Sono quasi due anni che ha aperto i battenti e la mostra che inaugura domani 21 febbraio, XXII, è una sorta di serata di ‘festeggiamento’. Lo Spazio Morris mostra una selezione dei suoi ‘gioielli’. Il comunicato stampa si apre come una rivelazione della direttrice Alessandra Pedrotti Catoni, appassionata d’arte e piccola collezionista, che questo spazio espositivo l’ha visto non solo nascere, ma anche diventare un luogo seguito e frequentato da molta parte del mondo dell’arte milanese e non solo.

Oltre alla mostra, sarà possibile scoprire – per quelli che non lo hanno ancora sfogliato – il catalogo che raccoglie un anno di attività dello Spazio Marris (Edito dalla neo-nata Fortino Editions)

Una breve intervista ad Alessandra Pedrotti Catoni.

ATP: Perchè hai deciso di mostrare una parte della tua collezione? Da dove ti è nata questa esigenza?

Alessandra Pedrotti Catoni: Ho creduto che potesse essere interessante condividere quello che è stato il mio percorso di giovane collezionista fino ad oggi. Raramente si ha modo di vedere mostre di collezioni: si sa che i collezionisti esistono, in certi casi si sa chi sono, ma rintracciare la coerenza o il gusto che guidano la costruzione di una collezione è qualcosa che secondo me manca. Avendo uno spazio espositivo e quindi la possibilità di esporre i lavori che mi appartengono, ho pensato che fosse arrivato il momento di presentare questa mostra, anche per me stessa per vederli insieme per la prima volta.

ATP: Hai dato un percorso particolare all’allestimento?

APC: E’ stata fatta una selezione, alcuni pezzi sono stati esclusi per necessità di allestimento. Era importante per me, non soltanto raccontare la mia storia e quella di spazio Morris, ma anche dare il giusto respiro ad ogni opera in mostra. Sono molto legata come spettatrice  all’esperienza della fruizione dell’opera stessa. Ogni lavoro è stato allestito in modo che potesse dialogare con lo spazio nel miglior modo possibile.

ATP: Alcune opere sono delle donazioni da parte di artisti che hanno esposto allo Spazio Morris. Ci sono dei legami  particolari con alcune opere? Me ne racconti qualcuno?

APC: Sicuramente i legami più forti li ho con ‘Dejà vu’, la specchiera di David Casini -ogni volta che la guardo ricordo quando David viveva a spazio Morris, quando ricomponeva i suoi cristalli e parlavamo del suo lavoro, delle chiacchierate e del vino. Credo di aver imparato moltissimo da lui, proprio in termini di consapevolezza e devozione verso il suo lavoro; con Italian Life, la colonna di Draok  (Giorgio Guidi e Marta Pierobon), in essa la radice  dell’architettura classica e dei giardini all’italiana, quando allestivamo la mostra a New York e raschiavamo il gesso delle sculture dal pavimento della galleria e fuori nevicava; con Munro Galloway e Annette Wehrhahn, due persone straordinarie con cui sento di aver creato un legame importante: dall’Italia a New York, moltissimi ricordi.

ATP: La tua passione per il collezioni si interseca, per molti versi, con la tua attività di gestione e promozione nello Spazio Morris. Dopo poco più di due anni, come vedi e giudichi questa esperienza?

APC: Spazio Morris è quello che avevo immaginato che fosse. Mi rendo conto che quello che rimane dopo ogni singola mostra, dopo aver condiviso l’esperienza artistica in termini di processo creativo di ogni artista invitato e di una mia più profonda comprensione della loro visione delle cose, della materia e del mondo, quello che rimane e che è, quantomeno per me, inseparabile dalle opere prodotte, è il temperamento delle persone. Credo che spazio Morris sia un successo per gli obiettivi che mi ero preposta ovvero acquisire una conoscenza dell’arte contemporanea attraverso il rapporto diretto con gli artisti e con il loro modo di concepire il proprio lavoro.

ATP: A proposito dello Spazio Morris. Quali sono i programmi futuri?

APC: spazio Morris continuerà così come sta facendo, tra mostre e progetti. Stiamo pensando di proporre un nuovo progetto in Toscana quest’estate per Morris By Summer, mentre la prossima mostra a Milano sarà a Settembre con Luca Monterastelli e Marzia Rossi, due artisti italiani di grande talento. Sicuramente voglio continuare con lo spingere gli artisti italiani che ricevono dalle istituzioni pubbliche così poco sostegno: forse una goccia d’acqua nell’Oceano, ma pur sempre una goccia d’acqua.

Artisti in mostra: ?Marco Belfiore, Matteo Bertini, Daniele Carpi, David Casini, T-Yong Chung, Giovanni de Francesco, Valentina Dotti, Draok, Goekhan Erdogan, Deborah Farnault, Munro Galloway, Giorgio Guidi, Francesca Longhini, Stefano Mandracchia, Pat Palermo, Marta Pierobon, Giulia Ricci, Alessandro Roma, Jessie Stead, Donald Urquhart, Vedovamazzei, Annette Wehrhahn.

Titolo: Spazio Morris 2010 2011

Pg: 120, ITA/ENG – Cover Design: Alessandro Gori.Laboratorium

Limited Edition: 500 copies, 2012

Publisher Fortino Editions

ISBN 978-0-9850596-1-3-5200 / Price: $ 28.00 / € 23, 00

www.fortinoeditions.com

Qui a seguire un breve elenco con i bookshop dove è possibile trovare il catalogo:

- www.amazon.com

- Armani Koenig, via Manzoni 31, 20121 Milano, IT

- Printed Matter, Inc.,  195 10th Avenue, New York, NY 10011 USA

- Monograph Bookwerks,  5005 NE 27th Avenue at Alberta,  Portland, Oregon 97211 USA

spazio Morris,   Milano,   Febbraio 2013

spazio Morris, Milano, Febbraio 2013

spazio Morris 2010 2011,   libro edito da Fortino Editions

spazio Morris 2010 2011, libro edito da Fortino Editions

spazio Morris 2010 2011,   libro edito da Fortino Editions

spazio Morris 2010 2011, libro edito da Fortino Editions

spazio Morris 2010 2011,   libro edito da Fortino Editions

spazio Morris 2010 2011, libro edito da Fortino Editions

 

spazio Morris 2010 2011,   libro edito da Fortino Editions

spazio Morris 2010 2011, libro edito da Fortino Editions

After over two years since the opening of spazio Morris, I am pleased to present a selection from my personal collection which consists of works donated to me by some of the artists who have exhibited in the space and of works acquired by myself in the years.

I think at this point of my path as a young collector and director of a non-profit space is important to share and to present this exhibition.

The first work that I’ve ever acquired was dyptich by Goekhan Erdogan at the end of 2009, an artist who I had the pleasure to present in the first exhibition at spazio Morris in 2010, the photographs O 0123/4 and O 0123/1 by Raffaella Della Olga, the diptych Senza Titolo by Matteo Bertini, I tre punti #4 – owl- by Giorgio Guidi, Thundercrack by Stefano Mandracchia, Desideratum by Donald Urquhart and R.A.D. Head 012 by Daniele Carpi. In 2011 Monaci by Marta Pierobon, We loved Reagan by Vedovamazzei, Senza Titolo (la Bella Addormentata) by Giovanni De Francesco and the video by Jessie Stead, ClearChannel Tracking Shot Volume 01. In 2012, the drawing Untitled by T-yong Chung and photography Wild Things Are # 6 by Deborah Farnault.

All the other works in the exhibition were donated to me by the artists with whom I have had the pleasure to work and they have shown to me their strong support to what I’m doing with spazio Morris.

The assumption that made me wanting to open an art space was to create a research laboratory in which I could expand my knowledge and it has been. This exhibition is the result of many artistic and important and enriching human experiences that have marked my life.

Alessandra Pedrotti Catoni