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Scopro Laurent Montaron nel piccolo spazio Pigna Project Space di Roma. Ma chi è quest’artista che tenta di rifare esperimenti di ‘comunicazioni senza fili’ di un secolo fa (The invisible message, 2011-12), che sembra intrecciare la storia del mondo con i favole o i racconti dell’infanzia (Short study on the nature of things 2011) e incide dischi di 12 pollici con strane scanalature tanto da far ‘ballare’ la puntina dello stereo in modo casuale (Kindled and put out like a light in the night)?

Mi raccontano che l’unico grande oggetto che vedo dentro la spazio espositivo, l’ha costruito interamente con le sue mani. Quest’opera si presenta come un ‘normale’ oggetto d’arredamento: un contenitore di piatti, una piccola vetrina per contenere oggetti, piccole statuine. Sin da subito si nota che c’è qualcosa di strano: la profondità del piano contenitore è divisa a metà da uno specchio che sembra sporco, riflette in modo non omogeneo, ci sono piccole ombre. Stupefacente: lo specchio è stato realizzato interamente da Laurent Montaron. Nella didascalia dell’opera leggo: ‘How can one hide from that which never sets’, 2013?; wood, glass, neon light, silver nitrate, sodium hydroxide, glucose, ammonia, nitric acid, distilled water.? 59 x 140 X 37 cm. L’artista sembra intrufolarsi nei meccanismi ‘costruttivi’ di un oggetto come tanti, funzionali e ‘normale’, per scovarne il segreto, il misterioso incastro o l’alchemica magica di come si ‘crea’ uno specchio.

Poco lontano una fotografia di quella che sembra l’entrata di una grotta. Mi spiegano che si tratta di un luogo a Roma, immortalato dallo stesso artista. Inevitabile chiedersi la strana prospettiva con la quale Montaron ha deciso di raccontare, descrivere o semplicemente, simboleggiare una città stratificata, misteriosa e affascinante come Roma. Se vista di sfuggita, l’immagine sembra mostrare le millenarie imperfezioni di una roccia, di un osso o di una membrana. Poetico il titolo: ‘All we see in slumber’, 2013.

Nel secondo vano dello spazio, ‘Diaporama’, 2013: una serie di 46 slides che mostrano due bambine incuriosite che guardano con molta attenzione delle diapositive. A questa scena si intervallano le immagini di insetti, piccoli animali, farfalle. Eccomi a guardare, allo stesso tempo, le due bambine mentre guardano delle diapositive che sto guardando a mia volta. Labirintico ma semplicissimo, questa installazione sembra girare su stessa senza soluzione di continuità, mentre scorrono volti che, per bellezza, mi ricordano i magici quadri di Georges De La Tour.

Copio e incollo il comunicato stampa per chi volesse mettersi alla prova con la ‘creazione’ di  uno specchio.

Silver nitrate, AgNO3 , 0.10 M (Dissolve 8, 5 g AgNO3 in 0.5 L of distilled water.)
Sodium hydroxide, NaOH, 0.80 M (Dissolve 16 g NaOH in 0, 250 L of distilled water.) Glucose (dextrose), C6H12O6 , 0.25 M (Dissolve 5, 1 g dextrose in 0, 125 L of distilled water.) Ammonia, NH3 , concentrated (15 M)
Nitric acid, HNO3 , concentrated (16 M) 

Laurent Montaron

fino al 21/03/2013

PIGNA PROJECT SPACE Via del Gesu’ 84 ROMA

Laurent Montaron,   Pigna Project Space,    2013,   Roma

Laurent Montaron, Pigna Project Space, 2013, Roma

Laurent Montaron ,   Diaporama,   2013 Projector Twin Rolleivision,   46 slides. Installation view,   Pigna Project Space

Laurent Montaron , Diaporama, 2013 Projector Twin Rolleivision, 46 slides. Installation view, Pigna Project Space