The Cool Couple,   installation view,   Metronom,   Modena

The Cool Couple, installation view, Metronom, Modena

E’ stata inaugurata sabato scorso, 10 maggio 2014 –  al METRONOM* di Modena – Twist in the tail, mostra bi-personale dei collettivi IOCOSE e The Cool Couple a cura di Carlo Sala. Differenti per tipo di ricerca e per esiti formali, i due collettivi si eguagliano per “una spiccata attenzione verso alcune urgenze del presente che, come allude metaforicamente il titolo della mostra, sono declinate attraverso lavori giocati sul ribaltamento del senso comune.”

Ho colto questo appuntamento per porre alcune domande ai The Cool Couple, il duo formato da Niccolo? Benetton (1986) e Simone Santilli (1987) a fine 2012. Avevo notato il loro lavoro nella mostra attualmente allestita alla Strozzina di Firenze, Questioni di Famiglia. Sociologia, antropologia, estetica e filosofia: la loro ricerca non solo approfondisce in modo originale molti temi legati al logoramento delle forme di rappresentazione collettiva, ma si risolve formalmente in imprevedibili accostamenti fotografici e display allestitivi.

ATP: Mi raccontate come è nato il progetto Approximation to the West?

The Cool Couple: Approximation to the West èil frutto di una lunga gestazione, mossa da una serie di domande alquanto differenti tra loro, ma che ci sembrano gravitare attorno all’idea di narrazione. Sono questioni sulla costruzione di apparati, sul potere del linguaggio e sulla sua funzione di codice (dalla cibernetica alle costituzioni), così come sulla responsabilità connessa all’atto di riportare un fatto. Siamo tutti narratori, più o meno consciamente, e ogni giorni produciamo un tale quantitativo di resoconti e costruiamo immaginari effimeri. L’artista, in questo contesto possiede un potere di non poco conto. Pertanto Approximation to the West è un ecosistema monitorato all’interno del quale confluiscono diversi elementi che, sottoposti a diversi fattori, possono rimanere inerti o iniziare a reagire inaspettatamente tra loro. Èquanto accaduto dopo i giochi olimpici di Sochi e, in particolare, con la crisi ucraina.

Avendo chiara l’impostazione del progetto, ci sono serviti circa due anni di ricerca per identificare nella regione della Carnia, in Friuli Venezia Giulia, e nelle vicende che si sono susseguite alla fine della seconda guerra mondiale una fertile chiave di lettura attraverso la quale tracciare una linea di continuità tra il presente e la nostra storia.

ATP: Siete stati invitati alla mostra assieme al collettivo IOCOSE. In che modo la vostra ricerca dialoga con la loro?

TCC: Qui sarebbe opportuno interrogare Carlo Sala, curatore della mostra. Dal nostro punto di vista, la ricerca di IOCOSE è estremamente potente e vicina alla prassi di The Cool Couple perché ha due qualità: l’attingere ad elementi della nostra quotidianità e lo sviluppo, a partire da questi, di macchine concettuali che spostano radicalmente il senso delle cose. È come se strappassero un velo steso davanti a ciò che fruiamo alla leggera. Il secondo punto di forza risiede in una forma espressiva diretta, immediatamente accessibile e godibile a diversi livelli. L’ideale probabilmente per un pubblico complesso e sfaccettato come quello dei fruitori di arte contemporanea. Sarebbe interessante sentire la loro versione, augurandoci sia lusinghiera!

ATP: La mostra Twist in the tail è presentata come un progetto attento “alle urgenze del presente”. In che modo il vostro lavoro rientra in questa tematica?

TCC: Per quanto concerne Approximation to the West, una parte del progetto si proponeva di istituire dei legami tra vicende accadute ormai 70 anni fa e la nostra esperienza quotidiana in quanto cittadini globali esautorati e disillusi. Il progetto di installazione presentato presso il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, durante la mostra Territori Instabili, accennava a questo aspetto presentando stralci del documento con cui la Carnia veniva designata dal III Reich come terra promessa dei cosacchi collaborazionisti assieme a citazioni riguardanti la creazione dello stato di Israele, avvenuta pochi anni più tardi. A ciò erano affiancate fotocopie di libri di autori che per noi hanno rappresentato punti di riferimento imprescindibili, quali Paul Virilio e Manuel Castells. A METRONOM abbiamo pensato di accentuare questo aspetto, dedicando alle ambiguità e ai rimandi storici, che la crisi in Ucraina ha evidenziato, una larga parte della mostra. Per fare alcuni esempi, siamo testimoni di una crisi politica generata da pratiche di annessione territoriale totalmente anacronistiche; l’Ucraina in sé è uno stato particolare, la cui identità è sempre stata critica e nel quale l’apparato istituzionale sembra non avere un effettivo potere; in diversi articoli si è parlato di revival cosacco o di Far West cosacco; per noi che eravamo bambini durante la guerra in Jugoslavia, questa è la prima volta dopo il Kosovo che avvertiamo una certa inquietudine; infine, l’attivismo da parte di tutte le fazioni in lotta ha risvegliato nel resto d’Europa gli spiriti indipendentisti (più o meno seri) evidenziando diverse contraddizioni interne…

The Cool Couple,   COSSACK SADDLE,   ARTA TERME #001,   2013,   110X130 CM,   STAMPA A PIGMENTI SU CARTA FINE ART,   CORNICE IN LEGNO,   PLEXIGLASS

The Cool Couple, COSSACK SADDLE, ARTA TERME #001, 2013, 110X130 CM, STAMPA A PIGMENTI SU CARTA FINE ART, CORNICE IN LEGNO, PLEXIGLASS

ATP: Come avete reso un fatto particolare (e locale aggiungerei) come quello dell’invasione cosacca della Carnia sul finire della seconda guerra mondiale un evento che possa far riflettere sui temi e le urgenze presenti? 

TCC: Approximation to the West opera su due piani principali: uno focalizzato sul linguaggio, l’altro rivolto alla gestione dei contenuti. Tra questi agisce costantemente un procedimento di commistione e traduzione reciproca. Dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, il pianeta ha imboccato un percorso che prima era accennato e la velocità con cui lo ha attraversato è andata sempre crescendo. Uno dei cambiamenti più importanti è stato il passaggio a sistemi di giurisdizione sovranazionali, che hanno messo in crisi l’idea di nazione. Le reti di comunicazione e lo sviluppo del mercato mondiale hanno accelerato i flussi migratori e alla fine del secolo la commercializzazione dell’informazione ha prodotto una rapida smaterializzazione del potere. In tutto questo non sappiamo più come e dove utilizzare il nostro potere elettivo. È difficile anche sollevarsi, perché non si sa esattamente contro chi o cosa rivolgersi. Raccontare la sequenza di delusioni delle aspirazioni di diverse collettività, i cui sforzi sono stati travolti dalla storia o utilizzati per giochi di potere, è il modo con cui possiamo proporre una riflessione critica sul contemporaneo. Ci sono così tanti lati oscuri nella storia recente che prendere una posizione e sostenerla responsabilmente diventa difficile.

A livello linguistico, ogni opera fa parte di un sistema narrativo aperto, nel quale non abbiamo previsto una sequenza. La variegata tipologia di oggetti prodotti risponde all’esigenza di un archivio e alla nostra propensione a non precluderci nessuna forma espressiva. Ragionare sulla problematicità di raccontare o restituire la storia implica inevitabilmente una continua sperimentazione sul linguaggio. 

ATP: In mostra anche una balalaika. Mi raccontate perché avete deciso di esporre questo strumento?

TCC: Clash of cultures, 2014è concepita come una specie di magnete. È una forza indifferente che mira alla costituzione degli oggetti. In questo caso, abbiamo a che fare con un magnete per le idee. Abbiamo elettrificato lo strumento e progettato un restyling in tricromia basato su un’ambiguità tra la bandiera russa e i toni alla base delle opere fotografiche cossack saddle, Arta Terme #002 e cossack boots, Arta Terme #001 a loro volta legate al ritrovamento di carte geografiche stereografiche e all’impiego dell’anaglifo come strumento di propaganda politica all’interno del III Reich.

La balalaika è una sorta di ossimoro, ispirato dai fatti di Sochi, quando le Pussy Riot vennero picchiate dai cosacchi impiegati come sorveglianti. Non ci interessava il fatto in sè, quanto lo scontro di culture e posizioni. La forza sovversiva da un lato e un’ambigua mentalità paramilitare dall’altro. Il tutto nella cornice di grandiosità dei giochi, di cui si parla da anni e sui quali si è detto molto. Ci sembrava di assistere a quegli eventi osservandoli attraverso un filtro temporale, che ci proiettava al ’76 in Inghilterra. Il nostro oblò era, in questo caso, era ipad o un iPhone. L’atto di personalizzare gli strumenti musicali, così come l’abbigliamento, è una prassi comune nell’ambiente musicale e funge da parte integrante nel progetto di una band (potremmo fare mille esempi). E, ultimo elemento ma non meno importante, il filo rosso che corre sotto Approximation to the West è una deriva del senso o esplosione delle prospettive, per dirla in altri termini. La balalaika è anacronistica, si riferisce a situazioni che nei nostri paesi sono già trasmigrate in altre frange della società, sono state riassorbite dentro altri sistemi, perdendo in gran parte la loro valenza politica.

ATP: Avete un modo particolare di utilizzare la fotografia. Mi rendo conto che è una domanda impegnativa: mi date una vostra definizione di fotografia contemporanea?

TCC: Lungi dal voler azzardare una risposta, possiamo esprimere alcuni pareri. Il primo è che oggi la fotografia è più viva che mai, si è semplicemente vaporizzata. Come l’umidità di Milano: onnipresente, a volte in modo un po’ sgradevole. Ha assunto certe qualità osmotiche in quanto linguaggio e significa contaminazione ininterrotta, mutazioni e derive. Si dice che in Norvegia stiano sperimentando i primi droni pilotabili con semplici movimenti del capo e carri armati con info grafiche simili a quelle di call of duty. Convivono temporalità differenti e ricerche di diversa età, nessuna più valida o giusta dell’altra. Personalmente propendiamo per una pratica fortemente progettuale: la formalizzazione è decisa dall’adozione di un dispositivo adeguato a tradurre con il minor numero di scarti possibili i contenuti sviluppati precedentemente. Questo ci porta a calibrare ogni lavoro affinché sia funzionale come un algoritmo nel momento in cui viene esposto. L’installazione o il dispositivo finale non è un effetto collaterale o un aspetto di relativa importanza, ma un momento fondamentale di verifica. È probabilmente il modo di esistenza dell’arte.

Recentemente è emerso il concetto di “indie”, utilizzato per definire le case editrici indipendenti che si sono specializzate in fotografia e viene applicato anche ai circuiti fieristici legati a questo settore. Ne parlavamo con alcuni amici, interrogandoci sulla situazione della fotografia in Italia e ci sembra che potremmo esprimerci identificando da un lato una dimensione mainstream e un fenomeno underground. Similmente al panorama musicale c’è un terreno fertile che si sta definendo e pare che stia imboccando una via con un adeguato equilibrio tra la nostra eredità e quanto accadendo nel resto del mondo. È presto per dirlo, potrebbe trattarsi soltanto di un periodo o di una spinta troppo debole per affermarsi.

“METRONOM è un contenitore per esperienze, ricerche e collaborazioni. Usiamo la cultura visiva come strumento di indagine, lettura e documentazione della contemporaneità.”

The Cool Couple,   NEVER TRUST THE WEST AGAIN,   2014,   70X100 CM,   STAMPA LASER SU CARTA BLUEBACK 125G,   CORNICE IN ALLUMINIO,   PLEXIGLASS - poster

The Cool Couple, NEVER TRUST THE WEST AGAIN, 2014, 70X100 CM, STAMPA LASER SU CARTA BLUEBACK 125G, CORNICE IN ALLUMINIO, PLEXIGLASS – poster

The Cool Couple,   GERMAN REPRISAL (SMOKE ON THE VILLAGE),   FORNI DI SOTTO #002,   2014,   40X60 CM,   STAMPA A PIGMENTI SU CARTA FINE ART,   CORNICE IN LEGNO,   VETRO MUSEALE ANTIRIFLESSO

The Cool Couple, GERMAN REPRISAL (SMOKE ON THE VILLAGE), FORNI DI SOTTO #002, 2014, 40X60 CM, STAMPA A PIGMENTI SU CARTA FINE ART, CORNICE IN LEGNO, VETRO MUSEALE ANTIRIFLESSO

The Cool Couple,   THE CAMELS ARE COMING,   2014,   PACCHETTO DI SIGARETTE USATO,   20 SIGARETTE IN LANA DI CAMMELLO,   LANA DI CAMMELLO,   TABACCO,   COLLA,   PLASTICA,   5X8X2 CM

The Cool Couple, THE CAMELS ARE COMING, 2014, PACCHETTO DI SIGARETTE USATO, 20 SIGARETTE IN LANA DI CAMMELLO, LANA DI CAMMELLO, TABACCO, COLLA, PLASTICA, 5X8X2 CM