Gabriel Sierra,   Thus Far,   Peep-Hole,   Milano Maggio 2013

Gabriel Sierra, Thus Far, Peep-Hole, Milano Maggio 2013

Impositivo e schematico, razionale e analitico. L’atteggiamento di Gabriel Sierra non lascia scampo. Nella sua mostra ‘sistema’ ospitata da Peep-Hole,   Thus Far, l’artista mette in relazione la dimensione temporale della mostra con lo spazio fisico che la ospita, sperimentando la possibilità di rappresentare il tempo che ne scandisce la fruizione e l’esperienza che ne facciamo.

E’ sempre molto facile leggere che molto artisti ribaltano la percezione dello spazio, ci confondono le idee imponendoci determinati punti di vista. Facile in via teorica poi, in concreto, l’esperienza di punti di vista e/o sistemi ‘ribaltati’ ci lasciano molto spesso delusi. Non si può pensarla così del progetto di Gabril Sierra.  Nel caso della sua mostra Thus Far, ciò che avviene è proprio questo: il conosciuto lascia spazio all’imprevedibile. Cosa ha compiuto l’artista nel grande spazio Peep-Hole? Lo ha suddiviso in tante stanze quante sono i giorni della settimana e ha imposto che il visitatore possa accedere solo nella stanza corrispondente allo specifico giorno della visita (se oggi è martedì, visiterò solo la stanza investita dalla marteditudine, mercoledì in quella della mercoledinitudine e così via…). Se decidiamo di andare in via Stilicone 10 il giovedì, vedremo solo una data stanza e non un’altra. Per vedere le successive, dovremo passare il giorno dopo, mentre per vedere la stessa stanza, dovremo aspettare ben una settimana. 

Ho modo di sperimentare il nuovo spazio il giorno dell’inaugurazione, dunque con la possibilità di fare il giro dello strano appartamento ideato da Sierra nella sua interezza. Godo di un tempo compresso o festivo dove non ci sono regole, un po’ come stare in vacanza (questo pensiero lo penso ora, allora non ho compreso il progetto nella sua interezza).

Fin da subito lo stupore di trovarmi in uno luogo ‘altro’ non solo rispetto al normale spazio, ma anche alla sua organizzazione.  Alla palese vuotezza delle stanze, dei dettagli che ne connotano la funzione: in un’immaginaria camera da letto una lampade e una tenda, nel bagno una spugna, nello studio una libreria, nel ripostiglio uno stendino. Tutti gli oggetti sono stati murati apparendo così come forme bidimensionale, come dei disegni.

In questo labirinto inaccessibile se non attraverso dei codici antichi (il calendario che detta i giorni, le settimane, i mesi ecc.), Sierra impone un suo ordine sintetico e categorico. Gli oggetti e con loro le funzioni – e di conseguenza le nostre abitudini – sono diventate sistemi mentali, pure concetti stilizzati.

Non uscendo dallo ‘schema’ mostra (dove banalmente si appendono delle opere sul muro), l’artista appende dei concetti su un’architettura ipotetica (il comunicato stampa descrive il progetto come un’abitazione ideale agognata dall’artista che da anni desiderava spostarla dall’ideale al reale).

A questo ricerca puramente spaziale – come rendere un’assonometria cavaliera tridimensionale utilizzando un modellino in balsa – si somma quella temporale: ad ogni spazio corrisponde un dato periodo di tempo; ad ogni stanza un giorno. A tutto questo rigore, una grande sensazione di pura e lucida follia. 

Nel cortile, durante l’opening festaiolo tra un boccone di deliziosa pizza appena sfornata, sento qualcuno che dice che era da tempo che non vedeva una mostra così coinvolgente ed estrema. Aveva ragione.

Gabriel Sierra,   Thus Far,   Peep-Hole,   Milano Maggio 2013

Gabriel Sierra, Thus Far, Peep-Hole, Milano Maggio 2013

Gabriel Sierra,   Thus Far,   Peep-Hole,   Milano Maggio 2013

Gabriel Sierra, Thus Far, Peep-Hole, Milano Maggio 2013

Gabriel Sierra,   Thus Far,   Peep-Hole,   Milano Maggio 2013

Gabriel Sierra, Thus Far, Peep-Hole, Milano Maggio 2013