Chto Delat? Shivering with Iris,   2014 video installation,   fishes,   aprons,   paint,   video 00:45:32 (detail) photo by Giorgio Benni,   courtesy the artists and The Gallery Apart,   Rome

Chto Delat?
Shivering with Iris, 2014
video installation, fishes, aprons, paint, video 00:45:32 (detail) photo by Giorgio Benni, courtesy the artists and The Gallery Apart, Rome

Si sa che, andare contro corrente, ‘rompere gli schemi’, destabilizzare o interrompere il normale flusso delle cose, può comportare – non senza rischio – delle rotture. Dei collassi inaspettati, incomprensione, stravolgimenti…

Quasi irruenta, la premessa che introduce la mostra ‘Subterfuge’ ospitata da The Gallery Apart, invita a riflettere su quelle che sono le tematiche ‘asfissianti’ che quotidianamente ci ‘riportano alla realtà’:  “Non basta affermare che la verità è ormai in frantumi o che il nostro codice etico è messo in discussione, in quanto la perdita di un modello binario di pensiero – sinistra-destra, giusto-sbagliato, crescita-recessione, ecc. – non permette più quelle distinzioni che presuppongono un’analisi logica. Siamo in balia dei movimenti imprevedibili di un meccanismo finanziario creato da noi, e tuttavia a noi stessi incomprensibile.”

Curata da Mike Watson – scrittore e teorico, classe 1979 -, ‘Subterfuge’ accoglie le opere (ma potremmo considerarle anche come vere e proprie ‘azioni’) di Julia Brown, Chto Delat?, Jacopo Natoli, Oliver Ressler + Ana Pe?ar e Alessandro Rolandi. Il progetto, oltre ad essere una vera e propria mostra, fa parte di un progetto più ampio intitolata “Joan of Art”: realizzato nel 2012 in collaborazione con la Nomas  Foundation di Roma, ha come obiettivo quello di utilizzare le risorse del mondo dell’arte per ripensare e ridefinire i modelli di educazione e  welfare. Una ricerca è stata recentemente condotta durante la 55^Biennale di Venezia. Vedi il sito  www.joanofart.net.

I cinque interventi, dunque, cercano di consolidare un concetto un po’ controverso, quello dell’ ‘arte socialmente impegnata’. Dilatando le analogie tra l’astrazione del meccanismo finanziario e quello del sistema dell’arte, ‘Subterfuge’ tenta di suggerire soluzioni o pensieri ‘alternativi’ – direi più che risposte concrete – in merito a problemi sociali: globali, come nel caso del video Oliver Ressler + Ana Pe?ar, ‘In the red’ o locali come nel progetto affrontato da Jacopo Natoli, che mette a fuoco problematiche sociali  nel quartiere Testaccio di Roma.

Con ironia e surrealtà, il collettivo Chto Delat? – fondato da un gruppo di artisti, critici, filosofi e scrittori provenienti da San Pietroburgo, Mosca e Nizhny Novgorod con l’obiettivo di fondere politica, arte e attivismo  – danno vita all’opera video ‘Shivering with Iris’: la messa in scena di uno talks show dove, in modo paradossale, si ragione sul sublime nell’arte romantica, mediante il simbolo di un pesce. Il pesce, in realtà altro non è che la metafora dell’arte che, nonostante la tanta visibilità che spesso ha o crea, in realtà resta un meccanismo sostanzialmente muto davanti ai problemi reali dell’uomo.

Nella stessa stanza, l’installazione ‘ A message to to the West’ di Alessandro Rolandi – artista italiano da anni residenza a Pechino – , che consiste in undici stampe digitali si carte di caramelle cinesi. Riflettendo sulla limitata libertà di espressione in Cina, Rolandi ha preso come mezzo di comunicazione gli involucri delle caramelle: facile lasciapassare per far viaggiare piccoli messaggi senza problemi di censura.

Poco oltre la serie fotografica ‘The Swim’ dell’artista statunitense Julia Brown: immagini che, giocando sulla gradazione del colore dal nero al bianco, mostrano gruppi di bagnanti bianchi e neri che, nel 1964 si opposero alla legge che prevedeva la separazione degli spazi balneari tra diverse etnie.

Sempre nella sala principale della galleria, da un buco vetrato nel pavimento, si può intravedere (solo con la gentile cooperazione di un altro visitatore che accende l’interruttore della luce) la grande installazione di Jacopo Natoli. Il giovane artista romano, ha ricostruito un’edicola esistente in un zona di Testaccio, particolarmente degradata e afflitta dall’incuria da parte dei servizi sociali. Solo guardando dal pavimento del piano superiore si legge la scritta a lettere cubitali ‘LIMITARE’, mentre al piano inferiore, le pareti del gazebo non ne permettono la lettura. A fianco, un’altra installazione di Natoli che elabora il concetto di abbandono, degrado, trascuratezza, mediante un cumolo di terra dove all’apice ha collocato un fornelletto sul quale bolle del tè alla mente (bevanda comune tra gli immigrati della zona). La sensazione che suscita questo cumulo nella mezza oscurità è veramente desolante.

Chiude la mostra – come fosse una sorta di chiosa – il video di Ana Pec?ar + Oliver Ressler ‘In the Red’, 2014 (assieme al video dei Chto Delat?, ‘Shivering with Iris’, sono due film in anteprima mondiale). Nei quasi venti minuti di riprese, il video racconta e indaga una possibile alternativa alla nostra cultura del debito.

“In the Red is a film about the Strike Debt group, an offshoot organization of Occupy Wall Street in New York City. The group organizes around debts, an instrument of control and maintenance of economic power. Strike Debt initiates several activities to expose hidden mechanisms of financial capitalism. Similar to Occupy, the movement organizes along affinity groups: The theory group issues a handbook—the Debt Resistors’ Operations Manual—for those attempting to renounce their debt. The action group organizes protests, provides free medical care and information about their activities. The Rolling Jubilee group buys, for very little money, the huge amounts of personal debt the banks have already written off; they then “abolish” the debts and therefore free the debtors from their bills. By this grandiose act, Strike Debt spreads information about how the secondary debt market is working. Few people in the U.S. know that when individuals consistently fail to pay bills from credit cards, loans, or medical insurance, their bank or lender usually sells that debt to a third party. These sales occur for a fraction of the debt’s true value—typically for five cents on the dollar—and debt-buying companies then attempt to recoup the debt from the individual debtor and thus make a profit.

In the Red follows a group of Strike Debt activists over several weeks, engages in intimate conversations with the group revealing the collective decision-making processes. The film explores horizontalism, a social way of organizing that brings out richness and democratic inclusion unavailable in predominately hierarchical structures.

(dal sito di Oliver Ressler ?)

Chto Delat?,   Shivering with Iris,   2014,   video,   00:50:00,   courtesy the artists and The Gallery Apart,   Rome

Chto Delat?, Shivering with Iris, 2014, video, 00:50:00, courtesy the artists and The Gallery Apart, Rome

Alessandro Rolandi A Message to the West,   2014 installation view photo by Giorgio Benni

Alessandro Rolandi A Message to the West, 2014 installation view photo by Giorgio Benni

Ana Pe?ar and Oliver Ressler,   In the Red,   2014,   video,   00:20:00,   courtesy the artists and The Gallery Apart,   Rome

Ana Pe?ar and Oliver Ressler, In the Red, 2014, video, 00:20:00, courtesy the artists and The Gallery Apart, Rome

Julia Brown,   The swim #2,   2013,   digital inkjet prints,   cm 100x84 - “41x33,   edition 1/3,   courtesy the artists and The Gallery Apart,   Rome

Julia Brown, The swim #2, 2013, digital inkjet prints, cm 100×84 – “41×33, edition 1/3, courtesy the artists and The Gallery Apart, Rome