Denso, densissimo e imprevedibile. La tredicesima edizione del  Festival Transart anche quest’anno ha radunato artisti che spaziano a 360°. Musicisti, performers, scultori, creativi a tutto tondo: il registro della manifestazione ha condensato nella cittadina altoatesina un programma che si è aperto l’11 settembre e si conclude oggi al MUSE – Museo delle scienze con la serata Lovely Monster for orchestra – Melting Pot: una frastornante serata all’insegna della musica con una grande orchestra, dj, rap, poetry slam e brack dance. Ma, andando a ritroso, pochi giorni fa il Festival ha ospitato performer che si ispirano ad Marina Abramovic (Hidden Mother), ha presentato film di notevole importanza per capire uno dei più autorevoli pittore degli ultimi 50 anni, Gerard Richter. Il 23 settembre è stato presentato Gerard Richter Painting, un lungometraggio realizzato da Corinna Belz, regista che ha frequentato e osservato da molto vicino il modus operandi di Richter.

Una degli appuntamenti più attesi è stato quello ospitato al Plessi Museum, il 22 settembre: il compositore italiano Teho Teardo e Blixa  (fondatore degli Einstürzende Neubauten, musicista di Nick Cave & The Bad Seeds) che hanno presentato Still Smiling, un’opera concepita e composta in due anni di lavoro a quattro mani, con meticolosa attenzione ad ogni suono e ad ogni parola.

Danza – Géographie Bolzano 2013 –  serate all’insegna di sofisticazioni sonore – Christian Derstein, maestro percussionista che ha dato prova di virtuosismi tecnici citando Dostoevskij -, riscoperta di luoghi con un pizzico di folclore – ‘Liftboys, la retrospettiva acustica sulla storia della seggiovia di Monte San Virgilio…

Questo e molto altro ha riservato il programma, giorno per giorno.

Sempre nel mio viaggio a ritroso, giungo al weekend che ho potuto assaporare ‘dal vivo’: dalla serata Transart Clubbing (14/09) che ha visto suonare ‘a staffetta’ John Talabot DJ, Jon Hopkins Live set, Electro Guzzi Live, Reddy e Jupiter Live. Chiudeva in bellezza una giornata che, dimentica di essere autunnale, ha rivelato una Bolzano mozzafiato.

La mattina del 14 settembre è iniziata con al mostra Audition, ospitata al Castel Ganda (Piganò). L’esposizione, snodata nel piano terra della dimora d’altri tempi, si è sviluppata attorno alle potenzialità scultoree del suono, alla sua potenza suggestiva e formare. Come poter rappresentare, bloccare, descrivere il suono. Nella cappella privata ho assistito alla coinvolgente performance di Michele Spanghero, ‘Audition. Sound in Motion’: un’azione passionale attorno ad un contrabbasso. L’artista-musicista ha inseguito i rumori pre-registrati, eseguendo un’ energica suonata davanti ad un pubblico rapito. Rumorismo, cinguettii, sbattere di porte e antichi racconti, ha fatto da corollario alla performance dal vivo. All’eterno, sotto ad un imponente pino, Spanghero ha creato una cisterna sferica di metallo dove ha ‘imprigionato’ delle frequenze sonore.

Nelle altre stanze del castello, installazioni più ludiche dove era possibile ‘suonare’ delle chitarre lanciando delle palline di plastica. Mi sono piaciute molto le ricerche sulla ‘fisicità’ del suono di Douglas Henderson, che nell’opera Untitled (Water Speakers), ha installato 4 altoparlanti pieni d’acqua su un tavolo. Le frequenze provocate dal riverbero del suono formavano nella superfice dell’acqua delle forme e disegni geometrici perfetti.

Sempre la stessa mattina, ho assistito anche all performance di Maren Strack, Latex: un’ironica interpretazione delle potenzialità visive di un vestito in latex: il materiale che si può allungare fino a raggiungere una grandezza due volte e mezza rispetto allo stesso materiale a riposo.

Nel tardo pomeriggio, nella funivia del Renon, ho assistito alla presentazione dell’installazione sonora AUI OI (significa su e giù!): il progetto vincitore del concorso dedicato alla creatività indetto da Transart in collaborazione con la Fondazione Museion e il Südtiroler Künstlerbund. Nonostante qualche problema tecnico, che ha limitato la ‘comprensione’ dell’installazione sonora, devo ammettere che è stato coinvolgente (e divertente) farsi trascinare da una programma audio surreale e ‘non-sense make-sense’. Senza contare lo spettacolo mozzafiato del tramonto sopra Bolzano. I musicisti elettroacustici e gli artisti della parola Ulrike Bernard, Caroline Profanter, JD Zazie, . j/zemmeler , Johnny Haway, Daniel Kemeny e Ernst Markus Stein hanno trasmesso in tempo reale,  dalla stazione a valle della funivia del Renon, i loro suoni-intervalli ‘dada’-poesie estemporane, bollettini di viaggio in diretta in tutte le cabine.

Come ‘nume’ simbolico, TransArt aveva la grande opera ‘I am free’ dell’artista Moataz Nasr (protagonista anche di un talk all’Hotel Laurin con il direttore dell’ar/ge Kunst, Emanuele Guidi), installata nel cuore di Bolzano, la Piazza Walther.

Grande Rosengarten Festa nella serata di sabato 14/09 organizzata da FRANZ Magazine

? Programma completo TRANSART 13

Hidden Mothers

Hidden Mothers

Gerard Richter Painting,   Corinna Belz

Gerard Richter Painting, Corinna Belz

Castel Ganda (Piganò) - Transart 2013

Castel Ganda (Piganò) – Transart 2013