Milano Film Festiva,    Parco Sempione

Milano Film Festiva, Parco Sempione

Inaugura domani, 5 settembre, la 18° edizione del Milano film festival. L’immagina guida mi sta molto simpatica – un pappagallo – così come le motivazioni che lo giustificano: “…il pappagallo gode di una fama ambigua: è un animale testardo, ripetitivo e ridondante. .. Allora persistiamo e cantiamo, facciamo sempre quel verso, ripetitivo ma necessario: ‘Il cinema è un atto pubblico, il cinema è un atto pubblico, il cinema è un atto pubblico…’. Felici, come pappagalli.”

La 18° edizione prosegue il percorso iniziato dai due direttori Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini, che anche quest’anno curano un festival attento alle nuove produzioni e al cinema indipendente, che presenta circa 200 opere in arrivo da tutto il mondo, tracciando un percorso tra le più coraggiose cinematografie internazionali, raramente visibili in sala, tra anteprime e incontri con i talenti emergenti.

Vastissimo il programma LINK

Tra i tanti appuntamenti ATPdiary ha messo a fuoco quello curato da Davide Giannella, verniXage, giunto al suo terzo anno. La sezione indaga le aree interstiziali tra il sistema dell’arte contemporanea e quello del cinema, focalizzando quest’anno la propria ricerca sulle possibilità e le modalità di applicazione, distribuzione, fruizione e racconto dell’arte cinematografica.

Now Showing: Austerity Measures a cura di Jõao Laia e Andrey Shental / AA.VV. / UK / 2012  - MFF,   Milano

Now Showing: Austerity Measures a cura di Jõao Laia e Andrey Shental / AA.VV. / UK / 2012 – MFF, Milano

Alcune domande a Davide Giannella

ATP: Anche quest’anno ti cimenti nella terza edizione di VerniXage, rassegna che indaga le aree interstiziali che si creano e si posso creare tra il sistema dell’arte contemporanea e quello del cinema. Cosa ha di particolare questa edizione rispetto a quelle precedenti?

Davide Giannella: Rispetto alle edizioni precedenti una differenza radicale l’ho riscontrata soprattuto in fase di pianificazione e selezione degli autori e dei loro lavori. Come tutti gli attori del sistema culturale italiano anche il Milano Film Festival e di conseguenza verniXage, si è dovuto confrontare con la possibilità di utilizzare budget piuttosto risicati. Più che un restringimento, è stato un cambio di prospettiva. Credo sia stato utile per innescare un processo di selezione più accurato e sia stato anche un ottima spinta a sviluppare una collaborazione più attenta ed efficace, assieme a un dialogo più diretto, con gli autori coinvolti. Trovo questo aspetto fondamentale, perché mi è sembrata una crescita da parte di una struttura ampia e articolata come quella di un festival di cinema, che spesso rischia di inglobare al suo interno troppe tematiche e di disperdere quindi contenuti e relazioni con gli artisti, soprattutto nel caso di sezioni più sperimentali come verniXage.

ATP: Quali autori presenterai e con che opere?

D.G.: Joao Laia e Andrey Shental presentano ‘Now Showing: Austerity Measures’. Viene investigata la nozione di austerità come uno strumento creativo per la sperimentazione visiva e le analisi sociali. Il progetto è costruito secondo il found footage di diversi film che, accorpati in un unico programma, criticano l’estetica immacolata della cultura mainstream con particolare sottigliezza; possono essere quindi letti come una parodia della recessione estetica delle nuove misure conservative, tanto quanto, una critica alla precedente politica liberale che ha stimolato un consumismo sfrenato e che ha portato alla situazione attuale.  Luca Trevisani, con ‘Frozen Flames’, si concentra invece sul tema dell’acqua e dei suoi passaggi di stato. Li rende protagonisti del film stesso. L’acqua ci mostra come stanno le cose, che niente è stabile, che il flusso del tempo e il logorio degli eventi ci forza ad aprirci al mondo.  È una serie infinita di forme, relazioni e contenuti. L’idea progettuale di fondo è quella di costruire un arcipelago di forme, raccolte in un ecosistema fragile, spettacolare ed effimero, e di indagarlo con la macchina da presa.  La coesistenza di forme e di suoni, generati dal lavorio dell’acqua, porterebbe a una rete che cancella i confini tra le singole opere, per costruire un’ unica  costruzione in movimento, un ambiente fatto di forme fluttuanti e vive. È un uso strumentale delle leggi di natura, viene inscenato in modo plateale ed esibito sfacciatamente.   Invernomuto danno vita a ‘Negus – Echo Chamber’,   uno spettacolo audiovisivo teso tra la rappresentazione cinematografica e la performance musicale. Una proiezione monocanale e una colonna sonora realizzata dal vivo e diffusa attraverso il sound system Prince Healer, installato all’interno del TeatroStudio di Milano, interagiranno durante tutta la durata dello spettacolo. Negus – Echo Chamber, è parte del progetto in fieri Negus – il cui primo capitolo è stato presentato all’ultimo Premio Furla – si ispira a fatti storici avvenuti in epoca fascista e tende una linea di connessione tra Italia, Etiopia e Giamaica, dalla piazza di Vernasca, alla comunità rasta di Shashamane. Tra le molte partecipazioni al progetto, quella suggestiva del padre della musica dub, Lee “Scratch” Perry.

ATP: Tre opere molto differenti, scelte per mettere a fuoco un tema coniugato in tre differenti tagli: la produzione, la distribuzione e la fruizione. Sopratutto in merito a questo ultimo aspetto (la ‘fruizione’), cosa differenzia un’opera cinematografica da queste tre opere – art cinema – che presenti a verniXage?

D.G.: Nel caso di ‘Now Showing: Austerity Measures’, basato sull’utilizzo di immagini di bassa qualità, viene creata una certa dissonanza con le abitudini percettive ormai registrate sull’alta definizione, sulla nostra percezione abituale del grande schermo.C’è un rimando ad una certa tattilità e quindi corporalità che queste immagini portano con se rispetto alla freddezza e alla distanza creata dalle immagini in HD. Il lavoro di Joao Laya e Andrey Shental ci pone in maniera differente rispetto a ciò che vediamo riportato sullo schermo, ci rianima come spettatori, riapre delle relazioni -anche attraverso possibili critiche- con lo spettatore e ne riattiva il ruolo di osservatore attivo all’interno della sala di proiezione.  Con ‘Frozen Flames’ invece, si pone la questione della fruizione di uno stesso progetto e delle tematiche da esso veicolate, a seconda dei contesti in cui questo verrà presentato. Il film è pensato come un punto di partenza, una piattaforma dalla quale gli stessi contenuti troveranno articolazioni e realizzazioni di volta in volta differenti, che si tratti di festival cinematografici, musei, gallerie, rete. A mio modo di vedere innesca una importante riflessione su come questi progetti possano sopravvivere nel tempo, di come non possano più essere considerati semplici feticci immobili o facilmente godibili e di come grazie alle capacità degli autori possano adattarsi a pubblici e contesti culturali differenti.  ’Negus – Echoes Chambers’ è di per se un progetto sfaccettato. Realizzato in esclusiva per questa occasione, pone fisicamente il pubblico nello spazio scenico, rende un rapporto organico tra immagini in movimento, performance musicale, elementi installativi, spazio ospitante e fruitore. Inoltre l’unicità della serata, richiede a monte una necessaria partecipazione e quindi una maggiore consapevolezza da parte del pubblico, invitandolo ad andare oltre la passività che dal secondo dopoguerra caratterizza la fruizione cinematografica e riportandolo per certi aspetti alle origini del cinema, quando le sale di proiezione erano appunto luoghi di ricreazione, partecipazione ed espressione comunitaria in senso lato.

?Invernomuto / Negus - Echoes Chamber  / Italy / 2013 / HD / 40'? ,   MFF,   Milano

Invernomuto / Negus – Echoes Chamber / Italy / 2013 / HD / 40′? , MFF, Milano

ATP: Una delle maggiori difficoltà che incontrano gli artisti che si mettono alla prova con il linguaggio cinematografico è quella di trovare i fondi per la produzione. Un esempio ne sia la campagna di  crowdfunding  iniziata dagli Invernomuto per produrre una delle loro ultime produzioni. Come risolvere questo importante problema? Consigli?  

D.G.: Quello che sollevi è un punto fondamentale per questo genere di produzioni o lavori. Provo a condividere alcune riflessioni anche se non so se possano essere davvero risolutive. Credo che uno dei problemi maggiori stia nella difficoltà di far collimare appunto due sistemi produttivi e distributivi così distanti. Se dal punto di vista linguistico ci sono sempre maggiori commistioni e scambi tra arte e cinema, il divario tra artisti e mondo del cinema rimane piuttosto ampio, soprattutto in termini di botteghino. In ambito artistico invece rimane la grossa difficoltà di rendere collezionabile un prodotto cinematografico. Di fondo credo che una buona via per un artista possa essere quella di declinare il lavoro filmico in qualcosa di materiale o quantomeno di saperlo volgere  in termini installativi, anche se mi rendo conto che questa possa sembrare in alcuni casi una soluzione posticcia o quantomeno non del tutto sentita o sincera. Rispetto al crowfunding, che vedo molto più adatto ai progetti nettamente cinematografici, ho qualche perplessità perché credo che rischi di sminuire il lavoro degli artisti, a meno che anche la ricerca dei fondi diventi definitivamente parte del processo artistico. Un’altra possibilità nella quale spero molto, è la crescita di case di produzione e distribuzione indipendenti che credono maggiormente in questo tipo di progetti, così come con piacere noto che sempre più istituzioni museali a livello globale si stanno attrezzando per ricevere e riprodurre su grande schermo i film d’artista. Anche i festival oltre ad essere vetrina, possono diventare produttori e distributori, quantomeno di parti del lavoro o, vista la loro modulabilità, in relazione a specifici progetti, come accaduto in questo caso al MFF proprio con il lavoro di Invernomuto. 

Luca Trevisani  / Frozen Flames/ Italy / 2013 / HD / 40',   MFF,   Milano

Luca Trevisani / Frozen Flames/ Italy / 2013 / HD / 40′, MFF, Milano Foto: Sara Sofia

MFF2013 / Frozen Flames / Vernixage from Milano Film Festival on Vimeo.

Programma
Now Showing: Austerity Measures a cura di Jõao Laia e Andrey Shental / AA.VV. / UK / 2012 / Various Formats / 52′? (ven 06 alle 17:00 in Spazio Oberdan)
Questo programma investiga la nozione di austerità come uno strumento creativo per la sperimentazione visiva e le analisi sociali. I film presentati in questo programma sono un esempio di nuovi linguaggi filmici che utilizzano e riflettono l’immaginario visivo e i contesti sociali contemporanei.
Luca Trevisani  / Frozen Flames/ Italy / 2013 / HD / 40′ (sab 07 alle 19:00 in Teatro dell’Arte)
?L’acqua, il suo ciclo e i suoi vari passaggi di stato sono i protagonisti di questo progetto in via di definizione che verrà presentato da Luca Trevisani al Milano Film Festival. Il film porta a differenti riflessioni sulla condizione umana, il suo rapporto con la natura e la simbologia a essa correlate.
?Invernomuto / Negus – Echoes Chamber  / Italy / 2013 / HD / 40′? (ven 13 alle 22:00 in Teatro Studio)
Negus – Echo Chamber, in esclusiva per il Milano Film Festival, è parte del progetto Negus che si ispira a fatti storici di epoca fascista e che tende una linea di connessione tra Italia, Etiopia e Giamaica, con suggestive partecipazioni come quella di Lee Scratch Perry.