Soleil politique,   exhibition view,   Museion 2014. Foto Luca Meneghel.

Soleil politique, exhibition view, Museion 2014. Foto Luca Meneghel.

Il 26 Settembre ha inaugurato ‘Soleil politique. Il museo tra luce e ombra’, mostra curata da Pierre Bal-Blanc negli spazi del Museion di Bolzano.

Arte, architettura, storia, dialogo, rivoluzione: gli elementi della mostra concepita da Pierre Bal-Blanc fanno tutti riferimento al nome del luogo che la ospita. Il nome dell’istituzione – ‘Museion’ – “ci riporta alle origini del museo fondato dalla dinastia dei Tolomei nel 391 a.C”, si legge in catalogo. “Durante la Rivoluzione Francese, il termine ‘Museion’, dal latino ‘Museum’, designa il santuario delle ricchezze della memoria collettiva precedentemente detenute dalla monarchia o dal clero poi restituite al popolo. All’epoca il ‘Museion’ è ancora abitato come lo era nell’Antico Egitto, asilo di una comunità di artisti ed intellettuali in dialogo con i visitatori di passaggio.”

Il titolo ‘Soleil Politique’, deriva da un lavoro di Marcel Broodthaers del 1972: l’artista è intervenuto su un’immagine che mette a confronto le dimensioni del sole con quelle dei pianeti che gli girano attorno.   Aggiungendo a mano l’aggettivo “Politique” accanto alla dicitura “Soleil”, contenuta nel cerchio più grande, che corrisponde al sole, Broodthaers “non solo si appropria della sua forza di emancipazione, ma allo stesso tempo sottolinea il carattere egemonico di un potere che impone obbedienza”. Annerendo poi il minuscolo puntino che rappresenta la Terra, l’artista rende soggettiva la visione universalista di questo diagramma “rendendo manifesta la consapevolezza della propria finitudine”. L’atto di annerire il nostro pianeta ci rende consapevoli dei rischi di un ritorno all’oscurantismo. “Soleil Politique” è una mostra che cerca di minare tanti sistemi, e nel farlo ha minato anche il “sistema Museion”: la mostra infatti è allestita al piano terra, in quello che è sempre stato il Museion Passage, lo spazio in cui normalmente si svolgono eventi e manifestazioni. Il nuovo Museion Passage è stato spostato al quarto piano, cambiando la gerarchia del museo e così interrogandola. Bal-Blanc ha operato un’altra rottura “attiva” nella Project Room di Museion: lo spazio destinato ai progetti di giovani artisti chiamati a lavorare sul territorio è stato esternalizzato nella Casa Atelier, per interrogare quale è l’effettivo ruolo di una project room.

Soleil politique,   exhibition view,   Museion 2014. Foto Luca Meneghel.  [Front: Anonymous,   Der auferstehende Christus / Cristo risorto,   End of the XV century Engraved wood,   coloured and golden 102 x 35 x 33 cm Stadtmuseum Bozen / Museo Civico di Bolzano Narziss von Bozen / Narciso da Bolzano (attributed to)]

Soleil politique, exhibition view, Museion 2014. Foto Luca Meneghel. [Front: Anonymous, Der auferstehende Christus / Cristo risorto, End of the XV century Engraved wood, coloured and golden 102 x 35 x 33 cm Stadtmuseum Bozen / Museo Civico di Bolzano Narziss von Bozen / Narciso da Bolzano (attributed to)]

Abbiamo fatto alcune domande a Pierre Bal-Blanc.

ATP: La mostra è complessa e densa di micro e macro narrazioni. Lo spettatore può perdersi in questa complessità per costruire poi il proprio “sentiero” personale, la sua interpretazione. Puoi indicarci alcuni punti fissi fondamentali, dei lavori significativi da cui iniziare un possibile percorso?

Pierre Bal-Blanc: Credo che lo spostamento della statua di Cangrande I della Scala effettuato da Carlo Scarpa per il Museo di Castelvecchio, a Verona, sia un buon punto di partenza per comprendere che tutte le opere in mostra ruotano attorno al concetto di spostamento. Per un curatore lo spostamento delle opere è una questione importante, perchè il curatore prende dei lavori creati in un determinato contesto e li sposta in un altro. La mia ispirazione per questa mostra viene dall’esperimento di Scarpa, che spostò la statua di Cangrande I da Piazza dei Signori al Museo di Castelvecchio. C’è poi un altro tipo di riflessione riguardo al ruolo di un museo nell’educazione e nell’ispirazione di una città, come struttura tanto importante quanto l’ufficio postale o l’ospedale o qualsiasi altra struttura presente in una città. Il museo è uno strumento per la popolazione per capire il presente e il futuro. Il passato è importante nella costruzione del presente e nella realizzazione del futuro.

ATP: Riguardo a questa idea di movimento, appare molto significativa l’opera posizionata nel corridoio che unisce il bar alla grande sala del Museion.

PBB: Ti riferisci a “Meat Mass”, di Allan Sekula. Certo, lì vediamo uno spostamento da un sistema all’altro: da una parte c’è il sistema della commercializzazione del cibo, dall’altro il sistema della strada e del traffico delle macchine e dei camion. L’artista ruba della carne da un supermercato e la lancia al centro di una strada trafficata. Prende un elemento e lo sposta da un flusso all’altro. Questo è un processo molto importante, con cui in arte abbiamo spesso a che fare, come nel video di Sturtevant, “Duchamp Nu Descendant un Escalier”, in cui lei scende una scala ma allo stesso tempo ne sale un’altra. E’ la discesa della scala presa da Marcel Duchamp, ma con la sua ricostruzione pratica di quest’opera, sale la scala della storia, entra nella storia per capirla. Questo è un altro esempio di lavoro significativo.

ATP: Un altro tipo di movimento che ha effettuato è stato spostare il piano terra del Museion al quarto piano. E’ sia un’azione concettuale che concreta.

PBB: Sicuramente. E’ un rovesciamento della gerarchia per cambiare una situazione. E’ una cosa importante, ed è ciò che fanno gli artisti. Quando Picasso fa un collage, introduce la carta di giornale sulla tela di un dipinto, prende la realtà di tutti i giorni e la sposta in un altro campo. E’ esattamente lo stesso tipo di movimento. Bisogna capire che questo processo è un linguaggio, e il museo deve rendere chiaro l’uso di questo linguaggio in ogni circostanza, sia questa sociale, politica o economica. Il dovere di un museo è di rendere lo spettatore cosciente di questo modo di agire.

Intervista raccolta da Matteo Mottin

Gideon Bachmann,   © Archivio Fotografico Cinemazero Images,   Fondo Gideon Bachmann Teatro di posa del film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”: Pier Paolo Pasolini,   insieme ai suoi collaboratori,   intento a riprendere la scena finale del ballo dei due Collaborazionisti nella Sala dei Regolamenti. Roma,   1975

Gideon Bachmann, © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Gideon Bachmann Teatro di posa del film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”: Pier Paolo Pasolini, insieme ai suoi collaboratori, intento a riprendere la scena finale del ballo dei due Collaborazionisti nella Sala dei Regolamenti. Roma, 1975

Emilio Prini,   Stampa di un consumo - Monaco '71 Il caffè del Kunstverein,   1971 Courtesy Galleria PIOMONTI Roma

Emilio Prini, Stampa di un consumo – Monaco ’71 Il caffè del Kunstverein, 1971 Courtesy Galleria PIOMONTI Roma

Allan Sekula Meat Mass,   1972 Foto by Allan Sekula and David Alward (c) Generali Foundation

Allan Sekula Meat Mass, 1972 Foto by Allan Sekula and David Alward (c) Generali Foundation

artisti: Mathieu Kleyebe Abonnenc, Silvano Agosti, Marie Cool Fabio Balducci, Josef Dabernig, Alberto Garutti, Marcus Geiger, Isa Genzken, Prinz Gholam, Dan Graham, Mauricio Guillén, Sanja Ivekovi?, Benoît Maire, Marcello Maloberti, Rä di Martino, Mattin, Isidoro Valcárcel Medina, Marta Minujín, Deimantas Narkevi?ius, Rainer Oldendorf, Roman Ondák, Christodoulos Panayiotou, Emilie Parendeau, Gianni Pettena, Pratchaya Phinthong, Emilio Prini, Lili Reynaud-Dewar, R&Sie(n) François Roche – Stéphanie Lavaux – Jean Navarro, Bernhard Rüdiger, Matthieu Saladin, Santiago Sierra, Terre Thaemlitz, Slaven Tolj, Ron Tran, Annie Vigier et Franck Apertet, Marie Voignier, Clemens von Wedemeyer, Lois Weinberger, Lawrence Weiner

con opere di Raimund Abraham, Robert Breer, KP Brehmer, Marcel Broodthaers, CAPC musée d’art contemporain de Bordeaux – Philippe Thomas, Achille Castiglioni, Giorgio de Chirico, Felix Gonzalez-Torres, Pier Paolo Pasoli

Fino all’11 Gennaio 2015.