I fantasmi di alcuni oggetti sono stati braccati in alti teleri appesi alle parti. Gli stessi oggetti sono stati stretti con delle funi che pendono dall’alto soffitto della galleria Monitor. L’artefice è l’artista tedesca Ulla von Brandenburg che, per la sua personale romana, ‘Eigenschatten – Ombra Propria’,  ha creato negli spazi espositivi una sorta di teatro dell’inganno: sfuggenti sono le ombre, effimere sono le emozioni sopra un palcoscenico, ambigue sono le impressioni luminose al cloro.

Ecco allora che nel titolo sembra esserci la chiave risolutrice di questo teatro degli inganni. L’ombra propria, infatti, è un termine – potremmo dire – tecnico in geometria descrittiva (scienza delle costruzioni geometriche), che si riferisce alla parte di un corpo solido non alla luce, dunque in ombra. L’ombra propria, allora, diventa per Ulla von Brandenburg una parte intrinseca agli oggetti. Questi, prima di fare ombra, ne appartengono una loro propria.

L’aspetto metaforico di questa ‘ombra propria’ degli oggetti, diventa per l’artista una forma per dichiarare la doppia anima degli oggetti: una parte in luce e una in ombra; una parte buona e una parte cattiva. Ecco allora che l’ambiguità – da sempre appannaggio dell’ombra e dell’oscurità – diventa per lei una metafora con cui giocare con la doppia anima – positiva e negativa – degli oggetti.

Dal soffitto penzolano una sedia, un piccolo costume da pastore, un fascio di canne, un rotolo di carta, dei cerchi concentrici saldati assieme (sono l’orecchino ingrandito della madre), un cono di carta con le orecchi e la scritta ‘asino’. Questi oggetti sono stati scovati dall’artista  lungo la sua permanenza a Roma. Con spirito surrealista, dunque, Ulla raccoglie oggetti più o meno significativi (discorso a parte per l’orecchino) e ne fa delle cavie per impressionare – con una tecnica fotografica sperimentale al cloro – dei grandi teli neri. Diavoleria luminosa, queste proto-fotografie, anziché mostrare gli oggetti, ne descrivono le forme o, eccoci, le ombre. Ma non quelle proprie, come spiegavo poco sopra, ma quelle ingannevoli, quelle che sempre in geometria descrittiva chiameremmo ‘autoportate’.

Protagoniste le ombre di tre personaggi anche nell’interessante e bel video ‘Shadowplay’ (realizzato per Frieze Projects 2012 a New York ): storia breve di tre comparse che, dopo essersi vestiti per andare in scena, sviluppano una sintetica dinamica amorosa fatta di luminoso amore e oscuri dubbi, chiari sentimenti e cupi dilemmi. Soave e fiabesca, il componimento musicale è stato realizzato dall’artista insieme a Laurent Montaron (artista in mostra proprio in questi giorni allo spazio Pigna Project, Roma).

“Dolcemente, dolcemente mio caro amore

fuori tu potresti solo rimanere ferito.

Nessuno dimenticò ciò che fu dimenticato,

Nessuno si è seduto, dove può vedere tutto.”

A figura intera e a dimensione solo poco più grande del reale, i personaggi di Ulla von Brandenburg muovono dalla tradizione della commedia dell’arte e dei giochi delle ombre francesi del XIX secolo. Anche qui l’inganno si fa stringente. Mentre l’antica forma di spettacolo popolare era realizzato proiettando le figure su uno schermo opaco, semitrasparente, illuminato posteriormente per creare l’illusione di immagini in movimento, nella messa in scena dell’artista, dietro al telo c’è ‘solo’ il muro. Non ci sono luci proiettate, figure che si muovono, oggetti vari. Qui l’impostura si moltiplica, grazie alla registrazione video di ombre in movimento, a loro volte proiettate… ma è anche per questa densità di finzioni e di ingannevoli trabocchetti che la mostra risulta non solo coinvolgente, ma, ironia della sorte, anche assolutamente credibile.

Da vedere con tranquillità.

Ulla von Brandenburg,   Eigenschatten I-VI,   2013,   various materials. Installation view at Monitor,   Rome Courtesy the Artist,   Monitor,   Rome and Art : Concept,   Paris Photo credits by Massimo Valicchia

Ulla von Brandenburg, Eigenschatten I-VI, 2013, various materials. Installation view at Monitor, Rome Courtesy the Artist, Monitor, Rome and Art : Concept, Paris Photo credits by Massimo Valicchia

Still frame from Shadow Play 2012 Black and white film,   2 channels HD film,   7'9'' Courtesy the Artist,   Monitor,   Rome and Art : Concept,   Paris Photo credits by Massimo Valicchia

Still frame from Shadow Play 2012 Black and white film, 2 channels HD film, 7’9” Courtesy the Artist, Monitor, Rome and Art : Concept, Paris Photo credits by Massimo Valicchia

Ulla von Brandenburg | Eigenschatten – Ombra Propria, Monitor Roma
Estratto dal video ‘Shadowplay’
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