T-yong Chung,   Traccia 8,   modified plaster bust of Beatrice Aragona + concrete sculpture,   2014. Courtesy Otto Zoo

T-yong Chung, Traccia 8, modified plaster bust of Beatrice Aragona + concrete sculpture, 2014. Courtesy Otto Zoo

Può ancora esistere un’Odissea nel mondo contemporaneo, intesa come esplorazione, scoperta e incontro con l’alterità? T-Yong Chung, artista coreano da qualche anno trasferitosi in Italia ne è sicuro, anzi propone la sua esperienza, come Odissea, nel nostro Paese. Un viaggio che incontra una cultura diversa – per molti aspetti opposta a quella di origine – e restituisce un’altra immagine, il riflesso di altri occhi, mettendo in luce aspetti per noi non ovvi e che diamo per scontati.

L’Odissea T-Yong Chung è un viaggio nello spazio e nel tempo, nelle città della penisola ma anche nei suoi musei, nella storia e nella tradizione italica. Vivendo in Italia non si può prescindere dalla storia artistica, onnipresente e addirittura forse ingombrante, oggetto di studio ma anche di rielaborazione di nuovi esiti. Immerso in questa cultura, T-Yong Chung decide quindi di perlustrare città musei: è l’edizione attuale del Grand Tour, compiuto da innumerevoli artisti dal XVII secolo in poi lungo l’Italia, alla ricerca del bello e dell’antico.

Anche T-Yong Chung affronta il suo percorso di formazione che lo porta ad approfondire sul campo la conoscenza della nostra tradizione classica e, da scultore, la vicenda della nostra scultura dall’antichità all’Ottocento, nella forma della ritrattistica, che unisce i personaggi del passato e la loro idealizzazione plastica. Invece di vedute e taccuini, seleziona, anzi colleziona, una serie di teste, di cui si appropria tramite delle copie in gesso. Non si limita a dislocarle in una personale quanto immaginaria gipsoteca ma interviene attivamente sui volti, per via di levare, asportando sezioni degli stessi, realizzando una galleria di ritratti monchi. Sfregio alla nostra tradizione? No, anzi un omaggio tramite l’accoglienza e l’inclusione di un vocabolario formale estraneo cui T-Yong Chung si avvicina cercando di farlo proprio, trovando un punto di contatto con la propria sensibilità. In questi lavori la nostra storia artistica e scultorea, fatta di corpo, pesantezza e materia si incontra con l’esperienza orientale – poiché non si può parlare di estetica se non impropriamente, dal momento che non esiste una disciplina analoga alla nostra in area orientale – basata sul vuoto. Alle fisionomie ha tolto materia, cioè aggiunto vuoto, sottraendone delle parti, giungendo a una sintesi plastica dei due opposti sistemi di esperienza estetica. Forme ambigue estromesse a forza dalla loro funzione referenziale che assumono un’altra dimensione. E a queste T-Yong Chung affianca, in un dialogo strettissimo e imprescindibile, alcuni suoi lavori, dallo stile già conosciuto: sculture in cemento realizzate riempiendo le concavità di oggetti domestici comuni, volumi poi sezionati e assemblati in forme non rappresentative. È il vuoto a essere protagonista, evidenziato per mancanza nelle forme troppo piene dei ritratti e reso tangibile in quelle troppo vuote degli oggetti comuni, perché il vuoto non può esistere in assoluto ma solo in relazione al suo opposto complementare, il pieno, creando così un armonia plastica che concilia i contrari redendo possibile la rappresentabilità.

In mostra anche una serie di fotografie di piccoli utensili domestici trovati per caso, come una galleria di cose perdute, che sono gli oggetti che formano l’universo esperienziale dell’artista. Trovati e apparentemente abbandonati nel mondo, sono piccoli atti, quasi inconsapevoli, di bellezza del quotidiano.

Rossella Moratto

T-YONG CHUNG

Odissey in Italy

Otto Zoo, Milano

T-yong Chung,   Odyssey in Italy,   installation view,   modified classic plaster busts,   2014. Courtesy Otto Zoo

T-yong Chung, Odyssey in Italy, installation view, modified classic plaster busts, 2014. Courtesy Otto Zoo

. T-yong Chung,   Traccia VI,   2014,   concrete sculpture,   cm 23x11x17.50. Courtesy Otto Zoo

. T-yong Chung, Traccia VI, 2014, concrete sculpture, cm 23x11x17.50. Courtesy Otto Zoo

T-yong Chung,   Odyssey in Italy,   installation view,   modified classic plaster busts,   2014. Courtesy Otto Zoo

T-yong Chung, Odyssey in Italy, installation view, modified classic plaster busts, 2014. Courtesy Otto Zoo

T-yong Chung,   Traccia 4,   modified plaster bust of Augusto giovinetto + concrete sculpture,   2014,   cm 14x14x32 (Augusto giovinetto) cm 14.50x8x20 (concrete). Courtesy Otto Zoo

T-yong Chung, Traccia 4, modified plaster bust of Augusto giovinetto + concrete sculpture, 2014, cm 14x14x32 (Augusto giovinetto) cm 14.50x8x20 (concrete). Courtesy Otto Zoo