altri medium utilizzati nell’arte contemporanea per veicolare determinati linguaggi. Noti una particolare differenza tra le due generazioni di artisti a confronto nella manifestazione?

Tania Bruguera: La performance è un medium che lavora con la memoria esperienziale, con gli spazi dell’incertezza della società, ma è al tempo stesso un promemoria sociale. Per quanto riguarda la scelta degli artisti, abbiamo invitato quelli tra i più conosciuti che avessero delle esperienze nell’insegnamento, in modo da poter mettere la loro esperienza  in dialogo con le più giovani generazioni, come quelli che stanno lavorando ora ai laboratori. C’è una seconda sezione tra gli artisti che abbiamo invitato, tra cui alcuni più giovani il cui lavoro ci è parso molto solido. Poi c’è il gruppo dei “laboratoristas”: uno straordinario insieme di giovani artisti proveniente da tutta Italia (tra questi anche un ragazzo dalla Romania, che ha una formazione italiana).  L’idea  dei “laboratoristas” è di avere prima una lunga discussione attorno al loro lavoro, e poi con tutti gli altri artisti del progetto per un  ‘think tank’ collettivo. Per noi curatori è molto importante unire e mettere in relazione tutti i lavori nei giorni del  festival; non vogliamo ci sia nessun tipo di gerarchia. Una cosa che abbiamo creato per il festival è la ‘Harald Szeemann table’: un omaggio all’ultimo curatori con cui abbiamo lavorato sia Cristiana che io.  Ogni volta che abbiamo lavorato con lui, alla fine di ogni dura giornata di lavoro, tutti gli artisti della mostra si sedevano per mangiare con lui e per parlare di arte per ore (capitava spesso che la conversazione finisse quando il padrone del ristorante, alla fine decideva che era tempo di chiudere). Da allora sono nate forti amicizie tra gli artisti che partecipavano e vorremmo che succedesse la stessa cosa in questo festival.

ATP: Ci sono dei temi comuni che emergono dagli otto artisti under 35?

Cristiana Perrella: I lavori degli artisti più giovani sono tutti molto diversi, pur mostrando alcuni punti di vicinanza:  Fonte e Poe hanno in comune con Ioana Paun l’interesse per il tema degli immigrati, MaraM  con Calori & Maillard la predilezione per lo sforzo inutile, non produttivo,  Franco Ariaudo  e Luca Pucci l’ambizione di portare lo scarto costituito dal gesto artistico all’interno di contesti molto diversi, regolati da norme ben precise.

Tania Bruguera: Un intenso interesse per essere parte attiva della società. Guardando le opere, sembra chiaro che l’arte non può  più essere un’azione passiva, né per l’artista né per lo spettatore.