Tyler Coburn,   I'm That Angel,   2012

Tyler Coburn, I’m That Angel, 2012

Intervista al team di Peep-Hole in occasione dell’appuntamento di oggi a Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova con l’artista  Tyler Coburn che presenta ‘I’m that angel’

ATP: Da marzo, Peep-Hole sta sviluppando un progetto al Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova, “The Book Society”. Come sta andando questa esperienza in un museo?

Peep-Hole: La presenza di Peep-Hole a Villa Croce nasce dalla volontà da parte del museo di  lasciare spazio alla ricerca indipendente, nella convinzione che aprirsi a una forma di “occupazione virale” sia un modo per mettere in discussione il ruolo di un’istituzione pubblica e offrire al contempo la possibilità di sperimentare e attivare formule nuove di produzione artistica. Da parte nostra, l’invito di Villa Croce, giunto in contemporanea a quello del Museo del Novecento di Milano, ci ha permesso di sviluppare fuori da Peep-Hole una parte del programma che stiamo realizzando anche grazie al contributo di Fondazione Cariplo. ”Shrinking World” prevede infatti  l’analisi del funzionamento di un centro d’arte ‘ideale’ attraverso il confronto con realtà internazionali d’eccellenza, seguendo dei filoni tematici tra cui quello della trasmissione del sapere artistico, alla base del programma di ”Effetto Venturi” che stiamo realizzando ora al Novecento e di “The Book Society”, che si dispiega a Villa Croce durante il 2013 e il 2014. Il progetto consiste nella realizzazione di una sala di lettura al piano terra del museo, adiacente alla biblioteca, dove consultare le pubblicazioni delle case editrici invitate e dove si tengono i wokshop e gli eventi in programma.

ATP:  Editoria, letture, workshop, presentazioni, il progetto si presenta multiforme e coinvolge più discipline extra- arte. Perché vi siete concentrati sull’editoria?

PH: La sperimentazione artistica  intorno al testo è un fulcro dell’indagine di Peep-Hole, che prima ancora di avere un luogo fisico in cui operare ha iniziato nella primavera del 2009  a pubblicare testi d’artista con Peep-Hole Sheet, in collaborazione con Mousse Publishing, realizzando un progetto editoriale in divenire, che cambia la sua natura a seconda dell’artista invitato a contribuire. Come nel caso del programma espositivo infatti, l’idea è quella di offrire uno spazio libero agli artisti per pubblicare testi eterogenei senza alcun filtro di sorta, con il solo limite del formato. Sempre nel 2009, prima di inaugurare la sede espositiva di via Panfilo Castaldi, abbiamo realizzato ”In Other Words”, una serie di incontri ed eventi insieme alla Kunsthalle Zürich e all’Istituto Svizzero di Milano, che analizzavano le pratiche artistiche contemporanee che si misurano con il testo come medium. La pubblicazione, infine,  è uno degli ambiti di ricerca artistica contemporanea che Peep-Hole intende sondare all’interno del programma di “Shrinking World”  di cui si parlava prima.

ATP: “The Book Society” è un progetto dedicato alle forme più sperimentali di produzione in ambito editoriale. Nel contesto italiano, quali sono gli esempi più interessanti?

PH: L’intento del progetto è quello di mettere a confronto diverse ‘best practices’ in ambito internazionale facendo una campionatura per forza di cose parziale, ma al contempo rappresentativa di diversi approcci e modelli.  Come esempio virtuoso italiano abbiamo invitato nel 2013 Archive Books, che ha sede a Berlino.

ATP: Per il prossimo appuntamento che avete organizzato, inviterete l’artista Tyler Cobun. In cosa consiste il suo intervento? 

Il reading di Tyler Coburn, ”I am that angel” è parte di un progetto più ampio dell’artista americano. Lasciamo a Tyler il compito di spiegarlo:

“My contribution to The Book Society is part of a larger series of readings that engage our relations both to online work and to the physical sites of the Internet.  When possible, these occur in colocation centers, providing access to the server racks where much of our data is kept.  Institutional events take on more discursive forms, as my readings are followed by conversations about the geopolitical, ethical and environmental issues at stake in information storage.  These are also opportunities for me to share video footage and talk anecdotally – I’ve now performed in eight data centers, and there are some incredible stories to tell!
The Book Society strikes me as a unique program in which to experiment with the book as a prompt for an event.  In planning for Genoa, I was reminded of Le Livre (The Book), an extensively planned yet unrealized project of Stéphane Mallarmé.  Claiming the work to be both the sum of all literature and freed from the constraints of a single author, the French poet intended to leave the pages unbound and conceived of its readings as performances or séances.  With my performance for The Book Society, I hope to establish a similarly vital, codependent relationship between a text and its reading.”

ATP: Appuntamenti (imperdibili) futuri?

PH: Fino al 7 luglio è visitabile  la reading room ralizzata con Book Works, casa editrice londinese con una vasta produzione di libri d’artista magnifici, che ha condotto a maggio un workshop molto interessante proprio  sul tema del libro d’artista. Sarà poi la volta di Paraguay Press, con cui organizzeremo un workshop a ottobre e poi di Archive Books. Stay tuned…

Tyler Coburn,   I'm That Angel,   2012

Tyler Coburn, I’m That Angel, 2012

Tyler Coburn,   I'm That Angel,   2012

Tyler Coburn, I’m That Angel, 2012