Lucia Leuci,   Ritornata a casa,   installazione,   dimensioni variabili,    metallo,   seta,   cuoio,   terra,   carta,   castagne,   2013,   Localedue,   Bologna

Lucia Leuci, Ritornata a casa, installazione, dimensioni variabili, metallo, seta, cuoio, terra, carta, castagne, 2013, Localedue, Bologna

E’ inaugurata da pochi giorni la mostra di Lucia Leuci ‘Sabato Pomeriggio’ nello spazio Localedue di Bologna (fino al 20 dicembre). Accompagna la mostra una testo di Marco Tagliafierro.

Il progetto si è sviluppato in una seconda tappa, nello spazio GAFF di Milano: Lucia LeuciSabato pomeriggio # 2 (dal 18 dicembre – 22 gennaio)

Alcune domande all’artista.

ATP: Partiamo dal titolo della tua mostra ospitata allo spazio Localedue a Bologna, ‘Sabato pomeriggio’. E’ inevitabile per me – ho amato molto la poesia crepuscolare – pensare ai componimenti di Gozzano e Moretti. Mi racconti il senso di questo titolo?

Lucia Leuci: Ci sono tanti tipi di periferie: la periferia è per definizione un concetto di margine, di distanza da un centro. Per cui è periferico, dunque crepuscolare, un sabato pomeriggio in provincia, ma è altrettanto periferico il sabato pomeriggio lungo un’arteria principale di una grande metropoli. E in quest’ultimo caso vorrei anche sottolineare che la distanza, il senso di marginalità è anche da intendersi in senso interiore, quasi che il fiume di persone che si ammassa lungo, per esempio, corso Buenos Aires, gli Champs-Élysées oppure Oxford Street sia anche un fiume di singoli individui che vivono al centro delle città ma enfatizzano proprio in quel momento la loro marginalità rispetto alla società contemporanea. E’ proprio in un normale sabato pomeriggio d’inverno che scopriamo come l’estrema periferia sia oggi, nel contesto urbano, il centro storico di una città.

ATP: Se il titolo della mostra mi richiama alla mente tristi pomeriggi di provincia, l’immagine allegata come invito alla mostra – un gruppo di ragazzine ‘multi-color’ in posa lungo una via commerciale – mi destabilizza. Cosa intendi veicolare con quest’immagine? Come si relazione con la tua mostra?

L.L.: Il senso di marginalità in questa mostra è implicito. Una foto di teen-agers vestite in modo omologante mi sembrava potesse rappresentare pertinentemente il mio messaggio di base, che in questo caso è piuttosto una situazione a cui mi voglio richiamare, ovvero un qualsiasi sabato pomeriggio in una qualunque grande città.

ATP: Raccontami il progetto su cui hai lavorato per le opere in mostra.

L.L.: Questa volta ho pensato ad opere che non fossero troppo “artefatte”, volendo riassumere, non vi è alcuno scarto tra la rappresentazione frontale dell’oggetto e dell’opera d’arte: hanno lo stesso corpo, una struttura identica. Ho scelto arbitrariamente delle “cose”, e le ho raffigurate usando resine, plastilina oppure materiali quali terra, castagne, tessuti, la pagina di una rivista…

ATP: Ti soffermi molto sul carattere identitario della società contemporanea. In che modo le tue opere alludono o sintetizzano un così vasto ‘territorio’ semantico?

L.L.: Le opere sono – esse stesse – il campo semantico. Infatti riducendo quasi al minimo il concetto di produzione ritengo che ogni singolo oggetto, dunque ogni singola cosa abbia un valore narrativo effettivo ed inneschi quindi nell’osservatore una catena di significati narrativi. Facendo appello alle esperienze precedenti di ogni spettatore che abbia avuto un rapporto diretto o indiretto con quell’idea di massificazione, di periferia, ed infine d’impotente marginalità verso la società contemporanea in cui – ognuno di noi – è profondamente immerso, e forse anche vittima.

Lucia Leuci testo di Marco Tagliafierro sabato pomeriggio

Lucia Leuci,   Ritornata a casa,   installazione,   dimensioni variabili,    metallo,   seta,   cuoio,   terra,   carta,   castagne,   2013,   Localedue,   Bologna (dettaglio)

Lucia Leuci, Ritornata a casa, installazione, dimensioni variabili, metallo, seta, cuoio, terra, carta, castagne, 2013, Localedue, Bologna (dettaglio)

Lucia Leuci,   Ritratto #3,    resina,   plastica,   metallo,   chewing gum,   fiori,   madreperla,   filo 24x18x 3 cm,   2013 - Localedue,   Bologna

Lucia Leuci, Ritratto #3, resina, plastica, metallo, chewing gum, fiori, madreperla, filo 24x18x 3 cm, 2013 – Localedue, Bologna

Lucia Leuci,   Senza titolo,   installazione,   dimensioni variabili,   metallo,   cuoio,   plastilina,   2013,   Localedue,   Bologna (dettaglio)

Lucia Leuci, Senza titolo, installazione, dimensioni variabili, metallo, cuoio, plastilina, 2013, Localedue, Bologna (dettaglio)

 

Lucia Leuci /  Sabato pomeriggio # 2

fino al 22 gennaio su appuntamento

Un insieme di unità linguistiche collegate da connessioni molteplici, consentono al visitatore di questo percorso espositivo, ipermediatico, di saltare dall’una all’altra delle tappe che ne scandiscono il ritmo senza seguire una sequenza preordinata. Ogni connessione costituisce una possibile direzione di lettura della mostra in questione. Si tratta di un ipertesto la cui investigazione è continuamente interrotta e procede a salti, questo conferisce a chi osserva questi segni di esperire le possibilità interconnettive che si sviluppano tra memorabilia e oggetti incontrati dall’artista nella sua investigazione concernente le epifanie del quotidiano.

 Marco Tagliafierro 

La mostra  si inserisce all’interno del progetto BO_MI di FARNESPAZIO che vede gli artisti confrontarsi in un primo tempo con lo spazio LOCALEDUE di Bologna e poi con lo spazio di GAFF Milano, quasi a tendere un sottile filo tra le due città e le due comunità di appassionati d’arte  contemporanea

Lucia Leuci,   Sabato pomeriggio #2,   GAFF,    Milano 2013

Lucia Leuci, Sabato pomeriggio #2, GAFF, Milano 2013

Lucia Leuci,   Sabato pomeriggio #2,   GAFF,    Milano 2013

Lucia Leuci, Sabato pomeriggio #2, GAFF, Milano 2013

Lucia Leuci,   Sabato pomeriggio #2,   GAFF,    Milano 2013

Lucia Leuci, Sabato pomeriggio #2, GAFF, Milano 2013