Gioco degli opposti alla galleria Massimo De Carlo con la mostra ‘ The Bronze Age’. Le opere dei sette artisti, rimbalzano tra un estremo all’altro: presente / futuro, naturale / artificiale, finito / non-finito, leggero /pesante, arcaico /moderno.

Rassicuranti e belle, le sculture in bronzo, emergono dal torpore contemporaneo dell’effimero, per proiettarsi con presunzione nell’apice dell’ ‘eternità: non è il bronzo un materiale dalla storia millenaria? Ecco allora che Massimo Bartolini, Huma Bhabha, Steven Claydon, George Condo, Thomas Houseago, Bertrand Lavier e Matthew Monahan, cercano di andare a braccetto magari con l’Auriga di Delfi o, per citare un opera meno tardi, un elegante Davide di Donatello.

Mi chiedo dove nasce la necessità di utilizzare questo affascinante e non facile materiale da parte degli artisti? Domanda retorica in questo contesto forse troppo commerciale.

Un artista come ad esempio di Huma Bhabha, avvezza all’utilizzo di materiali di scarto o materiali fragili con la carta pesta e l’argilla, messa alla prova con il bronzo, diventa pesante e ‘bugiarda’. Di fatto il suo grande totem che ci accoglie all’ingresso sembra fatto di cassette di polistirolo invece solo i calchi di queste fatte in colate di bronzo.  Mimetico ma forse più coerente (senza essere eccessivamente creativo), Massimo Bartolini che rifà delle fascine di tronchi di legno sempre in bronzo.  Primitivismo high-tech per Bertrand Lavier che presenta un bambolino lucidissimo di una tribù inventata: che sia forse la spudorata presa in giro del sistema miliardario mondiale? Etnia rara e comprensibile che ha bisogno di un memento in salotto per santificare le proprie fortune?  Thomas Houseago, presentato stesso come un moderno Michelangelo tra finito e non-finito, presenta un testone pesantissimo e triste che sembra farci un macabro occhiolino.  L’ironico Steven Claydon, presenta un classico mezzo busto privo però di quell’atmosfera un po’ beffarda rintracciabile in altre sue sculture.  George Condo, invece, modella un suo tipico volto tra il pagliaccesco e il mostruoso. Nulla si nuovo, carino e comprabile.

Mi affascina sempre Matthew Monahan per il suo modo delicato e imprevedibile di trattare sia le forme che i materiale. Rende flessuoso ciò che è rigidissimo, leggero ciò che è greve. Come fosse un ammasso di plastilina, stoffa, carta, costruisce una precaria dama che sembra avere tutta l’anatomia al posto sbagliato: due braccia sotto la stessa spalla, due guance accavallate, due seni a girella, una capigliatura geometrica e improbabile. Sembra che basti un soffio per farla cadere, un leggero colpetto per far ritornare tutto com’era: una baracca, uno scassato furgoncino, un fornello…

Monumenti al niente, statue del nulla dedite alla ‘maniera’ contemporanea, queste opere raccontano poco ma ‘dimostrano’ tanto. Che sia una metafora inconsapevole del declino dell’ ‘età dell’oro’ e dell’abbondanza? 

The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo,   2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo,   Milano/London

The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo, 2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo, Milano/London

Steven Claydon,   A Corrupted Alloy,   2013,   The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo,   2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo,   Milano/London

Steven Claydon, A Corrupted Alloy, 2013, The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo, 2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo, Milano/London

 

Thomas Houseago,   Untitled,   2008,   The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo,   2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo,   Milano/London

Thomas Houseago, Untitled, 2008, The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo, 2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo, Milano/London

The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo,   2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo,   Milano/London

The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo, 2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo, Milano/London

Huma Bhabha,   Ghost of Human Kindness,   2011 (dettaglio) The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo,   2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo,   Milano/London

Huma Bhabha, Ghost of Human Kindness, 2011 (dettaglio) The Bronze Age Installation view Massimo De Carlo, 2013 Foto di Matteo Piazza Courtesy Massimo De Carlo, Milano/London