Wim Delvoye,   Sperone Westwater,   New York 2013

Wim Delvoye, Sperone Westwater, New York 2013

Le avevo viste in fotografia, ma vederle dal vero è tutta un’altra cosa. Negli altisonanti spazi della galleria  Sperone Westwate r , le opere di Wim Delvoye non acquistano, ovvio, d’importanza, ma diventano veri oggetti di stupefacente-maniacale perfezione tecnica. Altro artista – di come se ne vedono tanti a NY – che per accaparrarsi l’occhio di bue, deve tirare fuori i muscoli ingrossando i pettorali. Non voglio ritornare nel lontano passato dell’artista quando tatuava maiali, ma basti ricordare come, lo stesso lavoro in contesti diversi implode totalmente. Ricordo la sua cattedrale gotica e ‘dark’ davanti alla Fondazione Guggenheim (Venezia) alcuni anni fa. Misteriosa, affascinante e perfetta per una tale collocazione. Ora, un lavoro simile diventa un oggettone per magnati del petrolio da mettere su uno yacht. Cattedrali a parte, che dire del virtuosismo dei crocifissi che si intrecciano vorticosi o i corpi sospesi che si fondono l’uno nell’altro? Lampante dimostrazione di come un artista di talento si sia bloccato per fini commerciali. Come dire, se è il contesto che fa l’opera, in questo caso, nel palazzo su più piani della galleria Sperone Westwater in 257 Bowery, il contesto ‘fa’ l’artista da palazzo su più piani… Ovviamente i contesti e gli artisti non sono tutti uguali – anche se le misure e gli attributi restano gli stessi -, penso alla grandiosa magnificenza di Paul McCarthy da Hauser & Wirth: mostra strepitosa.

Tracey Emin: I Followed You To The Sun Installation view,   201 Chrystie Street - Lehmann Maupin NY

Tracey Emin: I Followed You To The Sun Installation view, 201 Chrystie Street – Lehmann Maupin NY

Tracey Emin: I Followed You To The Sun - Installation view,   540 West 26th Street - Lehmann Maupin NY

Tracey Emin: I Followed You To The Sun – Installation view, 540 West 26th Street – Lehmann Maupin NY

Tanto è ‘muscolare’ Wim Delvoye, quanto ha perso di ‘tonicità’   Tracey Emin. L’artista inglese è protagonista di ben due personali da Lehmann Maupin: ‘I Followed You To The Sun’ nella 540 West 26th Street e nella sede 201 Chrystie Street. La pochezza di questa seconda mostra è disarmante. L’artista si è talmente fossilizzata su dei cliché – seduta con le gambe chiuse, seduta con le gambe aperte, stesa con gambe divaricate, su un fianco ecc. – che non riesce più a uscire dalla noia del sesso come forma solipsistica per guadagnare dei soldi. Non contenta, espone anche delle sculture dove, un’esile figurina è stesa con gambe aperte, chiuse, su un fianco ecc. Il tramonto di un’artista sopravvalutata da sempre.