Inizia con l’artista  Cécile B. Evans, l’appuntamento mensile su ATPdiary di  ‘The Blank Kitchen: A cena dall’artista’. Tra febbraio e maggio 2013, nella sede dell’associazione culturale The Blank (in via Quarenghi 50 a Bergamo), saranno ospitati una serie di quattro appuntamenti culinari pensati e realizzati da altrettanti artisti internazionali. Gli artisti, oltre a ideare il menù della ‘creative dinner’, racconteranno durante la consumazione dei pasti la loro ricerca e percorso artistico.

‘Prendendo per la gola’, appassionati, addetti ai lavori o semplici visitatori, il progetto ‘The Blank Kitchen’, vuole sperimentare una diversa prospettiva per fruire e avvicinarsi all’arte contemporanea.

L’ideatore del progetto è il curatore Stefano Raimondi che spiega: “L’obiettivo è quello di annullare la distanza che le persone immaginano esserci tra artista e pubblico e di allargare all’estero l’immagine di una città ricca di connessioni e scambi come è – in potenza – Bergamo. L’atto del cucinare è una delle modalità più dirette e semplici per rompere le barriere; mettendo l’artista al servizio dei suoi ospiti sarà molto più interessante creare una conversazione e approfondire il suo lavoro.”

ATPdiary e ‘The Blank Kitchen’ hanno formulato alcune domande da porre a tutti gli artisti invitati al progetto, per scoprire non solo i loro gusti culinari, ma per scoprire i nessi, le relazioni e le analogie tra l’atto del cucinare e quello del ‘fare’ artistico.

Buona lettura e buon appetito!

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ATP/KK: Ci racconti un dettaglio significativo, oppure irrivelante, della tua cucina?

Cécile B. Evans: La mia amica Victoria mi ha regalato un frullatore perchè le avevo prestato il mio appartamento. E’ il mio elettrodomestico preferito. Anche se è semplice, mi sembra un lusso e mi fa sentire come se davvero mettessi insieme quello che faccio. Si possono preparare frullati, zuppe, tapenade, hummus: queste sono il tipo di cose che preparano le persone serie e sane. Avevo grandi progetti per fare una cena solo con cose frullate, ma nessuno sembrava molto entusiasta. Sogno un giorno di possedere un Vitamix. Le lame sono così potenti che l’attrito è in grado di riscaldare il cibo e trasformarlo attraverso il processo di emulsione. https://www.vitamix.com/Home E’ una sorta di magia.

ATP/KK: Cosa ti piace in cucina e perché hai scelto questi ingredienti per la cena?

CBE: Ho sempre cucinato. Mio padre è un cuoco fantastico e mia madre ha un dono per la pasticceria. Una volta, per il compleanno di mio padre, mia madre ha convinto lo chef del suo ristorante preferito a mettere un tavolo in cucina, in modo che mio padre potesse vederli preparare il cibo. I miei genitori hanno incorniciato il menu e le ricette mettendoli poi accanto alle foto di mie e di mio fratello.

Non l’avevo notato fino ad ora, ma molti degli ingredienti dei piatti della cena a Bergamo sono stati scelti inconsciamente nello stesso modo in cui ricerco alcuni argomenti per i miei lavori. Viviamo in un’epoca in cui il cibo, per la prima volta, è basato su un gusto sviluppato piuttosto che sulla necessità. Il melograno è quello che chiamerei un cibo ‘buzz’, che comincia spuntando qua e là fino a quando improvvisamente è ovunque. Ha un significato particolare. Non so se era così in Italia, ma negli anni ’90 i bagels erano di gran moda, in realtà significava qualcosa, come se mangiando i bagels stessi partecipando a qualcosa. Cose come la quinoa, lo zafferano o i cavoli diventano sempre più diffusi ed entrano nel settore del cibo di massa, così come, al contrario, i cupcakes e gli hamburger entrano nel cibo di nicchia e nei negozi gourmet. Pensando a questo argomento, ho anche trovato questo report sui trend del cibo che è davvero divertente: http://www.baumwhiteman.com/2013trends.pdf

ATP/KK:  Ci puoi spiegare come preparerai uno dei piatti che hai messo in menù? 

Feta, cetriolo, menta, melograno, noce, quinoa (La quinoa è una pianta erbacea originaria delle Ande della stessa famiglia degli spinaci e della barbabietola)…

Come si prepara la quinoa: aggiungere in parti uguali acqua bollente e quinoa, coprire e cuocere per 15 minuti. Mi piace aggiungere all’acqua un dado. Mischiare il tutto con una forchetta e lasciare raffreddare.

Tritare le cipolle rosse, gettarle in una padella con un po’ d’olio d’oliva, aggiungere vino bianco e miele finchè è caramellato. Mettere il composto a raffreddare in una ciotola a parte.

Tagliare a metà il melograno e scavando estrarre i semi, ai quali aggiungere cetriolo (tagliato a cubetti), menta, succo di limone, olio d’oliva, sale e pepe a piacere.

Schiacciare le noci e saltare i gherigli in una padella calda con olio d’oliva, miele, sale e pepe.

Unire il cetriolo, la menta e il melograno con la quinoa, unire il composto di cipolle.

Per ultimi aggiungere le noci e la feta, spezzettando la feta a piccoli pezzi e unendoli al resto. Mangiare.

ATP/KK:  Qual è la prima opera d’arte che ti viene in mente se ti dico ‘mangiare’?

Paul McCarthy. The Chocolate Factory.

ATP/KK:  Come Hans Ulrich Obrist ha sapientemente dimostrato nella sua grande collezione di istruzioni “Do It”, le ricette sono un punto cruciale  dell’arte contemporanea. Usi ricette nel tuo lavoro artistico?

Assolutamente! Entrambi partono da un desiderio, un bisogno di vedere accadere qualcosa senza sapere bene il risultato in anticipo. In entrambi i casi, la ricetta diventa chiara solo dopo che il piatto/il lavoro è compiuto. Molti dei miei lavori coinvolgono complesse costellazioni di riferimenti culturali. Ci possono essere molte cose nella ricetta, e spesso alcuni elementi devono essere esclusi perché sono troppo forti o perchè non aggiungono niente. L’obiettivo è quello di creare qualcosa che funzioni come una cosa unica, una cosa che esiste con tutti i pezzi ‘funzionanti’ all’interno.  Trovo gratificante osservare come diversi ingredienti o elementi abbiano una diversa rilevanza. Una  persona, poi, descrive la ricetta come un piatto con capesante, un altro dirà che è una zuppa di zafferano, e una persona molto sensibile parlerà solo del pepe di Caienna. Per qualcuno è anche abbastanza dire, ‘ Oh quella minestra … era così …. buona ‘. Spero che siano tutte queste cose.

ATP/KK:  Ci sarà un ruolo particolare per gli ospiti di The Blank Kitchen?

Rilassarsi. Mangiare. Bere. Ascoltare. Questo è tutto.

ATP/KK:  Esiste una relazione tra il tuo lavoro artistico e il metodo che scegli per cucinare?

Sono simili, la differenza principale è che cucinare è molto più semplice, più immediato. Quando faccio un lavoro, a volte il processo di ricerca può essere lungo mentre cucinare del cibo è una rapida soluzione creativa. Non ci penso tanto, ma dopo una giornata lunga e ostinata, è bello avere un’idea e poi vedere come in meno di un’ora si concretizzi nella vita reale. In entrambi i processi c’è sia un’idea che una ricerca sulle forme e sulle procedure di realizzione. Non è raro che io abbia diverse schede aperte sul mio computer, come “Gmail, Wikipedia, Facebook. Ricetta per pomodori arrosto. Wikipedia. Grant application. Come fare la frittata perfetta. Come stampare su lattice.”

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The Blank Kitchen: A cena dall’artista

Sabato 23 febbraio 2013 parte il primo appuntamento con Cécile B. Evans

Associazione culturale The Blank – Via Quarenghi 50, alle ore 20.00

Le cene sono su prenotazione, riservate ad un massimo di  20 persone e hanno un costo di 20, 00 Euro.  Dato che l’artista presenterà il suo lavoro e converserà in inglese, è richiesta una conoscenza almeno di base della lingua inglese.

Il ricavato servirà a coprire le spese di viaggio dell’artista e il Menu che sarà preparato per gli ospiti.

E’ possibile prenotarsi via mail scrivendo ad associazione@theblank.it  o contattando gli uffici di The Blank dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 al numero 035 19903477

Cécile B. Evans,   I Have Nothing,   HD video,   06:18

Cécile B. Evans, I Have Nothing, HD video, 06:18

Cécile B. Evans,   I Have Nothing,   HD video,   06:18

Cécile B. Evans, I Have Nothing, HD video, 06:18

 

ATP/KK: Tell us a significant or irrivelant detail of your kitchen?

Cécile B. Evans: My friend Victoria gave me a blender as a gift for lending her my apartment. It’s my favorite appliance. Even though it is simple, it seems like a luxury and makes me feel as though I really have my act together. Everything that you could make with the blender, smoothies, soups, tapenade, hummus- these are all things that serious, healthy people make. I had big plans to have a dinner with only blended things but no one seemed very excited by this.  I dream one day of owning a Vitamix- the blades are so powerful that the friction can heat the food and transform it through the emulsification process. https://www.vitamix.com/Home  It’s like magic.

ATP/KK: What do you like in cooking and why have you chosen these ingredients for the dinner? 

CBE: I have always cooked. My father is a fantastic chef and my mother has a gift for patisseries. Once for my father’s birthday, my mother convinced the chef at his favorite restaurant to put a table in the kitchen so that he could watch them prepare the food. They frame menus and recipes, put them next to pictures of my brother and I. I didn’t notice this until now but many of the ingredients in all of the dishes are chosen subconsciously the way I purposefully research certain topics for my works. We are living in an age where food is, for the first time, based on a developed taste rather than necessity. Pomegranate is what I would call a ‘buzz’ food, it starts popping up here and there until suddenly it’s everywhere. It has a particular meaning. I don’t know if it was this way in Italy but in the 90s bagels were all the rage- it really meant something, like you were participating, if you ate bagels. Things like quinoa, saffron or kale become popular and trickle into the mainstream and popular foods like cupcakes and hamburgers find their way into niche, gourmet markets.   While thinking about this, I found this food trend report, which is really funny: http://www.baumwhiteman.com/2013trends.pdf

Deeply explain us how to prepare one of the dishes

Feta, cucumber, mint, pomegranate and walnut quinoa

Prepare the quinoa- add equal parts boiling water and quinoa, cover and cook for 15 minutes. I like to add a bouillon cube to the water. Fluff with a fork and let it cool.

Chop red onions, throw in a pan with some olive oil- add white wine and honey until caramelized. Set aside in a bowl to cool.

Halve the pomegranate and scoop out the seeds, add cucumber (cut into cubes), mint, lemon juice, olive oil, salt and pepper to taste.

Crush walnuts and toss in a hot pan with olive oil, honey, salt, and pepper.

Combine the cucumber, mint, pomegranate with the quinoa, fold in the onions.

Add the walnuts and feta last, crumbling the feta into tiny bits and folding them into the rest.

Eat.

ATP/KK:  Which is the first artwork you keep in mind if I say you “eat”?

CBE: Paul McCarthy. The Chocolate Factory.

ATP/KK: As Hans Ulrich Obrist skillfully proved in his great collection of instructions Do It, recipes are a main issue in contemporary art. Do you use recipes in your artistic work?

CBE: Absolutely! They both begin from a desire- a need to see something happen without really knowing the result in advance. In both cases, the recipe only becomes clear after the dish/artwork is made. The belief that what you put in will come out in a way that do something to the viewer (or eater!). Several of my works employ complex constellations of cultural references, my work is to find the medium that serves this and the best possible combination of elements. There can be many things in the recipe, and often certain elements have to be thrown out because they are too strong or don’t add anything. The goal is to create something that functions as one, that exists as though it belongs this way, with all of the pieces functioning inside of it. I find it satisfying to observe how different ingredients or elements take precedence- one person will describe it as a dish with scallops, another will say it is a soup with saffron, and a very sensitive person will only speak about the cayenne. It’s also quite acceptable for someone to say, ‘Oh that soup… it was so…. good’.  Hopefully, it is all of those things.

ATP/KK:  There will be any particular role for the ‘Blank Kitchen’ guests?

CBE: Relax. Eat. Drink. Listen. That’s about it.

ATP/KK: Is there a relationship among the  method you choose for your artistic work and the  method you choose while cooking? 

CBE: They are similar- the main difference is that cooking is much simpler, more immediate. When I make work, sometimes the research process can be long and cooking food is a quick creative fix. I don’t think about it so much but after a stubborn day it’s nice to have an idea and then see how it communicates in real life, in less than an hour.  In both processes, there’s an idea and then a search for forms and methods. It’s not unusual that I will have several tabs open on my computer and they’ll be like “Gmail. Wikipedia. Facebook. Recipe for roasted tomatoes. Wikipedia. Grant application. How to make the perfect frittata. How to print on latex.”