Ju Lama, one of the high priests of Batang with his wife. Photographer: Dr. Albert L. Shelton, 1900-1925, Tibet, Courtesy: Newark Museum, Gift of Dorothy Thomas, 1972.

Si ‘posa’ sul Castello di Rivoli l’imponente progetto di Paola Pivi, che raccoglie migliaia e migliaia di immagini silenziose e riflessive. L’inaugurazione è questa mattina alle ore 10. Il progetto non ha precedenti sia per quanto riguarda l’aspetto archivistico – non sono mai state raccolte così tante immagini di maestri Buddisti – sia per quanto riguarda quello contenutistico: una riflessione sul potere spirituale delle immagini nella cultura buddistica, dentro un museo di arte contemporanea. Passato e futuro (quel misterioso 2018 del titolo…) si incontrano in una mostra che ha sicuramente un meccanismo e una complessità notevoli.   La mostra è presentata con il testo che segue: 

TULKUS 1880 TO 2018 |  PAOLA PIVI con fotografie di | with photographs by

Daniel Kuma Bärlocher, Sue Byrne, Das Brothers, Alexandra David-Néel, Don Farber, James Giabrone, Marion Griebenow, Thomas L. Kelly, Kinsey Bros, Vijay Kranti, Mr. M. Linden, Heather Lindquist, Marvin Moore, Melina Mulas, Tashi Nangchen, Sarah Orbanic, Tashi Paljor, Tenzing Paljor, Matthew Pistono, Claire Pullinger, Raghu Rai, Matthieu Ricard, Joseph Francis Charles Rock, Tim Roodenrys, Ritu Sarin and Tenzing Sonam, David Sassoon, Sandra Scales, Jurek Schreiner, Albert Shelton, Tseten Tashi, Gursed Tserenpil, Neal Watkins, John Claude White, David Zimmerman  e molti altri | and many more.

a cura di | curated by Davide Trapezi

9 novembre 2012 – 6 gennaio 2013 November 9, 2012 – January 6, 2013 

Tulkus 1880 to 2018 è un progetto che consiste nella progressiva raccolta dei ritratti fotografici di tutti i tulku, dagli esordi della fotografia sino ad oggi.

Nel Buddismo tibetano, un tulku è la reincarnazione riconosciuta di un maestro Buddista precedente che, avendo raggiunto un alto livello di realizzazione (ad esempio Sua Santità Il Dalai Lama, o Sua Santità Karmapa), è in grado di scegliere i modi della propria reincarnazione e, spesso, di comunicare attraverso degli indizi criptati, il luogo della propria rinascita.

Il Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea ospita la prima mostra di questo progetto esponendo più di 1000 fotografie. L’intero progetto, un work in progress, aspira a raccogliere almeno 1500 ritratti ai fini di creare una collezione quanto più completa se non esaustiva di immagini raffiguranti i tulku, appartenenti alle diverse scuole Buddiste e Bonpo, in tutte le diverse aree del mondo dove è praticato il Buddismo Tibetano. Un unico archivio fotografico di questa portata non era mai stato realizzato in precedenza.

I ritratti esposti sono del tipo comunemente diffuso nella cultura tibetana: ritratti del singolo tulku sul trono in abiti formali oppure ritratti del volto del tulku. Si ritiene che ci siano oggi più di 2000 tulku.

Queste fotografie hanno valore spirituale e sono sacre per i Buddisti poiché si crede che la fotografia di un tulku abbia lo stesso potere del tulku ritratto.

I tulku sono venerati quali depositari della trasmissione orale degli insegnamenti di Buddha, che si sono tramandati di generazione in generazione. I tulku sono spesso indicati con il termine Rinpoche, che significa prezioso.

Un antico thangka (dipinto) tibetano raffigurante Tsuglag Gyatso, il Terzo Pawo Rinpoche (c.1567-1630) risalente alla prima metà del diciassettesimo secolo, è esposto in posizione centrale, come simbolo dell’origine della tradizione ritrattistica fotografica dei tulku.

Una squadra di ricercatori in varie aree del mondo, ha intrapreso una vasta ricerca per raggiungere tulku, monasteri, istituzioni culturali e persone (esploratori, antropologi, studiosi, fotografi, collezionisti, archivi, centri di ricerca, musei, università, etc).

Questo progetto si avvale inoltre della straordinaria consulenza dello storico tibetano Tashi Tsering, Direttore di Amnye Machen Institute, Tibetan Centre for Advanced Studies, Dharamshala, India.

La ricerca e la raccolta di immagini continueranno fino al 2018. Una seconda mostra si terrà presso il Witte de With, Centre for Contemporary Art di Rotterdam, (co-commissionario del progetto) dal 24 gennaio al 5 maggio 2013, alla quale seguiranno otto mostre di cui si comunicheranno in futuro le sedi.

Tulkus 1880 to 2018 è un progetto non-profit. Nel 2018, a seguito dell’ultima mostra, tutte le fotografie prese in prestito saranno restituite ai legittimi proprietari, mentre quelle appositamente prodotte, saranno donate ad un’istituzione, che verrà decisa su consiglio di Sua Santità Il Dalai Lama. 

His Holiness The 14th Dalai Lama at 23 years. Photographer: Kinsey Brothers, 1956, New Delhi, India. Courtesy: Newark Museum, gift of H. Haverbeck

Trijang Rinpoche, Photographer: Tseten Tashi, 1951, Lhasa, Tibet Courtesy: Newark Museum, received by Bruce Walker

Rato Khyongla Rinpoche Photo: Don Farber Courtesy: Don Farber

His Holiness the 17th Karmapa Photo: David Zimmerman Courtesy: David Zimmerman

2nd Namkha Woeser Tulku Photo: David Zimmerman Courtesy: David Zimmerman

Tulkus 1880 to 2018 is a project bringing together photographic portraits of tulkus dating from the early days of photography right up until today.

In Tibetan Buddhism, a tulku is the recognised reincarnation of a previous Buddhist master (a highly realised teacher or lama, e.g. H.H. the Dalai Lama or H.H. Karmapa) who is able to choose the manner of their rebirth and can often reveal the place of their next birth by means of cryptic clues.

It is currently believed that there are over two thousand tulkus. Castello di Rivoli Museum of Contemporary Art hosts the first exhibition of the project with more than 1000 photographs. This project (a work in progress) aims to achieve a comprehensive survey of most, if not all, tulkus belonging to the various Buddhist and Bonpo schools, in all the areas of the world where Tibetan Buddhism is practiced. A complete photographic archive of this kind has never been compiled before. The portraits exhibited are exactly the same kind as those that are very common in Tibetan culture and visible in monasteries, homes and shops close to monasteries: single portraits of the tulku sitting on a throne in monastic surroundings or single portraits of the face of the tulku.

These photographs hold spiritual value and are holy for Buddhists. It is believed that a photograph of the tulku has the same power as the tulku themselves.

Tulkus are collectively revered for holding the lineages of oral transmission of all of the Buddha’s teachings, which have been handed down through many generations. Most often they are referred to as Rinpoche or ‘precious one’.

An ancient Tibetan thangka (painting) portraying Tsuglag Gyatso, the Third Pawo Rinpoche (c 1567–1630), and dating back to the first half of the 17th century, is displayed as the centrepiece of the exhibition and symbolises the origin of the tulku photographic portrait tradition.

Extensive research has been carried out in many areas of the world by a large team of researchers, reaching out to tulkus, monasteries, cultural institutions and individuals (explorers, anthropologists, scholars, photographers, collectors, archives, research societies, museums, universities, etc.).

This project also benefits from the extraordinary consultation of the Tibetan historian Tashi Tsering, Director of Amnye Machen Institute, Tibetan Centre for Advanced Studies, Dharamshala, India.

Our research and collection will continue until 2018. The second exhibition will be hosted by Witte de With, Center for Contemporary Art in Rotterdam, The Netherlands (co-commissioner of the project), where it will run from January 24 to May 5, 2013. The locations of the following eight shows planned have not yet been determined.

No profits will be made from this project. All of the photographs borrowed will be returned to their owners after the last exhibition in 2018 and all of the portraits produced specifically for the project will be donated to a single institution. This will be done based on advice received from His Holiness the 14th Dalai Lama.