Urs Lüthi - Agne Raceviciute,   viafarini 2013,   foto: Davide Tremolada

Urs Lüthi – Agne Raceviciute, viafarini 2013, foto: Davide Tremolada

Fino al 23 novembre è allestita negli spazi di viafarini DOCVA, la mostra di due artisti molto diversi per generazione e linguaggio.  Agne Raceviciute e  Urs Lüthi dialogano con le loro opere per assonanze e sfumature concettuali. 

Alcune domande al curatore della mostra Simone Frangi

ATP: Da dove è nata l’idea di mettere in dialogo due artisti di due generazioni diverse: Urs Lüthi e Agne Raceviciute?

Simone Frangi: La doppia personale di Urs Lüthi (1947, Kriens) ed Agne Raceviciute (1988, Klaipeda), ritraccia la storia discreta di un rapporto di stima reciproca tra un’artista emergente di origini lituane ed una delle figure tutelari del suo lavoro. Come dichiariamo nel comunicato stampa il “colloquio” che avevamo in mente di rilanciare allo spettatore aveva la forma di una corrispondenza biunivoca, di un gioco alla pari restituito in un secco diagramma di transiti e permanenze. Urs getta evidentemente una luce trasversale in molte pratiche artistiche, giovani o storicizzate, ed Agne aveva un modo particolare, strategico e non letterale, di raccogliere questa influenza. La mostra è concepita come una piattaforma, non esaustiva, di questo incontro, in cui i lavori selezionati tracciano traiettorie parallele nell’articolazione di un ambito di ricerca coeso e pertinente. Il progetto, realizzato con Achille Pinto S.p.a. fino ad alcuni elementi tecnici, rappresenta inoltre un ottimo esempio di interazione tra arte ed impresa.

ATP: Nonostante la lontananza anagrafica, i due artisti hanno percorso affini ‘sentieri’ tematici. Mi racconti i punti di tangenza del loro lavoro?

S.F.: La lontananza anagrafica e la distanza “geografica” nel panorama della produzione contemporaneo sono proprio le due componenti che abbiamo cercato di annullare.  Grazie ad un allestimento volutamente tradizionale, che cerca appena di spostare l’asimmetria del luogo d’esposizione, abbiamo impostato un serrato dialogo intergenerazionale, carico di filiazioni, equivalenze e isomorfismi. Lüthi e Raceviciute condividono un medesimo approccio alla fotografia in bianco e nero, prolungata spesso in installazione e scultura, insieme ad una fascinazione per l’universo del vestiario e per le figure complementari della maschera e del velo.  L’aver messo in relazione nel modo il più chiaro possibile tre corpi di lavori complementari, ci ha permesso di delimitare, senza concluderla, una zona di ricerca comune in cui l’esplorazione ambivalente dei meccanismi di mimetismo, di trasformismo e di sovrapposizione al paesaggio. Abbiamo molto coscientemente presentato in mostra l’ultima produzione di Urs, evitando di affidarci ai primi lavori, non volendoli feticizzare né il personaggio e né ricerca artistica ma volendo misurare la fecondità del suo approccio alla fotografia ed alla scultura. Il lavoro dell’artista svizzero ha subito negli anni una lenta, costante e progressiva evoluzione che lo portava a presentare nel 2001 un padiglione dirompente alla Biennale. Le tangenze con il lavoro di Agne si dilatano su tutta questa produzione; forse il punto di forza nei due percorsi artistici è proprio la coerenza ed un talento per la variazione nell’invarianza.  

ATP: La mostra, ha come base concettuale l’ ‘assenza’, il vuoto che ‘la figura umana abbandona il paesaggio’. L’immagine che richiama questa frase è molto affascinate. Mi citi un lavoro dove, più di alti, è palapabile questo vuoto? 

S.F.: La conversazione plastica tra Lüthi e Raceviciute si appropria di un immaginario geografico fatto di soglie sceniche, sottili apparizioni e abbandoni, passandolo al vaglio di un secco processo di astrazione e riduzione. Tre elementi scultorei del complesso Territories e un lavoro fotografico della serie Spazio Umano di Lüthi  sono posti in una relazione di mutuo mirroring con gli ultimi esiti del progetto di ricerca Conclave di Raceviciute. In un equilibrio tra severa sobrietà e impalpabile vitalismo, la mostra cerca di articolare l’idea di diserzione, ovvero un abbandono volontario del proprio territorio di gioco da parte del corpo. L’umano, inteso nella sua configurazione carnale più materica, si rende presente sotto forma di eco, di risonanza. Entrambe le ricerche presentate in Viafarini sono dominate da un’idea di solidità mista ad un sentimento di disfacimento, indecise tra la presenza e la latenza. Le colonne (per la prima volta) frattagliate di Agne si accordano alle granulature delle immagini fotografiche imprendibili ed in transito di Urs ed alle macerie anonime e senza ancoraggio storico che rappresentano.

ATP: Mi dai una definizione di ‘natura morta umana’?  Nel testo di presentazione della mostra, si ha la sensazione che si consideri il copro come un ‘involucro’ che ci ospita, un abito che indossiamo. Mi sbaglio?

S.F.: Nel testo critico che accompagna la mostra qualifico i due approcci artistici che la compongono come una accostarsi ambivalente alla natura morta umana, ovvero alla figura umana trattata come se fosse una natura morta: è un’idea che ci ha permesso di comprender come Urs ed Agne, attivando un percorso di rittrattistica eterodosso, siano riusciti a rettificare uno stile pregiudiziale di rappresentazione del corpo umano: associare la fissità e la ieraticità della natura morta inorganica al senso di abbandono e di lenta deriva introdotto dal corpo. L’intera mostra è declinata in un tono di monumentalismo minore, una solidità che si abbandona senza remore al suo disfacimento. La presenza del corpo è pervasiva, pur nella sua assenza o in una forma di allusività indiretta. Immergendosi in un sentimento diffuso di caldo ed intimo languore, scultura e fotografia cercano di articolare in forma effimera quel passaggio dal corpo umano a ciò che lo “ospita”. Più che nell’ordine dell’involucro, mi sembra che Agne ed Urs si attengano al regime dell’impronta, del calco, del riverbero.

Urs Lüthi - Agne Raceviciute,   viafarini 2013,   foto: Davide Tremolada

Urs Lüthi – Agne Raceviciute, viafarini 2013, foto: Davide Tremolada

Urs Lüthi - Agne Raceviciute,   viafarini 2013,   foto: Davide Tremolada

Urs Lüthi – Agne Raceviciute, viafarini 2013, foto: Davide Tremolada

Urs Lüthi - Agne Raceviciute,   viafarini 2013,   foto: Davide Tremolada

Urs Lüthi – Agne Raceviciute, viafarini 2013, foto: Davide Tremolada

Urs Lüthi - Agne Raceviciute,   viafarini 2013,   foto: Davide Tremolada

Urs Lüthi – Agne Raceviciute, viafarini 2013, foto: Davide Tremolada