BLOOD BECOMES WATER Sofia - SPRINT 2014

BLOOD BECOMES WATER Sofia – SPRINT 2014

Dal 28 al 30 novembre 2014 il quartiere Isola a Milano ospiterà la seconda edizione del fortunato festival SPRIT che ha cuore pulsante presso l’associazione no profit  O’ e da lì si dirama attraverso la zona con un programma ricco di avvenimenti, talk, esposizioni, concerti. Dafne Boggeri, artista e curatrice del progetto, e Sara Serighelli patron di O’ e co-ideatrice raccontano i perché, i retroscena e i sogni legati a questa bella iniziativa.

Se siete a Milano in quei giorni vi consiglio caldamente di passare da quelle parti dando prima un’occhiata al programma che trovate qui: sprintmilano.org e naturalmente seguendo i consigli   in anteprima di Dafne e Sara. 

Intervista di Federica Tattoli

ATP: SPRINT è un salone di editoria indipendente e d’artista che si tiene nel milanese quartiere Isola, quest’anno alla seconda edizione, com’è nata l’idea e come mai proprio l’Isola?

SPRINT nasce a seguito di tante cose, tanti incontri. In particolare due, l’incontro con Dafne (Boggeri) e prima l’incontro con Giorgio Maffei. Con lui dal 2009 e per alcuni anni abbiamo curato e organizzato cicli di mostre chiamate Intermedia dedicate appunto agli altri media d’artista –il libro, la fotografia, il disco, il poster, la fanzine – tematizzandoli, per quanto possibile, attraverso dei focus come la performance, il libro d’artista, l’architettura radicale, esperienze di controcultura in Italia, sempre a partire da materiale più storico, contestualizzato anche da incursioni nelle produzioni più contemporanee di alcuni artisti invitati di volta in volta a portare un contributo specifico. Con Dafne lavorammo lungo tutto il 2012 con il progetto Full Moon Saloon, serie di episodi diversi  per contenuti, formati e ospiti, uno per per ogni luna piena dell’anno. Proprio lì ci fu una prima esperienza con editori internazionali invitati per una sera  a presentare le proprie produzioni e seppur in un formato mini (gli ospiti erano circa 13) ci fu una bellissima risposta di attenzione e pubblico. Nel frattempo (primavera 2012)  aprimmo il bookshop di O’, Folder – ancora sconosciuto ai più- che cominciò timidamente a funzionare più che altro in relazione alle frequentazioni del pubblico negli appuntamenti di O’ ma senza un vero sito, mail-order o quant’altro, pur avendo un discreto ricambio di titoli ed editori anche grazie a SoundOhm e la sua specificità sul suono in tutte le forme con ‘supporto’.

Così una cosa scivola nell’altra e alcuni mesi dopo con in testa l’idea e il desiderio di fare qualcosa che avesse a che fare con un ‘salone’ e con l’editoria indipendente e d’artista, parlammo con Dafne condividendo una serie di pensieri più o meno sparsi e organici, proponendole di lavorare su quest’idea insieme, perché l’avremmo portata avanti solo con lei. Il passo sull’isola viene in modo molto naturale, O’ si trova in questo quartiere e nel corso degli anni (ormai più di tredici) abbiamo intessuto relazioni semplici e quotidiane con persone, luoghi e realtà diverse.

ATP: Quali le novità rispetto alla prima edizione?

Quest’anno i due workshop con Palestra Espressiva di Barokthegrea e Risogrrraph di Julien Fischer (RATS) sono gli aspetti più nuovi rispetto alla precedente edizione. Il gruppo performativo Barokthegreat che nel 2013 era già presente come publisher curerà due corsi ospitati nello spazio ZONA K in cui Sonia Brunelli (danzatrice, coreografa) e Leila Gharib (musicista) presenteranno un estratto dal programma di allenamento fisico interpretativo, dedicato al movimento espressivo “Fasi di allenamento da attraversare”. Il percorso è aperto a giovani creativi, atleti, ballerini di ogni genere e performer che vogliono misurarsi con nuove concezioni di corpo e movimento, aumentare la propria capacità fisica e interpretativa, iniziare una ricerca espressiva. Palestra Espressiva e’ anche una piccola collana editoriale finalizzata a documentare, in modo non narrativo, i corsi che dal 2012 si susseguiranno, in tre fasi, sino al 2015, e che verrà presentata all’interno del salone, in una dinamica di scambio fra le ‘dimensioni’, da quella del corpo a quella mentale a quella visiva. Mentre lo svizzero Julien Fischer, membro del collettivo svizzero RATS, coordinato dall’artista Elena Radice, seguirà il corso di stampa Risograph, un sistema di stampa eco-friendly che avvicina il risultato cromatico della stampa serigrafica alla semplicità di riproduzione della macchina fotocopiatrice. Il workshop sarà ospitato nello spazio co-working in cui lo studio Atto, avvalendosi di una Risograph metereopatica, stampa piccole autoproduzioni, manifesti e fanzine. Per noi è  stata molto importante anche la fase di Open Call rispetto a questi progetti, cercare di sensibilizzare persone molto diverse fra loro, ma con sensibilità spesso affini, a mettersi in gioco. Poi la performance Fabric Form dell’artista Xin Cheng, su invito di Caterina Riva, creerà nello spazio O’, durante il salone, un allegro corto circuito partendo da forme ottenute da tessuti di riutilizzo.

ATLAS MAGAZINE (Roma)

ATLAS MAGAZINE (Roma)

ATP: Selfpublishing, fanzine, piccola editoria, nell’era del web e della decadenza dei gruppi editoriali istituzionali, sembra che questo mondo alternativo sia più in fermento che mai, quali i motivi secondo voi?

C’è un fattore economico e tecnologico che facilita in questo momento storico la produzione di materiale stampato e di prodotti legati all’editoria da parte di privati e piccole realtà, questo è un aspetto da non sottovalutare. Il costo e la produzione della carta ad esempio sono particolari importanti. Questa estate ha chiuso la Burgo Group di Mantova, l’ultima cartiera Italiana per bobine da rotativa segno che il mercato sta cambiando e probabilmente le reali conseguenze di questa trasformazione li vedremo tangibilmente fra qualche anno. Ai grandi gruppi editoriali manca spesso la visione, l’agilità e l’elasticità e in un momento come questo, in cui le alternative di fruizione di contenuti, informazioni, intrattenimento, si sono moltiplicate è finito il monopolio economico e culturale della maggior parte di loro. Per questo spesso sono proprio le realtà indipendenti che sviluppano le iniziative più originali, connesse a passioni e percorsi autentici, che il pubblico e la critica valorizzano maggiormente e che, a loro volta, espandendosi diventano nuovi punti di riferimento, come ad esempio il caso della zine BUTT, che da feticcio di nicchia della comunità LGBTQAIX è diventato uno dei progetti di maggior successo insieme a FANTASTIC MAN, THE GENTLEWOMAN, PIN UP Magazine e il recentissimo The Happy Reader degli Olandesi Jop van Bennekom & Gert Jonkers.

ATP: Immagino riceviate application in gran numero, come avviene la selezione degli espositori, quali sono i criteri?

La formula per partecipare al salone è su invito, questo per garantire una qualità delle proposte anche in relazione ad un punto di vista curatoriale che cerca di promuovere una diversificazione delle realtà, anno dopo anno. Il lavoro di ricerca avviene soprattutto attraverso Internet ma anche sul campo, seguendo manifestazioni che rispettiamo, come ad esempio Libros Mutantes a Madrid. Poi quando riceviamo aggiornamenti e link all’indirizzo email: sprintmilano@gmail.com è sempre una sorpresa e a volte succede che il percorso di chi scrive intercetti alla perfezione il nostro, come un colpo di fulmine.

ATP:  Qual’è, a parer vostro, il Paese più brillante e attivo in ambito di editoria indipendente? 

Dal territorio Inglese arrivano i progetti più’ innovativi e interessanti, ma spesso chi li produce non è Inglese.

ATP: Quali invece le realtà da tenere d’occhio e non farsi sfuggire?

I GERMES GANG duo Portoghese, focalizzati sulla relazione fra segno e immaginario urbano, il loro tratto spontaneo, su carta, muro e digitale è   un esempio di coerenza e di ricerca in potenziale espansione. Al salone presenteranno l’edizione The False Image I Have Of You prodotta con lo spazio svizzero non profit M35 di Lucerna, oltre al display – I Break My Heart Break Your Neck – visibile venerdi dalle 19.00 alle 22.00, nel bizzarro contesto della Tavola Calda Viva’ by Cheos via Borsieri 5, luogo che esalterà il contrasto con le immagini, la forza rappresentativa e la fragilità dei disegni originali e stampe.

SALIVA di Marina Calvaresi e Serena E. Kippenbergen allo Spazio Ostrakon in via Pastrengo 15, sabato dalle 14.00 alle 15.00 parleranno di un progetto ancora inesistente ma che da fondamenta teoriche potrà, forse, portare a.

POPUP PRESS Basel - SPRINT 2014

POPUP PRESS Basel – SPRINT 2014

ATP: Il festival, pur essendo di respiro internazionale nei protagonisti, è strettamente connesso al quartiere Isola e si snoda attraverso varie entità che lo animano. Quali sono e come si sviluppa questa sinergia?

A partire da una semplice constatazione, ovvero noi siamo qui, all’Isola. E’ successo e succede di continuo di lavorare insieme agli altri, auto-organizzarsi, costruire progetti, aiutarsi, scambiarsi idee. E’ una risorsa bellissima subito portata dentro a Sprint perché ne articola la forma valorizzando esperienze tra le più differenti attraverso rapporti personali o di conoscenza diretta. Quindi le librerie che ci sono in quartiere, gli studi, i laboratori e i luoghi di cultura come ad esempio il Teatro, ma anche le abitazioni e, quest’anno, la nostra mensa preferita!  Credo che in questo senso si possa lavorare ancora molto sulla relazione tra i contenuti di Sprint e chi li accoglie; un percorso che va seguito con attenzione e trattato con cura, nel rispetto delle peculiarità di ciascun soggetto, inteso qui come luogo, persona, idea. Un altro punto che ci sembra importantissimo e che è stato proprio messo in atto a partire dal ‘tessuto isolano’ è la forma di gratuità condivisa e il rapporto guest/host.

Quest’anno le realtà  che ramificano Sprint sono l’associazione culturale Zona K con la Palestra Espressiva di Barokthegreat e ?S ? ???? di Derek Di Fabio; lo spazio privato per l’arte Agalma, con  Folding una selezione di edizioni d’artista dalla collezione di Giorgio Maffei che la racconterà in un incontro, ed Ecology, talk con San Rocco e ospiti. L‘associazione e libreria MiCamera (anche tra i publishers) con la lettura portfolio a cura di YET, lo Spazio Ostrakon che ospita il display in loop 24ore su 24 di Atelier Impopulaire e i talks dei tre giorni (Split, A drop in the Ocean, Oficina Arara, Saliva, Droste Effects), lo studio dell’artista Matias Guerra con il progetto Muninn & Huginn; al Teatro Verdi un’installazione sonora solo sabato mattina di Derek Di Fabio, e nella ex Autofficina viene allestito il progetto Blade Banner in collaborazione con Premio Furla 2015. La tavola calda Vivà con Germes Gang, ma anche luoghi fuori dal perimetro del quartiere come lo Studio ATTO (anche tra i publishers) a Lambrate, dove si terrà il workshop Risogrrraph di Julien Fischer ed Errecì Studios in zona Sant’Agostino  dove la sera del 29 novembre insieme a S/V/N/ presents  RUSSELL HASWELL prenderà forma il party di Sprint con contenuti video e sonori di Raw Forest, Dafne Boggeri e Tzaziky & Crack.

ATP: L’evento da non perdere assolutamente nell’arco dei tre giorni di festival? 

Difficile sintetizzare un solo momento, più facile uno per ogni giornata 🙂

Venerdi dalle 19.00 alle 22.00 inaugura la rassegna Blade Banner, in collaborazione con la Fondazione Furla. La mostra presenta una traccia della visione degli artisti coinvolti finalisti del Premio Furla 2015: Luigi Coppola, Maria Adele Del Vecchio, Francesco Fonassi, Maria Iorio & Raphael Cuomo (vincitori del Premio 2015), Gian Maria Tosatti. I lavori, come ‘pixel’ ideali, sono stampati su un modulo di tessuto di un 1x1m e installati nella ex-officina di via Pastrengo 4, luogo anomalo, aperto straordinariamente al pubblico.

Sabato dalle 10.00 alle 12.00 nel Teatro Verdi, in via Pastrengo 16, Derek Di Fabio estenderà l’esperienza ?S ? ???? < https://soundcloud.com/yslands> , nata durante la prima residenza ad Almanac Inn, promossa da Almanac Projects a Torino, durante l’estate 2014, con un’installazione sonora che avrà come tema centrale l’audioguida omonima https://soundcloud.com/yslands. ?S ? ???? < https://soundcloud.com/yslands>  è anche una pubblicazione disegnata da Gessica Gaudino che sarà disponibile nel salone.

Domenica dalle 15.00 alle 18.00 Mariagloria Posani, con l’nstallazione Muninn & Huginn, darà la possibilità al pubblico di stampare una parola tradotta nell’alfabeto immaginario Vegvísir, utilizzando una stampante termica e un software che insieme esplorano il confine tra digitale e fisico, trasformando tecnologie open source in messaggi tangibili. Nello spazio riservato al progetto, il pubblico vivrà in prima persona questa esperienza fisico-digitale, stampando una parola personale da conservare, regalare, condividere, sulla carta che normalmente viene usata per stampare gli scontrini fiscali. In bilico fra magico e meccanico.  

ATP: Ci sarà una terza edizione, come la vorreste?

Come Beyoncé. HAHAAAHHA!!!!!

Intervista di Federica Tattoli

NSEW Oslo - SPRINT 2014

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TSAR Mgazine,   Lugano

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PETUNIA Paris -  SPRINT 2014

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