Chi lotta con i mostri deve stare attento a non diventare lui stesso un mostro*
Comparative Investigation about the Disposition of the Width of a Circle - Thomas Zipp,   Venezia 2013

Comparative Investigation about the Disposition of the Width of a Circle – Thomas Zipp, Venezia 2013

Sono andata a leggermi il testo della canzone di David Bowie ‘The Width of a Circle’ da cui ha preso ispirazione Thomas Zipp per il suo compleso progetto a Venezia: “Comparative Investigation about the Disposition of the Width of a Circle”

Pochi sanno che Bowie aveva un fratello che soffriva di schizofrenia, esperienza che segnò non poco molta sua produzione musicale. La canzone a cui fa riferimento Zipp, ‘The Width of a Circle’, è tratta da ‘The Man Who Sold the World’  album pubblicato nel 1970. In questo anno, il peggioramento della salute mentale del fratellastro Terry Burns, vengono rappresentate nelle canzoni che compongono l’album, attraverso un immaginario fatto di allucinazioni schizoidi, paranoia e depressione. Sempre in questo periodo, Bowie si appassiona a letture filosofiche, in particolare i libri di Friedrich Nietzsche. Del filosofo tedesco, il cantante assorbe le teorie riguardanti il superuomo, concetti quali la volontà di potenza ecc.  Più di un ‘demone’ emerge dai testi di ‘The Man Who Sold the World’. In particolare, in ‘The Width of a Circle’, Bowie fa riferimento a diverse parabole e temi tratti dall’opera Così parlò Zarathustra, per affrontare il tema del rapporto sessuale con il suo “Demone”, la droga.

Thomas Zipp, parte proprio da queste suggestioni, per inscenare una surreale ambientazione dentro al Palazzo Rossini a Venezia. Mattanza, isteria, ipnosi, malattia, teorie filosofiche, stati alterati di coscienza, tabagismo, ricovero forzato, schizofrenia, pseudo-scienza, paranoia: questi e tanti altri gli elementi che compongono quello che Zipp definisce un ‘istituto di ricerca’. Calatosi nei panni sia del dottore che del paziente, l’artista simula un ambiente in cui sembra aver vissuto per lungo tempo. ‘L’istituto di ricerca’ è stato suddiviso in otto ambienti: accoglienza, ufficio del direttore, biblioteca, ambulatorio, dormitorio, auditorio, area per lo svago e corridoio.

Ci accoglie un piccolo anfiteatro con uno sgabello e due fantocci stilizzati muniti di casco. Luce fortissima da un grande lampadario con neon. Giro tra una stanza e l’altra da sola. Noto portaceneri pieni di sigarette, una batteria, dei totem inquietanti, fili e dispositivi elettronici: diavolerie di elettro shock?  Maschere, libri di psicologia (molti di e su Freud).  Alle pareti quadri di essere deformi, senza faccia o, se ce l’hanno occhi e bocche diventano buchi. Nella stanza principale una grande ruota dentro cui correre come topolini.  Corde, caschi, cavetti, maschere e un attaccapanni pieno di tute bianche sporche; nella camera tre letti sfatti e una scrivania  con dei libri in tedesco (in uno dei pentagrammi con della musica). Sigarette spente, tante. In una piccola stanza, una luce azzurrina mi indica quello che sembra essere il cuore della mostra: un’angusta stanza imbottita dove rinchiudere un pazzo.

E’ strana la sensazione che ho. Dopo tante mostre, mi ritrovo ad attraversa un luogo dove sembra essersi consumatauna tragedia, un esperimento o semplicemente una follia.

Se siete a Venezia, questo luogo è da ‘attraversare’ assolutamente!

La mostra Comparative investigation about the disposition of the width of a circle è organizzata dalla fondazione non-profit Arthena Foundation.

*Friedrich Nietzsche – Al di là del bene e del male
Comparative Investigation about the Disposition of the Width of a Circle - Thomas Zipp,   Venezia 2013

Comparative Investigation about the Disposition of the Width of a Circle – Thomas Zipp, Venezia 2013

Comparative Investigation about the Disposition of the Width of a Circle - Thomas Zipp,   Venezia 2013

Comparative Investigation about the Disposition of the Width of a Circle – Thomas Zipp, Venezia 2013

THE WIDTH OF A CIRCLE / David Bowie

In the corner of the morning in the past
I would sit and blame the master first and last
All the roads were straight and narrow
And the prayers were small and yellow
And the rumour spread that I was aging fast
Then I ran across a monster who was sleeping by a tree.

And I looked and frowned and the monster was me

Well, I said hello and I said hello
And I asked “Why not?” and I replied “I don’t know”
So we asked a simple black bird, who was happy as can be

And he laughed insane and quipped “KAHLIL GIBRAN”
So I cried for all the others till the day was nearly through
For I realized that God’s a young man too

So I said “So long” and I waved “Bye-bye”
And I smashed my soul and traded my mind

Got laid by a young bordello
I was vaguely half asleep
For which my reputation swept back home in drag

And the moral of this magic spell
Negotiates my hide
When God did take my logic for a ride
(Riding along)

He swallowed his pride and puckered his lips
And showed me the leather belt round his hips
My knees were shaking my cheeks aflame
He said “You’ll never go down to the Gods again”
(Turn around, go back!)

He struck the ground a cavern appeared
And I smelt the burning pit of fear
We crashed a thousand yards below
I said “Do it again, do it again”
(Turn around, go back!)

His nebulous body swayed above
His tongue swollen with devil’s love
The snake and I, a venom high
I said “Do it again, do it again”
(Turn around, go back!)

Breathe, breathe, breathe deeply

And I was seething, breathing deeply
Spitting sentry, horned and tailed

Waiting for you